{"id":1907,"date":"2025-09-02T17:12:41","date_gmt":"2025-09-02T15:12:41","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=1907"},"modified":"2025-09-12T12:44:42","modified_gmt":"2025-09-12T10:44:42","slug":"emergenza-fame-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/emergenza-fame-a-gaza\/","title":{"rendered":"Emergenza fame a Gaza"},"content":{"rendered":"\n<p>A Gaza tutto ha un prezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Hani Farah, la salvezza della sua famiglia \u00e8 costata 20.000 dollari: 5.000 per ogni adulto e 2.500 per ciascuno dei suoi quattro figli. Ha pagato sei mesi dopo l\u2019inizio della guerra tra Israele e Hamas, nell\u2019ottobre 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Il denaro \u00e8 finito a <em>Hala Consulting and Tourism<\/em>, una societ\u00e0 egiziana che registra i palestinesi e li fa passare oltre il confine. Ma senza alcuna certezza. Dopo aver presentato la domanda e pagato a marzo 2024, la famiglia Farah ha dovuto aspettare un mese prima che il loro nome comparisse nella lista per l\u2019Egitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad aprile sono riusciti a raggiungere Il Cairo, dove oggi vivono in una condizione sospesa, che Farah descrive come \u201ctra il cielo e la terra\u201d. Senza residenza non possono ottenere un visto, faticano a trovare un proprietario disposto ad affittare loro un appartamento e per Farah \u00e8 impossibile lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>A Gaza lui era segretario generale dell\u2019unica Y.M.C.A. (<em>Young Men&#8217;s Christian Association<\/em>) della Striscia, che collaborava con partner locali per offrire aiuti e servizi ai pi\u00f9 vulnerabili. Il 17 dicembre 2023 un bombardamento ha distrutto la sede, mettendo fine a ogni attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"886\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_273H-art-886x1024.jpg\" alt=\"Persone tra le macerie.\" class=\"wp-image-1905\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_273H-art-886x1024.jpg 886w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_273H-art-260x300.jpg 260w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_273H-art-768x888.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_273H-art-1329x1536.jpg 1329w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_273H-art.jpg 1558w\" sizes=\"auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mercanti cercano di vendere le loro scarse merci a prezzi esorbitanti in un mercato di strada a Gaza. (Foto di Diaa Ostaz)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche il cognato di Farah, Amin Edward Amin Sabagh, ha registrato la sua famiglia per lasciare Gaza e raggiungere Il Cairo. Ma i loro nomi non sono mai stati chiamati. Oggi restano bloccati a Gaza City, intrappolati da confini ormai sigillati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPossiamo perdere la vita in qualsiasi momento\u201d, dice Sabagh, che vive con la moglie Catherine e i loro due figli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEravamo una famiglia felice, vivevamo con dignit\u00e0. Ora siamo disperati, costretti a rifugiarci in strutture di emergenza senza i beni essenziali: niente cibo, niente acqua potabile\u201d, racconta. \u201cDipendiamo interamente dagli aiuti per sopravvivere&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 luglio un collettivo internazionale che monitora l\u2019insicurezza alimentare nel mondo ha dichiarato che a Gaza \u00e8 in corso \u201clo scenario peggiore: la carestia\u201d. L\u2019<em>Integrated Food Security Phase Classification <\/em>(I.P.C.) misura la gravit\u00e0 delle crisi alimentari su una scala di cinque livelli. Le Nazioni Unite e altre agenzie internazionali si basano sui suoi dati per pianificare gli interventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo ultimo rapporto, pubblicato il 12 maggio, l\u2019I.P.C. ha registrato un raddoppio dei casi di \u201cfame estrema\u201d tra le famiglie di Gaza. Oggi la maggior parte della popolazione \u00e8 scivolata all\u2019ultimo livello della scala: catastrofe e carestia. I figli di Sabagh, Edward (17 anni) e Yanal (12), hanno raccontato la loro esperienza in una testimonianza scritta inviata a ONE il 4 agosto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art-1024x768.jpg\" alt=\"Una folla di persone si accalca per ottenere del cibo.\" class=\"wp-image-1904\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art-300x225.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art-768x576.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art-1600x1200.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/bek202508_005L-art.