(OSV News) — John Allen, direttore di Crux e tra le voci più autorevoli sul Vaticano e sulla Chiesa cattolica, si è spento a Roma il 22 gennaio, dopo una lunga battaglia contro il cancro, iniziata nel 2022. Aveva 61 anni.
Lascia la moglie, Elise Ann Allen, corrispondente senior dal Vaticano per Crux.
Nel febbraio 2025 Allen aveva informato i lettori della diagnosi di cancro e aveva chiesto di accompagnarlo con la preghiera.
«Non ho mai creduto tanto nel valore della preghiera di intercessione come in queto momento», aveva scritto.
Alcuni mesi dopo, in un secondo aggiornamento, aveva raccontato il percorso delle cure per il tumore allo stomaco, osservando che «senza il sostegno quotidiano e instancabile di mia moglie, Elise Allen, sono certo che probabilmente sarei crollato».
Aveva inoltre espresso la propria gratitudine ai medici, agli amici che considerava come una famiglia e ai lettori di Crux per i messaggi di sostegno e le preghiere.

«Negli anni ho spesso parlato della “famiglia di Crux” per descrivere la comunità di persone che ci segue: chi legge il sito, chi utilizza gli altri nostri canali e chi dialoga con il nostro lavoro», ha scritto. «So bene che oggi espressioni del genere rischiano di suonare come slogan aziendali o operazioni di marketing. Ma mai come in questo momento sono convinto che, nel caso di Crux, non siano solo parole».
Nato a Hays, in Kansas, nel 1965, Allen insegnava giornalismo alla Notre Dame High School di Sherman Oaks, in California. Seguiva anche il giornale degli studenti. Tra chi si lasciò ispirare da lui c’è Stacy Meichtry, oggi capo dell’ufficio di Parigi del Wall Street Journal. All’epoca lavorava nella redazione scolastica.
«John passava ore con noi dopo la scuola per far uscire il giornale in tempo per la scadenza settimanale», ricorda Meichtry. «È stata probabilmente la sua prima esperienza come giornalista-insegnante, un assaggio di ciò che avrebbe fatto molti anni dopo».
Dopo essersi trasferito a Roma, Allen raggiunse grande visibilità nel 2000 con la pubblicazione della sua prima importante biografia del cardinale Joseph Ratzinger.
Meichtry ha ricordato che, prima dell’elezione al papato dell’allora cardinale Ratzinger, «era da decenni che nessuno raccontava un conclave».
«Internet era ancora agli inizi e le informazioni su come la Chiesa cattolica sceglie un papa erano pochissime. John cambiò tutto questo. Il suo libro “Conclave” divenne una lettura obbligata per qualunque giornalista — me compreso — che volesse prepararsi alla morte di un pontefice e all’elezione del successore», ha raccontato a OSV News.
La profonda conoscenza dei meccanismi interni del Vaticano aveva fatto guadagnare ad Allen la fama di ‘uomo con il polso della situazione’. Per Meichtry, però, «era un mentore senza paragoni».
«La sua conoscenza era enciclopedica. Era allo stesso tempo brillante e generoso, una combinazione rara. Mi ha insegnato il giornalismo, ma mi ha insegnato anche molto sulla vita. Mi mancherà molto», ha aggiunto Meichtry.
Dopo l’esperienza nell’insegnamento del giornalismo, Allen entrò nel 1997 al National Catholic Reporter e nel 2000 fondò la redazione di Roma del settimanale.
«È stato un gigante del giornalismo specializzato», ha affermato Marco Carroggio, professore alla Facoltà di Comunicazione istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce di Roma. «Credo che resterà un punto di riferimento per le generazioni future».
Carroggio ha ricordato di aver incontrato Allen nel 1998. All’epoca si occupava della comunicazione per un convegno promosso dall’Opus Dei, quando ricevette una telefonata da qualcuno che parlava italiano con un marcato accento americano.
Quella chiamata, ha raccontato, segnò l’inizio di un’amicizia durata quasi trent’anni.
Carroggio ha osservato che Allen era una presenza costante a molti convegni a Roma ed era sempre interessato a «andare a fondo dei dibattiti e a comprendere le diverse posizioni».
«Mi colpiva il fatto che spesso non pubblicasse nulla su quelle conferenze. Servivano ad allargare lo sguardo. Così informazioni e scritti prendevano forma in una visione profonda e ricca di sfumature, capace di restituire la complessità della realtà», ha spiegato a OSV News.
Questa conoscenza ampia e profonda del mondo cattolico aveva sostenuto Allen nel suo lavoro come analista vaticano per la CNN, dopo la morte di Giovanni Paolo II e la successiva elezione di Benedetto XVI.
Per Delia Gallagher, che ha lavorato accanto ad Allen alla CNN per due decenni, l’aspetto più importante della sua figura era il fatto che fosse «un amico leale e autentico».
