{"id":1527,"date":"2025-06-16T11:41:57","date_gmt":"2025-06-16T09:41:57","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=1527"},"modified":"2026-03-05T11:37:32","modified_gmt":"2026-03-05T10:37:32","slug":"una-terra-di-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/una-terra-di-dolore\/","title":{"rendered":"Una terra di dolore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Shahinda Nassar e la sua famiglia si sono abituate al rumore pesante degli stivali militari che riecheggiano nelle antiche strade di Betlemme. Scendendo i gradini da Piazza della Mangiatoia, poco oltre le pietre consumate della Basilica della Nativit\u00e0 \u2014 dove, fin dal IV secolo, i pellegrini si inginocchiano nel luogo della nascita di Ges\u00f9 \u2014 la famiglia Nassar ha imparato a distinguere i passi comuni dal ritmo minaccioso delle pattuglie armate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rumore metallico dei mezzi militari, gli ordini urlati dai megafoni, il borbottio dei veicoli blindati fermi fuori casa hanno sostituito il cigolio degli autobus turistici e le voci dei traduttori e delle guide, di cui sentono la mancanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Shahinda Nassar, 42 anni, amministratrice presso l\u2019Universit\u00e0 di Betlemme, trascorre le sue giornate lottando contro la normalizzazione dell\u2019occupazione militare. L\u2019istituzione cattolica dove lavora, fondata dalla Santa Sede nel 1973 e ispirata ai principi educativi di San Giovanni Battista de La Salle, fondatore di un ordine dedicato all\u2019educazione dei giovani, ha aperto come prima universit\u00e0 della Cisgiordania. La signora Nassar coordina programmi di borse di studio, costruisce reti professionali e sviluppa argomentazioni per convincere gli studenti che restare nella propria terra \u00e8 ancora possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando cala la notte e il bagliore lontano degli insediamenti sulle colline tra Betlemme e Gerusalemme scintilla come stelle provocatorie, lei resta sveglia a lungo, tormentata dalla stessa domanda che affligge sua figlia: \u00e8 possibile sopravvivere, per i palestinesi, in Palestina?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"West Bank: Landscape of Loss\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3OCbBvGVshI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>L\u2019instabilit\u00e0 e la guerra in corso nella Terra Santa, insieme ai checkpoint israeliani, ai posti di blocco e alle confische di terre, hanno spinto i cristiani palestinesi della Cisgiordania a riflettere se lasciare o restare nella loro terra natale. Molti giovani sognano una vita all\u2019estero, nonostante il desiderio dei loro genitori di rimanere e mantenere una presenza cristiana nella terra di Ges\u00f9. Shahinda Nassar e sua figlia Sally, a Betlemme, raccontano il loro percorso in questo video.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Negli ultimi venti mesi di guerra tra Israele e Hamas, i palestinesi della Cisgiordania hanno affrontato molto pi\u00f9 che un nuovo ciclo di violenze: hanno visto mutare radicalmente la strategia del governo israeliano nei loro confronti. Una strategia che combina forza militare, soffocamento economico e guerra psicologica, rendendo la vita quotidiana insostenibile. I posti di blocco trasformano tragitti di 10 minuti in odissee di tre ore. Le aggressioni impunite dei coloni, gli ordini di demolizione che minacciano interi quartieri, gli arresti notturni che portano via i padri nel sonno: tutto stringe ulteriormente la morsa sulla societ\u00e0 palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Le statistiche delle Nazioni Unite indicano l\u2019esistenza di una vera e propria \u201cstrategia di trasferimento forzato\u201d. Dall\u2019inizio della guerra, la violenza dei coloni in Cisgiordania \u00e8 aumentata in modo drammatico. Tra ottobre 2023 e luglio 2024, coloni israeliani, spesso affiancati da soldati israeliani, hanno compiuto oltre 1.225 attacchi contro palestinesi in Cisgiordania, costringendo almeno 23 comunit\u00e0 palestinesi ad abbandonare le proprie terre. Entro la fine dello scorso anno, i coloni avevano gi\u00e0 sottratto oltre 3.300 ettari di terra palestinese per costruire nuovi insediamenti \u2014 illegali secondo il diritto internazionale \u2014 o per trasformarli in zone militari riservate, secondo l\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA).<\/p>\n\n\n\n<p>Nei due mesi successivi al cessate il fuoco del gennaio 2025, gli attacchi ai campi profughi palestinesi in Cisgiordania hanno provocato lo sfollamento di circa 40.000 persone, secondo l\u2019organizzazione israeliana per i diritti umani B\u2019Tselem. Lo stesso OCHA ha registrato 926 palestinesi uccisi tra ottobre 2023 e maggio 2024, tra cui almeno 196 bambini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u201cPregare \u00e8 un atto di sfida. Lottiamo per arrivare alle nostre chiese, per tenerle in vita.\u201d<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019ONU, insieme a gruppi per i diritti umani israeliani e palestinesi, denuncia una campagna coordinata di terrore volta a spezzare le comunit\u00e0 palestinesi. Ogni uliveto dato alle fiamme \u2014 alcuni con alberi risalenti all\u2019epoca ottomana \u2014 recide un altro legame con la terra. Ogni casa devastata, ogni cimitero profanato, ogni bambino minacciato mentre va a scuola ribadisce lo stesso messaggio: qui non siete al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H-1024x683.jpg\" alt=\"Una donna accende una candela.\" class=\"wp-image-1535\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202505_051H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sally Nassar accende una candela nella Chiesa della Nativit\u00e0 a Betlemme. (Foto di Samar Hazboun)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel suo ufficio all\u2019universit\u00e0, Shahinda legge le conseguenze di tutto questo negli sguardi rassegnati delle sue studentesse e dei suoi studenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa frase che sento pi\u00f9 spesso \u00e8: \u2018Voglio andarmene\u2019\u201d, racconta. \u201cMa non lo dicono con entusiasmo. \u00c8 come se non avessero scelta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I documenti sulla sua scrivania raccontano un\u2019altra storia: domande di borsa di studio, elenchi di donatori e proposte di finanziamento, piani per rafforzare il sostegno agli studenti. Come responsabile per lo sviluppo delle risorse, si impegna ad aiutarli a restare \u2014 cercando fondi, costruendo collaborazioni e sostenendo l\u2019universit\u00e0 nel suo cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, la migrazione forzata prosegue e colpisce ogni categoria sociale, trasformandosi in una crisi esistenziale per la societ\u00e0 palestinese, in particolare per la minoranza cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il governo israeliano che espande con forza gli insediamenti e porta avanti l\u2019annessione formale dei territori della Cisgiordania a piccoli passi burocratici, i palestinesi affrontano una realt\u00e0 concreta e dolorosa: stanno perdendo la loro terra, pezzo dopo pezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023, il governo israeliano ha autorizzato l\u2019espansione pi\u00f9 rapida degli insediamenti dell\u2019ultimo decennio, con oltre 30.000 unit\u00e0 abitative approvate tra Gerusalemme Est e la Cisgiordania, secondo l\u2019Ufficio dell\u2019UE in Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gruppo <em>Peace Now<\/em> ha contato 59 nuovi avamposti illegali solo nel 2024 \u2014 contro una media di sette all\u2019anno nei due decenni precedenti. La strategia appare chiara: sfruttare l\u2019attenzione rivolta alla guerra a Gaza per rafforzare il controllo permanente sulla Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1534\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/GettyImages-2216297516.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Palestinesi tentano di spegnere un incendio in un uliveto a Salem, un villaggio della Cisgiordania a circa 60 chilometri a nord di Betlemme, presumibilmente appiccato da coloni israeliani il 25 maggio. (Foto di Jaafar Ashtiyeh\/AFP via Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sempre nel 2024, il governo ha accelerato l\u2019annessione di fatto, costruendo strade riservate ai coloni, legalizzando e finanziando insediamenti prima illegali, e trasferendo la gestione delle terre dalla Difesa israeliana all\u2019Amministrazione degli Insediamenti del Ministero della Difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Shahinda ritiene che la risposta sommessa della comunit\u00e0 internazionale \u2013 limitata