Nota della redazione: Pellegrini di salvezza e speranza è una nuova rubrica nata per celebrare il centenario della fondazione di CNEWA, istituita nel 1926 come iniziativa pontificia di salvezza e speranza.
Nel tempo, questo spazio racconterà le storie di donne e uomini che, con il loro impegno, le loro risorse, i loro talenti e la loro fede, hanno reso possibile questa singolare opera della Santa Sede. Da generazioni, la loro generosità a sostegno delle Chiese orientali rafforza le comunità cristiane nel vivere l’insegnamento del buon Samaritano: “va’ e anche tu fa’ lo stesso”, contribuendo a curare le ferite di un mondo segnato dalla sofferenza.
Circa trentacinque anni fa, un sacerdote cattolico si presentò negli uffici di Peter Bahou, tour operator di New York, con una richiesta precisa: organizzare un viaggio in Terra Santa per i suoi seminaristi.
Da quell’incontro nacque un’amicizia destinata a durare nel tempo. Oggi quel sacerdote, Mons. Peter I. Vaccari, è alla guida dell’Associazione cattolica per il benessere del Vicino Oriente, mentre Peter Bahou dirige la Peter’s Way Tours. Da allora collaborano fianco a fianco, senza interruzioni.
«È un rapporto che si è costruito nel tempo», racconta Bahou.
La Peter’s Way Tours ha mosso i primi passi accompagnando in Italia gruppi corali e di arti performative, durante un periodo in cui Peter viveva nel Paese. Ma le sue radici sono in Terra Santa, dove è nato e cresciuto: «La conosco come le mie tasche», afferma.
Prima della pandemia di COVID-19, la sua agenzia portava in Terra Santa quasi cento gruppi all’anno. Nel 2023, con la ripresa dei viaggi dopo l’emergenza sanitaria, i gruppi sono tornati a essere circa sessanta.
«Quando è successo il 7 ottobre abbiamo cancellato tutto», ha raccontato, riferendosi all’attacco di Hamas del 2023 e alla successiva offensiva israeliana a Gaza. In quel momento aveva due gruppi in Terra Santa, ma la società è riuscita a riportarli a casa in sicurezza.
Da allora si è concentrato su pellegrinaggi ai santuari mariani in tutto il mondo, oltre a viaggi sulle orme degli apostoli in Grecia e in Italia.
«Non metteremo mai nessuno in pericolo», ha sottolineato.
Bahou ha poi parlato dell’impatto della guerra sulle attività locali in Terra Santa. Una famiglia del posto possedeva quattro hotel a Gerusalemme e due a Betlemme. Oggi solo uno di questi, a Gerusalemme, è ancora aperto, e circa il 20% degli ospiti sono inviati di guerra.
Anche mentre la sua attività continua a crescere, Peter Bahou prosegue nella collaborazione con Mons. Vaccari per l’organizzazione di pellegrinaggi e viaggi, e sostiene la CNEWA perché «è un’organizzazione che fa un lavoro importante».
«Cerco di far conoscere la CNEWA e di incoraggiare le persone a sostenerla», spiega. Un modo concreto per farlo è, ad esempio, sponsorizzare un tavolo al Gala annuale Healing & Hope della CNEWA a New York.
«Molte persone non conoscono la CNEWA», aggiunge, «e il gala è un’ottima occasione per presentarla».