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In una situazione di grave emergenza alimentare, gli abitanti di Gaza si accalcano per ricevere cibo a un punto di distribuzione di Gaza City. (Foto di Karam Saeed Al Bek)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cDormiamo quasi tutto il giorno per non sentire la fame\u201d, hanno scritto. \u201cMangiamo solo una volta, alle cinque del pomeriggio: un pezzo di pane, se riusciamo a permettercelo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno anche elencato i prezzi dei beni essenziali: $50 dollari per mezzo chilo di zucchero, $100 per mezzo chilo di carne, $10 per un solo uovo. Non mangiano carne da oltre 17 mesi: \u00e8 introvabile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa un anno e mezzo viviamo nella guerra, nella paura, nella distruzione\u201d, hanno aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra affrontiamo un\u2019altra guerra: la guerra della fame. A Gaza non \u00e8 rimasto pi\u00f9 nulla da mangiare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Israele ha imposto un blocco il 12 marzo, ancora in vigore. Il 19 maggio ha allentato le restrizioni per far entrare alcuni aiuti umanitari. Ma secondo l\u2019I.P.C. e le Nazioni Unite, quell\u2019apertura \u00e8 stata solo \u201cuna goccia nel mare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201c<em>La brutalit\u00e0 della guerra \u00e8 che, mentre chi detiene il potere combatte, a pagare il prezzo sono sempre gli innocenti<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019allerta pubblicata a luglio dall\u2019I.P.C., una persona su tre a Gaza \u201crimane senza cibo per giorni interi\u201d. Tra aprile e met\u00e0 luglio, gli ospedali hanno ricoverato oltre 20.000 bambini per malnutrizione acuta. Almeno 16 bambini sotto i cinque anni sono morti di fame o per cause legate alla fame tra il 17 e il 29 luglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Papa Leone XIV ha commentato la situazione di Gaza \u201coggi assistiamo desolati all\u2019uso iniquo della fame come arma di guerra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFar morire di fame la popolazione \u00e8 un modo molto economico di fare la guerra\u201d, ha dichiarato nel suo <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/messages\/pont-messages\/2025\/documents\/20250630-messaggio-fao.html\">messaggio <\/a>del 30 giugno alla conferenza della FAO a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Nataly Sayegh, coordinatrice dei progetti socio-pastorali di Caritas Jerusalem a Gaza, ha raccontato la sua esperienza diretta della carestia. \u201cAbbiamo iniziato a contare i pezzi di pane, a mettere da parte le porzioni, cercando di far durare tutto un po\u2019 di pi\u00f9\u201d, ha scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOgni volta che arrivava la voce di un pacco alimentare, era come scoprire un tesoro. Ma la speranza svaniva in fretta, perch\u00e9 la fame restava\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca di cibo nei centri di distribuzione si \u00e8 rivelata pericolosa. L\u2019Ufficio dell\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha riferito, il 31 luglio, che dal 27 maggio oltre 1.300 palestinesi hanno perso la vita mentre cercavano cibo. Circa il 65% delle vittime si trovava nei pressi dei centri della <em>Gaza Humanitarian Foundation<\/em>. Israele ha istituito questa fondazione a febbraio come organizzazione non governativa, con il sostegno degli Stati Uniti. Il 5 agosto, esperti delle Nazioni Unite ne hanno chiesto la chiusura, accusandola di usare gli aiuti umanitari per \u201cscopi militari e geopolitici occulti\u201d, in violazione del diritto internazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H-1024x684.jpg\" alt=\"Un bambino con una tanica vuota in piedi su una strada.\" class=\"wp-image-1903\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H-768x513.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H-1536x1026.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H-1600x1068.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_217H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A Gaza, Abdel Nasser Tanboura, 10 anni, attende pazientemente di poter riempire la sua tanica d\u2019acqua. (Foto di Diaa Ostaz)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Oltre ai prezzi gonfiati, anche i prelievi di contante sono sotto controllo. I broker locali trattengono circa il 50% di ogni somma ritirata, spiega il dottor Maher Ayyad, direttore sanitario dell\u2019ospedale cristiano Al-Ahli Arab di Gaza City.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi arriva in mano appena la met\u00e0 di quello che prelevi\u201d, afferma.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ospedale continua a operare nonostante la carenza di risorse essenziali: mancano medicinali, personale specializzato, attrezzature, cibo, letti e carburante per i generatori.