a dichiarazioni di \u201cpreoccupazione\u201d \u2013 abbia solo rafforzato chi vuole ridefinire la demografia della regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante i suoi sforzi per offrire borse di studio agli studenti universitari, che ora sono circa 3.000 \u2014 quasi 200 dei quali se ne sono andati da quando \u00e8 iniziata la guerra, Shahinda afferma che le opportunit\u00e0 educative non bastano a mantenere i giovani palestinesi nel loro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerchiamo di dare loro gli strumenti per costruire un futuro,\u201d dice, \u201cma la realt\u00e0 che vivono distrugge le basi su cui quel futuro si dovrebbe fondare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019OCHA, Israele limita la libert\u00e0 di movimento dei palestinesi tramite un sistema di permessi militari e pi\u00f9 di 800 posti di blocco e ostacoli vari. I palestinesi della Cisgiordania devono ottenere permessi per lavorare in Israele o negli insediamenti, accedere agli ospedali, visitare familiari a Gerusalemme o coltivare terreni vicino agli insediamenti. Per esempio, l\u2019OCHA ha segnalato a gennaio che il 44 percento delle 67.116 richieste presentate tra ottobre 2023 e dicembre 2024 dai palestinesi della Cisgiordania per accedere alle cure mediche a Gerusalemme \u00e8 stato respinto o \u00e8 ancora in attesa di risposta. Anche gli spostamenti all\u2019interno della Cisgiordania subiscono controlli continui tramite posti di blocco improvvisi, cancelli e zone militari interdette che impediscono ai palestinesi di raggiungere le proprie terre coltivabili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1-1024x683.jpg\" alt=\"Una donna abbraccia un ragazzo che legge un libro. Sono seduti su un divano.\" class=\"wp-image-1533\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_016H-1.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Shahinda Nassar aiuta suo figlio con i compiti a casa, nella loro abitazione a Betlemme. (Foto di Samar Hazboun)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">La valle di Cremisan, un tempo un mosaico rigoglioso di vigneti terrazzati e antichi uliveti curati da famiglie cristiane per generazioni, oggi testimonia questa erosione. I blocchi di cemento e il filo spinato del muro di separazione tagliano il paesaggio, isolando l\u201987% delle terre agricole di propriet\u00e0 cristiana da chi le coltivava, secondo un rapporto del 2023 di B\u2019Tselem.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa frammentazione non colpisce solo l\u2019agricoltura, ma anche la vita religiosa e la pratica della fede. La partecipazione dei giovani cristiani alla vita ecclesiale \u00e8 diminuita del 40% dal 2020, ma questo calo non segnala una perdita di fede, bens\u00ec le difficolt\u00e0 logistiche legate alla pratica religiosa sotto occupazione, secondo il consorzio ecumenico Diyar di Betlemme.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un cristiano di Betlemme, il pellegrinaggio ai luoghi santi di Gerusalemme \u2014 un tempo un tragitto di meno di dieci chilometri \u2014 oggi richiede permessi spesso negati, posti di blocco dove soldati armati controllano i documenti, e ore di attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sally Nassar, 16 anni, figlia della signora Nassar, esprime con sorprendente chiarezza il peso psicologico che tutto questo comporta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon vedo il mio futuro qui\u201d, afferma con tono pacato, mentre scorre i social sul telefono. \u201cNon sai mai cosa succeder\u00e0, o quando morirai\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue parole racchiudono l\u2019essenza dell\u2019adolescenza palestinese sotto occupazione \u2014 il continuo calcolo del rischio anche nelle attivit\u00e0 quotidiane, la normalizzazione del trauma, l\u2019accettazione precoce dell\u2019esilio come unica via per la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Sally e i suoi coetanei, studiare all\u2019estero rappresenta non solo un\u2019opportunit\u00e0 accademica, ma una questione di sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMolti se ne vanno non perch\u00e9 non amino la loro terra\u201d, spiega, \u201cma perch\u00e9 hanno paura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne risulta una generazione che cresce con l\u2019amara consapevolezza che restare nella propria terra potrebbe significare rinunciare al futuro e ai propri sogni. La guerra economica colpisce ogni aspetto della vita in Cisgiordania. Il Centro palestinese di statistica ha registrato nel 2024 un tasso di disoccupazione del 42% tra i laureati. Con una disoccupazione generale superiore al 30% nello stesso anno, anche le persone pi\u00f9 istruite faticano a mantenere condizioni di vita dignitose.