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Nonostante le operazioni militari ancora in corso nella regione, il fragile cessate il fuoco a Gaza ha portato un primo segnale di tregua. Le famiglie tornano a riunirsi. La fame diminuisce, mentre gli aiuti iniziano a raggiungere un paesaggio irreale di rovine. E per la prima volta da anni, le persone osano sperare.
Le ferite della guerra, però, restano profonde. Le famiglie di Gaza, stremate, fanno ritorno alle loro case. Tra loro anche quelle che hanno trovato rifugio nelle chiese della Sacra Famiglia e di San Porfirio. Camminano tra le macerie, alla ricerca di qualcosa, qualunque cosa, da salvare della loro vita di prima. Innumerevoli famiglie piangono i propri cari. I loro resti giacciono sepolti senza onore sotto montagne di cemento, vetro e fili metallici.
Le piogge invernali e le inondazioni costringono chi non ha una casa a vivere in acque sporche e oleose. Questo aumenta il rischio di malattie trasmesse dall’acqua.
Nonostante la minaccia di nuove violenze e gli sporadici attacchi missilistici, l’umanità va avanti. Medici e infermieri, assistenti sociali e consulenti, sacerdoti e religiose continuano a curare, guarire, ascoltare, sacrificarsi, servire e prendersi cura del prossimo. La fede e il coraggio di queste donne e di questi uomini ci ricordano che la speranza, anche fragile, può mettere radici persino in una terra segnata dalla distruzione.
C’è un bisogno urgente di alloggi, forniture mediche e acqua pulita.
Attraverso una rete di partner fidati in tutta Gaza, comprese le due chiese parrocchiali, l’Ospedale arabo Al-Ahli e la Spark Foundation, CNEWA-Pontificia Missione continua a operare sul territorio. Sostiene le famiglie nella ricostruzione e rafforza la vita della comunità.
Il tuo sostegno rende possibile questo lavoro indispensabile. Il tuo sostegno può trasformare questo fragile cessate il fuoco in una reale opportunità di salvezza e speranza. Unisciti a noi per portare speranza, cura e dignità umana a chi è più vulnerabile.