Un’iniziativa di riforestazione che coinvolge i cittadini etiopi punta a contrastare la deforestazione e a interrompere il circolo vizioso del degrado ambientale, che alimenta la siccità. Il progetto mira anche a cambiare l’immagine di un Paese troppo spesso associato alla povertà e alle calamità.
Il governo etiope ha lanciato la Green Legacy Initiative nel 2019. Il programma punta a rafforzare la resilienza degli oltre 130 milioni di abitanti del Paese ai cambiamenti climatici. Mira, inoltre, a promuovere la tutela ambientale, porre fine alle carestie ricorrenti e garantire la sicurezza alimentare.
L’iniziativa nasce in risposta alla drammatica perdita di risorse naturali in Etiopia. A causarla sono stati i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione e i conflitti armati. Alla fine degli anni Novanta, le foreste, che un tempo coprivano circa il 40% del territorio nazionale, si erano ridotte ad appena il 3%. Ancora oggi, alcune delle province più popolose del Paese sono teatro di guerre civili.
Più di un milione di persone ha dovuto lasciare la propria casa e trasferirsi all’interno del Paese, aumentando così la pressione sulle risorse naturali. Questa situazione ha spinto le organizzazioni umanitarie, già alle prese con la riduzione degli aiuti, a lanciare l’allarme sul rischio di carestie in alcune regioni. I conflitti ricorrenti hanno inoltre costretto molti agricoltori a saltare intere stagioni di coltivazione.
L’obiettivo della Green Legacy Initiative, che prevede di piantare oltre 50 miliardi di alberi entro la fine del 2030, gode di un ampio sostegno a livello nazionale, compreso quello della Chiesa cattolica.

Argaw Fantu, direttore regionale dell’ufficio in Etiopia di CNEWA, ha affermato che questo ambizioso progetto richiama gli insegnamenti del compianto Papa Francesco. Nell’enciclica “Laudato Si’“, pubblicata nel 2015, il pontefice invitava infatti a prendersi cura della Terra, «la nostra casa comune».
«Sosteniamo questa iniziativa come un modo concreto per mettere in pratica gli insegnamenti dei vescovi cattolici etiopi, anche attraverso la piantumazione di alberi», ha dichiarato.
In città e villaggi di tutto il Paese, molti cittadini hanno contribuito al raggiungimento di questo obiettivo. La partecipazione ha coinvolto anche il Tigrè, regione settentrionale devastata dalla guerra tra il 2020 e il 2022, e le vicine regioni di Amhara e Afar, anch’esse colpite dal conflitto.
Secondo quanto riportato dai media, il 23 settembre sono ripresi i combattimenti nel Tigrè. Le milizie tigrine hanno lanciato un’offensiva contro le forze governative.
In alcune delle aree più vulnerabili dell’Etiopia, piantare alberi può contribuire a ridurre i rischi ambientali. Nel sud del Paese, per esempio, le infrastrutture fatiscenti rendono il territorio particolarmente esposto alle inondazioni. Gli alberi aiutano ad assorbire l’acqua piovana e a stabilizzare il terreno.
Nel 2024, smottamenti e frane hanno causato la morte di centinaia di persone e distrutto decine di comunità nella zona montuosa di Gofa, nell’Etiopia meridionale. All’inizio di quest’anno, una frana nella regione di Amhara ha provocato la morte di oltre una dozzina di persone.

Nel 2027 l’Etiopia ospiterà la COP32, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. In quell’occasione il governo intende presentare la Green Legacy Initiative come esempio concreto di quella che il primo ministro Abiy Ahmed Ali definisce una dimostrazione del fatto che «la leadership climatica inizia dal ripristino della natura».
Quest’anno Abiy ha disposto la chiusura degli uffici pubblici per un giorno e ha invitato le imprese a partecipare all’iniziativa, piantando alberi nelle principali città del Paese. Per raggiungere l’obiettivo di 800 milioni di alberi in una sola giornata, il governo ha previsto anche degli incentivi. Al termine della giornata, le autorità hanno annunciato la piantumazione di oltre 805 milioni di alberi. Il dato ha però suscitato scetticismo. In molti si sono chiesti come fosse stato possibile raggiungere un simile risultato, mentre alcune delle province più popolose del Paese erano attraversate da gravi disordini e conflitti.
Il governo ha inoltre dichiarato di essere sulla buona strada per piantare, nel solo anno in corso, 8 miliardi di alberi.
Nella capitale etiope, Addis Abeba, il responsabile marketing Michael Teklu racconta che piantare alberi è ormai diventata per molti una consuetudine da condividere con amici e colleghi. In tanti si prendono cura anche degli alberi già messi a dimora. Un impegno che, secondo Teklu, rappresenta una risposta concreta ai problemi del Paese e un’occasione per imparare e guardare al futuro con speranza.
Anche Salem Berhanu, imprenditore di Addis Abeba, ha preso parte alla campagna insieme ad altri cittadini e agli studenti della Scuola della Cattedrale cattolica di Lideta. Berhanu si è detto felice di vedere i giovani comprendere l’importanza di piantare alberi. Si augura che questo primo passo li porti a impegnarsi nel tempo per la tutela dell’ambiente e a diventare sostenitori attivi delle cause ambientali.
«Gli alberi ci danno speranza e ci aiutano a preservare le risorse idriche. Proteggono il suolo e ci permettono di rafforzare la nostra sicurezza alimentare, un aspetto che spesso è all’origine dei conflitti», ha affermato. «Prendersi cura dell’ambiente dovrebbe essere un impegno e una responsabilità per tutti noi».