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa offriamo loro per restare?\u201d, chiede la signora Nassar, con voce stanca. \u201cPossiamo garantire un futuro prevedibile? Possiamo proteggerli?\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo in abito accoglie i bambini a scuola.\" class=\"wp-image-1532\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/07\/hazboun202504_008H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">George Saadeh, impegnato nel sistema scolastico del Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme, visita gli studenti a Beit Sahour, in Cisgiordania, poco prima della Pasqua. (Foto di Samar Hazboun)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">L\u2019economia di Betlemme, che viveva di turismo religioso, non si \u00e8 mai ripresa dalla pandemia e dai lockdown. Anche dopo la ripresa dei viaggi internazionali, il sistema dei permessi israeliano e l\u2019aumento dei blocchi stradali hanno limitato l\u2019accesso dei visitatori alle aree palestinesi. L\u2019industria turistica \u00e8 crollata dopo l\u2019inizio della guerra tra Israele e Hamas, innescata dagli attacchi di Hamas nell\u2019ottobre 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>George Saadeh, ex vicesindaco di Betlemme, ha visto le conseguenze con i propri occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cConosco due famiglie che sono partite il mese scorso \u2014 una per l\u2019Europa, l\u2019altra per gli Stati Uniti\u201d, racconta. \u201cNon possiamo biasimarli. Cercano sicurezza e cibo per i loro figli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Xavier Abu Eid, politologo palestinese cileno, interpreta questi sviluppi come il risultato di un\u2019ideologia esclusivista che \u201cspinge i cristiani e i musulmani autoctoni ad andarsene o ad accettare uno status inferiore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Parla per esperienza: vicino a Gerico, un colono ha cercato di investirlo con l\u2019auto, facendo quasi precipitare lui e il suo parroco in una scarpata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon abbiamo alcuna protezione, mentre soldati e coloni agiscono nell\u2019impunit\u00e0\u201d, denuncia.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Abu Eid, la violenza segue schemi prevedibili. I posti di blocco israeliani isolano sempre pi\u00f9 le citt\u00e0 palestinesi tra loro, e talvolta ne limitano l\u2019accesso ai mercati e alle strutture sanitarie. Intanto gli avamposti dei coloni si moltiplicano sulle colline, circondando le comunit\u00e0 palestinesi con una rete ostile di architettura e strade separate, che servono gli insediamenti ma non i villaggi e le citt\u00e0 palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u201cPossiamo garantire loro un futuro prevedibile? Possiamo proteggerli?\u201d<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019avanzamento del piano \u201cGrande Gerusalemme\u201d \u2014 un disegno di legge israeliano che mira ad ampliare i confini municipali di Gerusalemme annettendo unilateralmente gli insediamenti in Cisgiordania, escludendo per\u00f2 i quartieri palestinesi \u2014 estenderebbe la sovranit\u00e0 israeliana su territori occupati in violazione del diritto internazionale. Abu Eid avverte che \u201cle aree dove vive oltre il 90% dei cristiani palestinesi rischiano di scomparire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la preghiera diventa un atto di resistenza. \u201cPregare \u00e8 un atto di sfida\u201d, insiste. \u201cLottiamo per arrivare alle nostre chiese, per tenerle in vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, le autorit\u00e0 israeliane controllano l\u2019accesso ai luoghi di culto con politiche restrittive sulla libert\u00e0 di movimento, spiega la signora Nassar, che limitano l\u2019accesso alle citt\u00e0 dove si trovano le chiese pi\u00f9 grandi, come Betlemme, Gerusalemme e Nazareth.