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Pellegrini di salvezza e speranza: Alfred Puntel

Alfred “Al” Puntel ha vissuto la sua vita come un vero pellegrino di salvezza e speranza. La famiglia, invece dei fiori, invita a fare una donazione a CNEWA-Pontificia Missione in sua memoria. Qui puoi scoprire la storia della sua fede e del suo servizio.

Nelle prime ore del Mercoledì delle Ceneri 2025, Alfred Osvaldo “Al” Puntel ha raggiunto l’abbraccio amorevole di Dio. Aveva 73 anni e da tempo conviveva con il Parkinson, dopo il pensionamento da La Salle College High School nel 2015. Il suo percorso come marito, padre, insegnante e amico lascia un segno profondo: una vita radicata nella misericordia di Dio e traboccante di amore.

Americano di prima generazione, Al era figlio unico di due immigrati italiani. In casa parlava due dialetti: l’abruzzese con la madre, Giustina, e il friulano con il padre, Matteo, e il nonno. In famiglia lo chiamavano affettuosamente Dino. Fin da bambino imparò a fare di tutto: posare mattoni, preparare il vino, piantare pomodori, lavorare il legno, cucinare e svolgere altri lavori manuali insieme al nonno e alla madre. Frequentò la Holy Cross Elementary School e la Cardinal Dougherty High School, dove in seguito tornò come insegnante. Partecipò anche con entusiasmo al Community Service Corps (C.S.C.) dell’Arcidiocesi di Filadelfia.

Al incontrò Betsy (nata Elizabeth Fauerbach), sua moglie per 49 anni, nel C.S.C., sotto la guida dell’allora Mons. F.X. Schmidt, con cui hanno mantenuto un’amicizia per tutta la vita. Il loro primo incontro avvenne sul traghetto di Staten Island, durante una gita del C.S.C. per incontrare Dorothy Day. A gennaio di quest’anno, Betsy condivise con Alfred una versione adattata della poesia “Jenny Kiss’d Me”, che lei ribattezzò “Al Kiss’d Me”. Entrambi sentirono che quei versi raccontavano davvero qualcosa della loro storia d’amore, della gioia e della Provvidenza che ne erano il cuore:

Betsy kiss’d me when we met,

Jumping up from the chair she sat in,

Time, you thief, who love to get

Sweets into your list, put that in!

Say I’m weary, say I’m sad,

Say that health and wealth have miss’d me,

Say I’m growing old, but add Betsy kiss’d me.

Betsy mi baciò quando ci incontrammo,

saltando dalla sedia dove era seduta.

Tempo, ladro che ami rubare

dolcezze per la tua lista, annotalo!

Di’ che sono stanco, di’ che sono triste,

di’ che salute e ricchezza mi hanno mancato,

di’ che sto invecchiando, ma aggiungi Betsy mi baciò.

Si laureò alla Catholic University nel 1974 e sposò Betsy il 16 agosto 1975, in Oklahoma, dove entrambi prestavano servizio in diverse parrocchie nell’ambito della catechesi. Dopo il matrimonio, si trasferirono a Germantown, a Filadelfia, dove conobbero i Vincenziani nelle parrocchie locali — un legame che continuò nel tempo, anche attraverso la Basilica del Santuario dell’Immacolata Concezione.

Insieme si impegnarono per la giustizia abitativa, la vita di quartiere, il movimento pacifista e furono membri della cooperativa alimentare Weaver’s Way. Nel 1976 collaborarono al Congresso Eucaristico di Filadelfia insieme a padre Ed Brady, S.J., che guidava incontri e formazione sul significato profondo dell’Eucaristia, definita “fonte e culmine” della vita cristiana. Il suo lavoro metteva in relazione le grazie di quella vita con la “fame di pane”. Due mesi dopo, arrivò la benedizione del loro primo figlio: la vocazione al matrimonio e alla famiglia aprì nuovi orizzonti alle loro vite.

Dopo la nascita del terzo figlio, Alfred e Betsy si trasferirono nella casa dei suoi genitori — con cucine separate. (I profumi della cucina di sua madre erano indimenticabili!) La convivenza tra generazioni e la cura reciproca erano parte di quell’“italianità” che Al portava nella famiglia Puntel. Anche i genitori di Betsy ne beneficiarono, così come i loro figli.

Per Alfred e Betsy era fondamentale che lei potesse restare a casa con i bambini. In questo, Al fu il suo più grande sostenitore: la incoraggiò nel lavoro per la Catechesi del Buon Pastore, realizzando a mano molti dei materiali in legno e, in seguito, ottenendo la certificazione di due livelli del programma — con Betsy come sua formatrice!

