{"id":1267,"date":"2025-03-24T13:09:24","date_gmt":"2025-03-24T12:09:24","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=1267"},"modified":"2026-03-05T12:06:13","modified_gmt":"2026-03-05T11:06:13","slug":"un-luogo-che-chiamano-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/un-luogo-che-chiamano-casa\/","title":{"rendered":"Un luogo che chiamano \u201ccasa\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Nella citt\u00e0 di Port Fouad, in Egitto, situata alla foce del Canale di Suez, sorge un rifugio sicuro per giovani donne che affrontano situazioni difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orfanotrofio di Santa Marina si trova all\u2019interno di un complesso parrocchiale composto da quattro edifici che si affacciano su un cortile comune. L\u2019area recintata offre alle residenti un senso di protezione e di comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi visita l\u2019orfanotrofio viene accolto in un\u2019ampia sala ricevimento, arredata con comode poltrone lungo tre pareti. Sulla quarta campeggia una grande immagine della Vergine Maria, accompagnata da un\u2019icona pi\u00f9 piccola di Santa Marina e da una targa con inciso un inno che celebra la fede incrollabile e la devozione della santa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"A Place They Call \u2018Home\u2019\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gI1K0fDOmWg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Gli orfanotrofi di Santa Marina e di Sant\u2019Abanoub a Port Fouad, in Egitto, offrono a giovani orfani e vulnerabili l\u2019opportunit\u00e0 di costruirsi un futuro e di crescere in comunit\u00e0 sicure e amorevoli. Entrambi i centri si considerano molto pi\u00f9 di un semplice orfanotrofio e preferiscono persino evitare questo termine per descriversi. Scopri di pi\u00f9 sulle case di Santa Marina e Sant\u2019Abanoub in questo video.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Circa 45 ragazze e giovani donne cristiane, provenienti da diverse regioni del Paese e di et\u00e0 compresa tra i 15 e i 25 anni, siedono in silenzio sul tappeto, ascoltando i membri dello staff che conversa. L\u2019atmosfera di calma e serenit\u00e0 contrasta fortemente con le difficolt\u00e0 che molte di loro hanno vissuto prima di arrivare alla casa di Santa Marina.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura, che si sviluppa su tre piani, accoglie orfane, ma anche ragazze e giovani donne provenienti da situazioni familiari violente o da contesti in cui i genitori temono per il loro futuro. Per questo motivo, i membri dello staff preferiscono chiamarla \u201cLa Casa di Santa Marina\u201d, e si impegnano a creare un ambiente familiare e un autentico senso di appartenenza. La casa offre un\u2019assistenza a tutto tondo \u2014 fisica, spirituale, psicologica ed educativa \u2014 per preparare le ragazze a iniziare con fiducia un nuovo percorso di vita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1265\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_082H-scaled-1-1600x1068.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Isis Rateb, responsabile della casa, conduce un incontro di studio biblico nella sala principale. (Foto di Roger Anis)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto \u00e8 un rifugio per ogni ragazza che ha bisogno\u201d, dice Isis Rateb, responsabile della casa. \u201cMi chiedo spesso: se il Vescovo Tadros non avesse fondato questo posto, quale sarebbe stato il destino di queste ragazze? Dove avrebbero trovato accoglienza?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La casa nacque pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa come rifugio per alcune ragazze provenienti da famiglie in gravi difficolt\u00e0. Con il crescere del bisogno durante gli anni Ottanta, il metropolita Tadros dell\u2019Eparchia Copta Ortodossa di Port Said decise di istituire ufficialmente questa casa.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta della Chiesa ad altre necessit\u00e0 sociali ha portato all\u2019espansione dei servizi e alla costruzione di un complesso parrocchiale, che include anche una casa per anziani e persone con disabilit\u00e0, una residenza per donne consacrate, un ospedale pubblico e una cappella.