«Ripensando alla sua vita, ciò che mi viene in mente di John è che aveva trovato davvero la sua vocazione e l’aveva vissuta con passione. Credo che questo sia stato un dono per lui e per il giornalismo cattolico: amare profondamente ciò che fai e farlo con gioia, al di sopra di qualsiasi competizione o gelosia», ha raccontato a OSV News.
La sua passione per il giornalismo, ha aggiunto, era «contagiosa» e ciò che emergeva chiaramente in lui era «l’amore totale per il proprio lavoro e la consapevolezza di esserne chiamato».
«Per questo era così bravo. Nessuno spiegava le cose meglio di lui, sempre con equilibrio. Anche nelle conversazioni private non mostrava mai pregiudizi. Era estremamente corretto, prendeva in considerazione entrambi i punti di vista, guardava le situazioni da angolazioni diverse e, soprattutto, parlava sempre con le persone», ha detto Gallagher.
Allen lasciò il National Catholic Reporter nel 2014 per approdare al Boston Globe, dove diede vita a Crux. Due anni dopo, quando il Boston Globe interruppe il sostegno al progetto, rilanciò il sito in modo indipendente, assumendone la presidenza e la direzione editoriale.
Gallagher, che era al suo fianco quando Allen annunciò il rilancio di Crux nel 2016 al Pontificio Collegio Nordamericano, ha ricordato quell’occasione come «un momento speciale, che non si dimentica».
«Era immensamente orgoglioso; per lui fu un momento enorme», ha ricordato. «Una volta gli chiesi quale fosse la sua visione ideale della vita professionale. Mi rispose che era aver fondato Crux, perché gli permetteva di offrire ai giornalisti più giovani una piattaforma da cui partire. Per lui, quella era la sua eredità».
Allen ha continuato a intervenire su CNN come analista vaticano durante i pontificati di Benedetto XVI e di Francesco e, nel 2025, è stato collaboratore di CBS News in occasione dell’elezione di papa Leone XIV.
Nel corso della sua carriera è stato anche un conferenziere molto richiesto, invitato a intervenire a incontri ed eventi in tutto il mondo. Ha inoltre firmato undici libri dedicati al Vaticano e alla Chiesa cattolica, spaziando dai pontificati di Benedetto XVI e Francesco alla persecuzione dei cristiani nel mondo.
«L’interesse di John per il mondo cattolico comprendeva anche la CNEWA e le Chiese orientali. Ammirava la loro capacità di resistere e di crescere, comunità antiche e radicate in terre spesso difficili come il Medio Oriente, il Corno d’Africa, l’India e l’Europa orientale», ha affermato Michael J. La Civita, direttore della comunicazione e del marketing di CNEWA.
In un’intervista a The Catholic Herald (Regno Unito), La Civita ha ricordato il suo primo incontro con Allen. «L’ho conosciuto a Roma, intorno al 2002, davanti a un piatto di rigatoni alla vodka», ha raccontato. «Mi colpì subito: gustava la pasta fino all’ultimo boccone. E, tra domande serrate e qualche bicchiere di limoncello, dimostrò di capire davvero le contraddizioni e i compromessi che le nostre Chiese talvolta devono affrontare in contesti politici difficili. Per questo mi sono fidato di lui».
Nell’aprile 2025, durante una cerimonia a Roma, il presidente di CNEWA, Mons. Peter I. Vaccari, ha conferito ad Allen il Faith & Culture Award «per la sua straordinaria — e a volte spiazzante — capacità di raccontare il mondo cattolico nella ricerca di verità, chiarezza e responsabilità».
Prima della cerimonia di consegna del premio, sulla terrazza del Kolbe Hotel affacciata sul Foro Romano, Allen aveva partecipato a un incontro riservato con alcuni “vaticanisti”. Il briefing era moderato da Amanda Bowman, membro del Consiglio di amministrazione di CNEWA. Vi prendevano parte Allen e sua moglie, Cindy Wooden, all’epoca capo dell’ufficio di Roma del Catholic News Service. Erano presenti anche William Cash, già direttore del Catholic Herald di Londra, e Margherita Stancati del Wall Street Journal.
La discussione si era concentrata sulle priorità mutevoli della Chiesa in un mondo instabile e su come la visione pastorale di papa Francesco avesse collocato il conclave in una prospettiva diversa rispetto al precedente. La Civita ha ricordato che il confronto «si concluse con John che annunciò: “Una cosa è certa: non avremo un papa americano!”».
«Poi tutti sappiamo cosa accadde solo poche settimane dopo, con l’elezione del cardinale americano Robert Prevost», ha aggiunto. «Io, John ed Elise ci facemmo più di una risata su quella previsione, nonostante le sue condizioni di salute stessero peggiorando».
«Non ho dubbi che John sia stato accolto in Paradiso con le parole: “Bene, servo buono e fedele”», ha concluso La Civita.
Riposa in pace, John.
A questo servizio hanno contribuito i collaboratori della CNEWA.