Per quarant’anni Al ha insegnato ai ragazzi delle superiori la fede cattolica e la morale, con dedizione e coraggio. Ha iniziato alla St. Gabriel’s Hall, dove per cinque anni ha lavorato con i Fratelli Cristiani accanto a giovani in difficoltà. Poi è approdato alla La Salle College High School, dove è rimasto per 33 anni, molti dei quali come responsabile del Dipartimento di Religione. San Giovanni Battista de La Salle, patrono degli insegnanti, indicava le virtù di un docente lasalliano: umiltà, pazienza, prudenza, dolcezza, vigilanza, pietà, zelo, generosità e sapienza. Al ha cercato di incarnarle ogni giorno, insegnando “al cuore” prima che alla mente.

Oltre alle lezioni, ha creato il C.S.C., il primo programma di servizio della scuola. Ha guidato il progetto Trieste House, che offriva sostegno agli uomini con disabilità presso la Casa dei Fratelli della Carità. Per qualche anno ha anche collaborato con Pat Devine, allenatore di corsa campestre. Ai suoi studenti ripeteva sempre: “Vivete Gesù nei nostri cuori per sempre”. Oggi molti insegnanti e alcuni dirigenti della La Salle College High School, che un tempo furono suoi alunni, parlano di lui con affetto e rispetto. Al amava imparare tanto quanto insegnare: ha conseguito due lauree magistrali, una pontificia al Seminario di San Carlo Borromeo e una in pedagogia alla La Salle College.

Al e Betsy ebbero sei figli: Christina (sposata con Mark Badstubner), Susanna, Andrew (sposato con la compianta Guna Pantele), Maria (sposata con Kevin Kurtz), Rose e Jeremy, il più giovane, con il quale Al trascorreva molto tempo. Figlio unico, si innamorò dei suoi bambini uno per uno. D’estate si dedicava alle riparazioni di casa e tagliava la legna per l’inverno.

Amava trasmettere ai figli valori concreti: coltivare i propri talenti, volersi bene, pregare insieme, rispettare il creato, gustare il buon cibo e imparare l’importanza di dire “mi dispiace”.

Sostenuto dalla Messa quotidiana, dalla preghiera e dalle preghiere degli altri, e dall’amore tenero di Betsy, Al affrontò le sfide del Parkinson e di altre gravi difficoltà fisiche. Perse la capacità di lavorare bene con le mani, di parlare chiaramente e di deglutire, ma ogni giorno si impegnava negli esercizi di movimento, di parola e di deglutizione senza mai lamentarsi. Betsy ricevette la benedizione del suo amore profondo e della sua pazienza, mentre lei lo ricambiava con le cure più premurose.

La figura di Santa Teresa di Lisieux, anche grazie all’interpretazione e all’insegnamento di Fratel Joe Schmidt, F.S.C., ebbe una grande influenza su Al. Alcuni anni prima dell’insorgere della malattia di Parkinson, Al iniziò a crescere nelle “piccole virtù” di Santa Teresa. Teneva anche a mente l’insegnamento del Programma dei Dodici Passi: “Quando siamo deboli, Lui può essere forte”. Al affidò al Signore la sua debolezza ultima quando morì nelle prime ore del mattino del Mercoledì delle Ceneri. Accolse le proprie limitazioni e la sofferenza come un aiuto nel suo desiderio di santità. Siamo certi che ora stia vivendo una gioia piena e senza impedimenti con il Signore. La Sua volontà e la Sua presenza erano diventate il desiderio più grande di Al. La misericordia di Dio ascolta le preghiere dei nostri cuori. E ci dona infinitamente più di quanto possiamo chiedere o immaginare.

Negli ultimi anni della sua vita, Al fu sostenuto in modo speciale dalla gioia di trascorrere del tempo con i suoi nipoti: Jonah, Gabriela, Mateo, Ava, Grady e Joel, insieme al nipote “adottivo” Asai Hagan-Cruz. Amava anche gli animali di famiglia, in particolare Winston, Samwise e Mowgli. I nipoti ricordano Al come una persona che affrontava ogni giorno con grazia. Non lasciava mai che le difficoltà lo definissero. La sua perseveranza silenziosa resterà nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto. La famiglia ringrazia gli amici che sono stati una rete preziosa di cura e di preghiera. Un sostegno particolarmente importante negli ultimi mesi della vita di Al.

Nulla è impossibile a Dio. Bravo, Al! Grazie per aver illuminato la strada.

La Messa esequiale per Al si terrà negli Stati Uniti, presso la chiesa Our Mother of Consolation a Filadelfia, sabato 15 marzo alle ore 10 (ora locale). Prima della celebrazione, la famiglia accoglierà i visitatori dalle 9 alle 10. Dopo la Messa, la sepoltura avverrà al Cimitero di St. Matthew di Conshohocken, seguita da un momento conviviale nella sala parrocchiale di St. Matthew.

In memoria di Al, la famiglia invita a sostituire i fiori con una donazione all’Associazione cattolica per il benessere del Vicino Oriente (CNEWA-Pontificia Missione), realtà che Al ha sostenuto con convinzione per molti anni.

Al è stato per anni un generoso sostenitore di CNEWA. In uno degli ultimi biglietti che accompagnavano le sue donazioni scrisse: “Che il buon Signore vi sostenga nella vostra presenza e nella cura per queste persone”.

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