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Reverendo Yaqob Rashed si occupa dell\u2019intero complesso, compreso l\u2019orfanotrofio di Sant\u2019Abanoub per ragazzi, che si trova presso la vicina chiesa copta ortodossa di San Girgis.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201c<em>\u00c8 un\u2019opera che pone al centro lo sviluppo spirituale, educativo e sociale, creando un ambiente in cui i bambini possano crescere con dignit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">L\u2019Egitto conta un numero considerevole di bambini orfani, stimato intorno a 1,5 milioni, ed \u00e8 sede di numerosi orfanotrofi, gestiti principalmente da organizzazioni non governative, chiese e gruppi religiosi. Le cause dell\u2019orfanit\u00e0 vanno oltre la morte dei genitori e comprendono malattie, abbandono, povert\u00e0, violenza domestica e la disintegrazione dei legami familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Padre Yaqob afferma che i problemi coniugali sono diffusi nella comunit\u00e0 cristiana e che spesso le coppie si rivolgono alla Chiesa per trovare una soluzione. Tuttavia, poich\u00e9 la risoluzione non \u00e8 sempre possibile e il divorzio per i cristiani copti in <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dove-operiamo\/africa-nord-orientale\/egitto\/\">Egitto <\/a>\u00e8 difficile da ottenere, alcuni coniugi si convertono all\u2019Islam, il che annulla il matrimonio cristiano secondo la legge egiziana. Molti dei coniugi rimasti in questa situazione non riescono a gestire l\u2019educazione dei figli da soli e cadono in miseria. In risposta, la chiesa in Egitto promuove vari programmi di supporto per i bambini, insieme a orfanotrofi e strutture che offrono loro un ambiente sicuro e accogliente, garantendo i bisogni fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso autunno, delle 45 ragazze e giovani donne alla Casa di Santa Marina, pi\u00f9 di due terzi erano minorenni. Le motivazioni che le hanno portate l\u00ec sono molto diverse, spiega Padre Yaqob. In ogni momento, stima che circa la met\u00e0 delle ragazze si trovi nella casa a causa di situazioni familiari difficili, tra cui abusi fisici e sessuali, mentre circa un decimo \u00e8 presente per la morte di un genitore o per la conversione di uno di essi all\u2019Islam.<\/p>\n\n\n\n<p>La restante parte delle residenti della casa sono minorenni i cui genitori sono preoccupati per i comportamenti delle figlie, considerati rischiosi nella societ\u00e0 tradizionale copta ed egiziana, come l\u2019inizio di una relazione con un ragazzo o uomo musulmano. Spesso queste dinamiche si sviluppano sui social media, che annullano le barriere di classe e religione. I genitori temono per il futuro delle loro figlie, preoccupati che possano scappare, convertirsi all\u2019Islam e interrompere i legami familiari, esponendosi cos\u00ec a un maggiore isolamento e vulnerabilit\u00e0. In alcuni casi, le ragazze sono gi\u00e0 fuggite e sono state portate nella casa dopo essere state ritrovate dai genitori. In difficolt\u00e0 nell\u2019affrontare la situazione, questi genitori sperano che il personale della casa possa aiutare le loro figlie a maturare e prendere decisioni consapevoli per il loro futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019adolescenza \u00e8 un periodo di sentimenti intensi\u201d, afferma Padre Yaqob. \u201cSe una ragazza riceve affetto da un ragazzo musulmano o cristiano mentre si sente respinta dalla sua famiglia, pu\u00f2 sviluppare un attaccamento. A questa et\u00e0, per\u00f2, il matrimonio non \u00e8 una soluzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201c<em>Abbiamo creato un legame meraviglioso; sono diventati tutto per noi<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La casa serve a \u201ctirarla fuori temporaneamente da quell\u2019ambiente, permettendole di ritrovare la serenit\u00e0 e iniziare un nuovo percorso\u201d, spiega.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, queste ragazze arrivano nella casa contro la loro volont\u00e0 e provano anche a scappare. Nonostante le difficolt\u00e0 iniziali, le ragazze generalmente ritrovano un senso di stabilit\u00e0 col passare del tempo grazie al ritmo quotidiano della casa, afferma Karima Aziz, co-supervisore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon il tempo, iniziano a riflettere sulla loro situazione e riconoscendo la loro ingenuit\u00e0\u201d racconta.