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta terra non \u00e8 solo un cammino spirituale \u2014 \u00e8 un\u2019esperienza vissuta di orrori\u201d, afferma.<\/p>\n\n\n\n<p>La Basilica della Nativit\u00e0 esiste in una strana dualit\u00e0: attrae i pochi pellegrini internazionali che si scattano selfie sulla Stella d\u2019argento che segna il luogo della nascita di Ges\u00f9, mentre fuori i fedeli palestinesi attraversano un labirinto di barriere militari per assistere alla liturgia.<\/p>\n\n\n\n<p>La tragedia personale di Saadeh incarna le scelte dolorose che i palestinesi si trovano ad affrontare. La voce si spezza quando parla di Christine, la figlia undicenne uccisa dalle forze israeliane a un checkpoint nel 2005.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo deciso di restare, ma ho pagato un prezzo altissimo\u201d, dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi dirige la <em>Shepherd\u2019s High School<\/em> a Beit Sahour, parte della rete scolastica del Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme che serve 20.000 bambini palestinesi. Eppure, non riesce pi\u00f9 a consigliare alle famiglie di rimanere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl prezzo sta diventando troppo alto\u201d, dice, con lo sguardo velato dal dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi demografica che colpisce i cristiani palestinesi \u2014 oggi meno dell\u20191,5% della popolazione in Cisgiordania, Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza \u2014 riflette una minaccia esistenziale pi\u00f9 ampia. Abu Eid conserva qualche frammento di speranza, notando che \u201cmolti con passaporti stranieri scelgono di restare. Anche a Gaza\u2026 alcuni si rifiutano di andarsene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, l\u2019esodo non si arresta. Anche i figli della signora Nassar le chiedono: \u201cNon aspettare che quello che sta succedendo a Gaza succeda anche qui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua risposta riflette l\u2019urgenza morale del momento: \u201cNon servono cristiani silenziosi. Servono cristiani che sfidano il potere. Il tuo silenzio \u00e8 una minaccia per la pace\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cisgiordania si trova sull\u2019orlo di una trasformazione irreversibile, dove, come dice Abu Eid, \u201cl\u2019annessione non avviene con dichiarazioni, ma con bulldozer, insediamenti e violenza sistemica\u201d. E per i palestinesi, afferma Saadeh, la scelta si riduce a un calcolo impossibile: \u201cl\u2019esilio e la perdita della patria o restare e rischiare di perdere tutto il resto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa nostra libert\u00e0 non \u00e8 impossibile\u201d, conclude Abu Eid, \u201cma la sabbia nella clessidra sta per finire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><em>Il 17 giugno abbiamo aggiornato questo articolo per specificare meglio il ruolo di Shahinda Nassar all\u2019Universit\u00e0 di Betlemme.<\/em><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"cnewa-connections\">\n  <div class=\"cnewa-connections-heading\">\n    <h2>L\u2019impegno di CNEWA<\/h2>\n  <\/div>\n  <div class=\"cnewa-connections-content\" style=\"background:#6B4D5E;color:#ffffff\">\n    <p>Nella Terra Santa, la CNEWA\u2013Pontificia Missione sostiene una rete di organizzazioni cristiane che offrono assistenza sanitaria, servizi sociali ed educazione, tra cui l\u2019Universit\u00e0 di Betlemme e la scuola superiore <em>Shepherd\u2019s High School<\/em>. Il nostro team con sede a Gerusalemme promuove anche diverse iniziative a sostegno dell\u2019attivit\u00e0 economica locale, per incoraggiare la permanenza dei cristiani nella terra di Ges\u00f9 e, nei momenti di crisi, collabora con partner locali per fornire rapidamente aiuti umanitari essenziali a chi \u00e8 stato sfollato dalla guerra tra Israele e Hamas o si trova bloccato in situazioni di emergenza a Gaza e in Cisgiordania.<\/p>\n<p>Per sostenere il lavoro di CNEWA in Terra Santa, visita la nostra pagina dedicata alle donazioni e al sostegno regolare: <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dona-ora\/\">Dona ora | CNEWA Italia<\/a><\/p>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/landscape-of-loss\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974 e attualmente disponibile solo in inglese e spagnolo. 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