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, il personale dell\u2019ospedale sviene per la fame. Senza un\u2019alimentazione adeguata, il dottor Maher Ayyad teme che i pazienti avranno sempre pi\u00f9 difficolt\u00e0 a guarire, a causa della mancanza di nutrienti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ospedale Al-Ahli Arab, con 50 posti letto, ha registrato un aumento del 300% dei ricoveri, a causa dell\u2019impennata di feriti. Prima della guerra, i finanziamenti provenienti da gruppi ecclesiali e dall\u2019UNRWA permettevano di offrire cure gratuite alle fasce pi\u00f9 vulnerabili: medicina generale, interventi chirurgici, pediatria e ortopedia. Oggi, quasi il 90% dei pazienti sono vittime del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un raid aereo, il 13 aprile, ha distrutto il laboratorio di genetica, alcune cliniche, la farmacia e una parte del pronto soccorso, dove venivano trattati la maggior parte dei pazienti. La carenza di letti in terapia intensiva ha costretto l\u2019ospedale ad accelerare il turnover dei pazienti che necessitano di ventilatori e cure intensive. I tre letti disponibili in terapia intensiva registrano un tasso di occupazione superiore al 150%.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H-1024x576.jpg\" alt=\"Diversi pazienti in un reparto affollato.\" class=\"wp-image-1902\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H-300x169.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H-768x432.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H-1600x900.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/aayad202508_010H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo un attacco aereo, il centro di fisioterapia dell\u2019Ospedale Arabo Al-Ahli \u00e8 stato ricostruito per offrire cure a 70 pazienti, in gran parte feriti. (Foto di Mousa Ayyad)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cA volte, quando arrivano i feriti, il primario mi chiede di scegliere, di stabilire delle priorit\u00e0: chi possiamo operare e chi dobbiamo lasciare morire\u2026 perch\u00e9 non abbiamo abbastanza sale operatorie n\u00e9 personale specializzato\u201d, racconta il dottor Maher Ayyad.<\/p>\n\n\n\n<p>A Gerusalemme, Joseph Hazboun, direttore regionale della CNEWA-Pontificia Missione per la Palestina e Israele, spiega che l\u2019associazione acquista tutti gli aiuti direttamente all\u2019interno di Gaza. \u201cPortare beni dall\u2019esterno \u00e8 troppo rischioso e complicato\u201d, afferma.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo staff dell\u2019ufficio resta in contatto con le famiglie rifugiate nelle chiese cattolica e ortodossa della Sacra Famiglia e di San Porfirio, per capire quali sono i bisogni pi\u00f9 urgenti e quali fornitori locali sono ancora attivi. Per rispondere alla grave carenza di cibo, l\u2019ufficio ha collaborato con il <em>Near East Council of Churches<\/em> e ha distribuito 10 chili di verdure a 444 famiglie, acquistando i prodotti nei mercati locali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201c<em>Far morire di fame la popolazione \u00e8 un modo molto economico di fare la guerra<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Oltre alle 100 famiglie rifugiate nella parrocchia ortodossa e alle 145 ospitate nella chiesa latina, Joseph Hazboun afferma che il suo ufficio fornisce aiuti anche a circa altre quattro famiglie nel sud della Striscia. Finora, la risposta coordinata di CNEWA ha raggiunto oltre 36.400 persone in tutto il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa vera tragedia \u00e8 fuori dai conventi, dove le persone sono lasciate senza alcun sostegno. Stiamo cercando di raggiungerne il maggior numero possibile di persone\u201d, spiega Hazboun.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 18 luglio, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e il Patriarca Greco-Ortodosso Teofilo III hanno visitato le due comunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"797\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H-1024x797.jpg\" alt=\"Una donna tiene in braccio un bambino malnutrito davanti a una tenda.\" class=\"wp-image-1901\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H-1024x797.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H-300x234.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H-768x598.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H-1536x1196.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H-1600x1245.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/ostaz202508_404H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hidaya al-Mutawaq, vedova, e suo figlio Muhammad sono tra le persone costrette a fuggire e a lottare contro la fame a Gaza. (Foto di Diaa Ostaz)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cL\u00ec abbiamo incontrato un popolo schiacciato dal peso della guerra, ma che porta dentro di s\u00e9 l&#8217;immagine di Dio\u201d, ha dichiarato il Patriarca Teofilo III durante la <a href=\"https:\/\/lpj.org\/it\/news\/adress-by-his-beatitude-theophilos-iii\">conferenza stampa del 22 luglio<\/a>, dopo la visita alle comunit\u00e0 cristiane di Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<a href=\"https:\/\/www.lpj.org\/it\/news\/cardinal-pizzaballas-speech\">Cristo non \u00e8 assente da Gaza<\/a>\u201d, ha affermato il Cardinale Pierbattista Pizzaballa nella stessa occasione. \u201c\u00c8 l\u00ec, crocifisso nei feriti, sepolto sotto le macerie eppure presente in ogni