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli educatori della casa tengono le ragazze occupate dalla mattina alla sera con attivit\u00e0 mirate a favorire il loro benessere e lo sviluppo delle abilit\u00e0. I telefoni smartphone non sono consentiti, ma le ragazze possono chiamare la famiglia, se la situazione lo permette.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1264\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_045H-scaled-1-1600x1068.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alla Casa di Santa Marina, le ragazze pranzano insieme nel refettorio, come una vera famiglia. (Foto di Roger Anis)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cLe ragazze arrivano da un ambiente senza struttura. Qui, tutto \u00e8 organizzato: dal risveglio alla preghiera, ai pasti e alle attivit\u00e0\u201d, afferma Padre Yaqob.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura di Santa Marina pu\u00f2 sorprendere chi arriva per la prima volta. Ogni giorno inizia alle 6 del mattino con la preghiera mattutina e le attivit\u00e0 educative. Le ragazze che sono a rischio di fuggire studiano nella casa in un ambiente di insegnamento domestico, mentre altre frequentano scuole locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la scuola, le ragazze si dedicano a varie attivit\u00e0, come la cucina, lo sport e gli studi spirituali. Si alternano nelle responsabilit\u00e0 quotidiane, imparando a collaborare e a lavorare in squadra.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera, la sala da pranzo si trasforma in un vivace laboratorio di artigianato, dove le ragazze si dedicano al ricamo, al merletto, alla maglia e all\u2019uncinetto. Karima le guida con calma, insegnando loro a partire dalle tecniche pi\u00f9 semplici fino alla realizzazione di copri-altari e oggetti decorativi. Ogni giorno sono previste anche attivit\u00e0 spirituali, come la copiatura di passi biblici, lo studio delle Scritture, la preghiera e la memorizzazione di inni. La giornata si conclude con le luci spente alle 22.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1263\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_090H-r1-1.jpg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ogni sera, dopo cena, le ragazze della Casa di Santa Marina si dedicano all\u2019artigianato, imparando nuove abilit\u00e0 manuali. (Foto di Roger Anis)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cIn questa casa, il nutrimento spirituale prevale sulle competenze pratiche\u201d, afferma Padre Yaqob. \u201cLe attivit\u00e0 sono pensate per riempire il loro tempo con inni, lezioni bibliche e arti, mantenendo la mente occupata e rispondendo ai loro bisogni spirituali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste ragazze provengono da contesti di povert\u00e0, e i loro genitori non sono equipaggiati per gestire le complessit\u00e0 dell\u2019adolescenza odierna.<\/p>\n\n\n\n<p>I cristiani copti costituiscono solo un decimo della popolazione egiziana. La maggior parte di loro vive nell\u2019Alto Egitto, dove, secondo la Banca Mondiale, l\u201980% della popolazione vive in povert\u00e0 estrema. A causa di restrizioni legali, discriminazioni nei loro confronti e altre forme di esclusione sociale, i cristiani in Egitto devono affrontare alti tassi di analfabetismo, disoccupazione e violenza, contribuendo alla disgregazione delle famiglie vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, le ragazze della Casa di Santa Marina non provengono \u201cda un ambiente sano che le insegna e le nutre\u201d, afferma la signora Rateb, che supervisiona la casa con una combinazione di fermezza e compassione. \u201cMa quando incontrano un\u2019atmosfera positiva, prosperano davvero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Martina Wadie, 16 anni, vive nella casa da diversi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFuori eravamo sempre concentrate su questioni mondane, ma qui sviluppiamo i nostri talenti, preghiamo e leggiamo la Bibbia\u201d, dice. \u201cQuesta tranquillit\u00e0 ci permette di scoprire la nostra voce\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Kristin Makram, 20 anni, studentessa al secondo anno di universit\u00e0, afferma di aver imparato a \u00abdiventare pi\u00f9 paziente e responsabile\u00bb da quando vive alla Casa di Santa Marina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il soggiorno pu\u00f2 durare da un mese a due anni o pi\u00f9, a seconda delle circostanze di ciascuna ragazza. Se la situazione familiare migliora, le ragazze tornano a casa. Altrimenti, se non \u00e8 possibile, possono rimanere nella casa fino al matrimonio o, una volta raggiunta la maturit\u00e0, trovare un lavoro e avviarsi verso l\u2019indipendenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201c<em>Ci rifiutiamo di chiamare questo posto un orfanotrofio; lo chiamiamo casa<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Chi sceglie di sposarsi lo fa spesso su consiglio del personale della casa, spiega Padre Yaqob. Seguendo le tradizioni della societ\u00e0 copta, la casa rispetta la pratica dei matrimoni combinati. Quando un giovane si mostra interessato a una delle ragazze, il personale interviene per svolgere il ruolo che normalmente spetterebbe ai genitori. La signora Rateb e Padre Yaqob incontrano il giovane, valutano la sua situazione economica e la stabilit\u00e0 lavorativa. Se sono soddisfatti, parlano con la ragazza della casa che \u00e8 pronta e desiderosa di intraprendere il matrimonio e la vita familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Yuliana Medhat, 24 anni, si sta preparando per il suo fidanzamento dopo due lunghi anni di cambiamenti. Ha conseguito una laurea in commercio e ha in programma di avviare la propria attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie alla mia formazione accademica e all\u2019apprendimento dei mestieri nel laboratorio, sono in grado di aprire un laboratorio e creare un\u2019azienda, oltre a sposarmi\u201d, racconta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Ogni mattina alle 5, Amal Nashed inizia la sua giornata preparando i panini per i 13 ragazzi dell\u2019Orfanotrofio di San Abanoub. I ragazzi la chiamano \u201cMamma\u201d e suo marito, Gerges Lotfy, \u201cPap\u00e0\u201d. Quando il sole sorge, i ragazzi partono per la scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>La coppia, ormai sulla sessantina, ha dedicato la vita all\u2019orfanotrofio, prendendosi cura dei ragazzi dalla prima infanzia fino all\u2019adolescenza, da quando, negli anni \u201890, hanno perso i loro unici due figli. Hanno creato un ambiente in cui ogni bambino si sente valorizzato e amato, insegnando abilit\u00e0 e valori che promuovono la crescita personale e riflettono l\u2019amore e il legame tipici delle famiglie tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1262\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/04\/anis202410_025H-scaled-1-1600x1068.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Padre Yohanna Adib condivide un momento di convivialit\u00e0 con i ragazzi e il personale educativo della Casa di Sant\u2019Abanoub a Port Fouad, in Egitto. (Foto di Roger Anis)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo creato un legame meraviglioso; sono diventati tutto per noi. Li ho visti crescere, sposarsi e festeggiare la nascita dei loro figli\u201d, afferma la signora Nashed.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa atmosfera familiare \u00e8 ulteriormente evidenziata quando la signora Nashed porta i bambini a fare la spesa durante le vacanze. I ragazzi, chiamandola nel negozio, lasciano spesso i proprietari sorpresi davanti alla vista di una famiglia cos\u00ec numerosa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orfanotrofio \u00e8 nato all\u2019inizio degli anni \u201880 in un piccolo appartamento, accogliendo inizialmente un solo ragazzo. Con il crescere del numero di bambini, si \u00e8 trasferito in un nuovo edificio all\u2019interno del complesso parrocchiale di San Mar Girgis a Port Fouad.