atto di misericordia, in ogni candela nell&#8217;oscurit\u00e0, in ogni mano tesa verso chi soffre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha aggiunto che gli aiuti umanitari \u201cnon sono solo necessari, sono una questione di vita o di morte\u201d e che \u201crifiutarli non \u00e8 un ritardo, ma una condanna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u201c<em>Cristo non \u00e8 assente da Gaza<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Rami Tarazi, ex direttore del Centro Culturale Arabo-Ortodosso di Gaza City, ha avuto un ruolo decisivo nel garantire i primi aiuti attraverso la CNEWA-Pontificia Missione nei giorni iniziali della guerra. Secondo Joseph Hazboun, Tarazi ha contattato l\u2019ufficio di Gerusalemme dell\u2019organizzazione l\u20198 ottobre 2023, appena un giorno dopo l\u2019inizio del conflitto. L\u2019organizzazione ha approvato immediatamente la richiesta, anche se non disponeva ancora dei fondi necessari.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuella rapida decisione \u00e8 stata fondamentale\u201d, spiega Hazboun. \u201cL\u2019acqua \u00e8 arrivata la mattina del 9 ottobre, poche ore prima che il magazzino del fornitore venisse distrutto\u201d. Quel primo intervento ha garantito scorte di cibo e acqua per tre mesi a 1.600 persone\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il 30 ottobre, un raid mirato dell\u2019esercito israeliano ha raso al suolo il Centro Culturale Arabo-Ortodosso. Fino a due giorni prima dell\u2019attacco, circa 3.000 persone vi avevano trovato rifugio. Tarazi aveva ricevuto l\u2019ordine di evacuare il complesso direttamente dai militari israeliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Rami Tarazi ha lasciato Gaza nell\u2019aprile 2024. Come Hani Farah, ha dovuto pagare per fuggire: 12.500 dollari per s\u00e9, sua moglie e il loro figlio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio, angosciante, li ha portati da Gaza Nord fino al valico di Rafah, tra carri armati, esplosioni, odore di morte e dieci chilometri di cammino lungo la spiaggia. Una volta in Egitto, hanno atteso l\u2019arrivo dei genitori di Tarazi, fuggiti cinque mesi prima verso la Turchia, dove sua madre era in cura per il cancro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora lui e la sua famiglia vivono a Sydney, in Australia, dove Tarazi ha trovato lavoro come assistente per persone con disabilit\u00e0. Continua a collaborare con la CNEWA-Pontificia Missione per effettuare valutazioni dei bisogni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe non ci sar\u00e0 un intervento internazionale per Gaza, la maggior parte della popolazione morir\u00e0, soprattutto anziani e bambini\u201d, avverte Tarazi.<\/p>\n\n\n\n<p>Hazboun lancia un appello a chi ha cuore e responsabilit\u00e0: rendersi conto della drammatica realt\u00e0 di questo conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa brutalit\u00e0 della guerra \u00e8 che, mentre chi detiene il potere combatte, a pagare il prezzo sono sempre gli innocenti\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"cnewa-connections\">\n  <div class=\"cnewa-connections-heading\">\n    <h2>L\u2019impegno di CNEWA<\/h2>\n  <\/div>\n  <div class=\"cnewa-connections-content\" style=\"background:#6B4D5E;color:#ffffff\">\n    <p style=\"text-align: left;\">L\u2019ospedale Al-Ahli Arab di Gaza City \u00e8 uno dei pochi progetti storici sostenuti da CNEWA che continua a operare nella Striscia, sebbene sotto costante minaccia di bombardamenti e dopo aver subito gravi danni alle infrastrutture. Dal 9 ottobre 2023, CNEWA fornisce all\u2019ospedale aiuti medici urgenti e supporto al personale sanitario, ormai allo stremo. Dall\u2019inizio della guerra tra Israele e Hamas, CNEWA ha mobilitato oltre 1,6 milioni di dollari, raccolti dalla comunit\u00e0 cattolica internazionale, per sostenere le organizzazioni ecclesiali attive a Gaza. Gli aiuti hanno raggiunto pi\u00f9 di 36.400 persone. Per anni, CNEWA ha anche sostenuto istituzioni fondamentali per la vita sociale e culturale della Striscia: la Y.M.C.A. di Gaza, la <em>Atfaluna Society for the Deaf<\/em>, la <em>Pontifical Mission School for the Blind<\/em>, il <em>Brotherhood Park<\/em> e il Centro Culturale Arabo-Ortodosso. Tutte queste realt\u00e0 sono state distrutte nel corso del conflitto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: left;\">Sostieni anche tu la missione di CNEWA nella Terra Santa<\/p>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n<p><em><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine-issues\/september-2025\/\">qui<\/a>.<\/em><\/em><\/p>\n\n\n  <div class=\"donate-button\" id=\"minor-fund-campaign\">\n    <button class=\"donate-modal-toggle\" data-major-fund='Per offrire un sostegno immediato nelle emergenze' data-major-fund-code='EM'>Dona ora<\/button>\n  <\/div>\n  \n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente, i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo. 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