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trova al quarto piano e comprende due appartamenti comunicanti con sette stanze, ognuna con tre letti. Ci sono anche due salotti comuni e una zona pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Due squadre di educatori si alternano, vivendo con i ragazzi durante tutta la settimana, preparano i pasti, li aiutano negli studi e li accompagnano nel loro sviluppo con un approccio amorevole e disciplinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il turno della signora Nashed, del signor Lotfy e di un altro assistente, Marcelle Aziz, va dal gioved\u00ec al luned\u00ec. Marcelle si dedica con lo stesso impegno ai ragazzi dopo essersi ritirata dalla carriera bancaria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCrescere questi bambini \u00e8 decisamente pi\u00f9 impegnativo che crescere mio figlio\u201d, afferma Marcelle. \u201cCi preoccupiamo per loro ancora di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la laurea, i giovani iniziano a costruire la propria vita, ma i legami nati in casa restano forti, e molti tornano a visitare di tanto in tanto. Mina Nasser, 32 anni, \u00e8 uno di loro. Da bambino \u00e8 arrivato a San Abanoub, mentre le sue due sorelle sono andate a Santa Marina. Oggi lavora per un\u2019azienda legata all\u2019Autorit\u00e0 del Canale di Suez. Una delle sue sorelle si \u00e8 sposata e ha creato una famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuello che ho imparato qui \u00e8 difficile da trovare fuori\u201d, dice. \u201cLa lezione pi\u00f9 preziosa \u00e8 stata la disciplina. Da bambini era una sfida, ma poi ho capito quanto fosse importante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il reverendo Yohanna Adib, pastore della chiesa di San Mar Girgis e responsabile di San Abanoub, indica tra le cause dell\u2019arrivo dei ragazzi alla casa la rottura dei matrimoni, la disgregazione familiare, la morte dei genitori e la conversione di un genitore all\u2019Islam.<\/p>\n\n\n\n<p>Sottolinea che questi ragazzi devono affrontare le difficolt\u00e0 comuni dei giovani legate agli smartphone e ai social media, ma anche le problematiche aggiuntive derivanti dalla provenienza da famiglie distrutte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrendersi cura di bambini pi\u00f9 piccoli \u00e8 generalmente pi\u00f9 facile che di quelli pi\u00f9 grandi, che spesso arrivano con comportamenti consolidati che richiedono maggiore impegno\u201d, aggiunge.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando un bambino ha almeno un genitore, la chiesa cerca prima di tutto di trovare modi per mantenere il bambino con il genitore, soprattutto se quest\u2019ultimo \u00e8 disposto a prendersi la responsabilit\u00e0, anche fornendo un supporto economico, spiega.<\/p>\n\n\n\n<p>Simile per spirito e missione alla Casa di Santa Marina, Padre Yohanna dice che il personale e i bambini \u201cSi rifiutano di chiamare questo posto un orfanotrofio; lo chiamiamo casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 un\u2019opera che pone al centro lo sviluppo spirituale, educativo e sociale, creando un ambiente in cui i bambini possano crescere con dignit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"cnewa-connections\">\n  <div class=\"cnewa-connections-heading\">\n    <h2>L\u2019impegno di CNEWA<\/h2>\n  <\/div>\n  <div class=\"cnewa-connections-content\" style=\"background:#6B4D5E;color:#ffffff\">\n    <p style=\"font-weight: 400;\">Nel cuore della missione di CNEWA c\u2019\u00e8 la cura per i pi\u00f9 fragili, in particolare i bambini. \u00c8 per questo che l\u2019associazione sostiene gli orfanotrofi di Santa Marina e Sant\u2019Abanoub, attivi sotto l\u2019egida dell\u2019Autorit\u00e0 per lo Sviluppo e i Servizi Sociali dell\u2019Eparchia Copta Ortodossa di Port Said. Queste strutture offrono ai ragazzi non solo un tetto sicuro e pasti caldi, ma anche l\u2019opportunit\u00e0 di ricostruire la propria vita, superando le difficolt\u00e0 legate alla perdita della famiglia o a contesti difficili. Attraverso la preghiera, le attivit\u00e0 formative e i momenti di condivisione, i giovani ricevono un sostegno spirituale e umano che li aiuta a guardare al futuro con speranza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Grazie al sostegno di CNEWA, molti di loro ritrovano fiducia e la gioia di crescere. Se vuoi donare luce al loro futuro, visita la nostra pagina dedicata alle donazioni e al sostegno regolare: <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dona-ora\/\">Dona ora | CNEWA Italia<\/a><\/p>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/a-place-they-call-home\/\">qui<\/a><\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente, i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo. 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