{"id":2525,"date":"2026-02-20T14:08:54","date_gmt":"2026-02-20T13:08:54","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=2525"},"modified":"2026-02-20T14:08:55","modified_gmt":"2026-02-20T13:08:55","slug":"la-chiesa-ortodossa-di-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-di-russia\/","title":{"rendered":"La Chiesa ortodossa di Russia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Nota della redazione:<\/em><\/strong><em> Il seguente articolo \u00e8 la traduzione di un testo pubblicato sulla rivista ONE Magazine tra il 2005 e il 2012. Date, eventi e dati statistici riflettono quindi la situazione dell\u2019epoca. Puoi leggere la versione originale cliccando qui.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A oltre dieci anni dal dissolvimento dell\u2019Unione Sovietica, le preoccupazioni che un tempo tormentavano i suoi leader comunisti \u2013 apatia, corruzione, criminalit\u00e0, cinismo e sottoccupazione, oltre al deterioramento dell\u2019industria \u2013 continuano a colpire i loro eredi politici e spirituali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presidente russo Vladimir Putin, mentre consolida l\u2019autorit\u00e0 del governo centrale, ha coinvolto la Chiesa ortodossa nel tentativo di affrontare alcune di queste problematiche. L\u2019alleanza di Putin con la Chiesa ortodossa russa riporta in vita una tradizione che, salvo una violenta interruzione di circa settant\u2019anni, risale alle origini dello Stato russo. Il legame tra Stato e Chiesa \u00e8 cos\u00ec stretto che risulta difficile stabilire quale dei due sia venuto prima.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-le-origini\">Le origini<\/h2>\n\n\n\n<p>Russi, bielorussi, ruteni e ucraini rivendicano la loro discendenza dagli Slavi orientali dell\u2019Europa centrale e dai Variaghi della Scandinavia. Conosciuti collettivamente come Rus\u2019, questi popoli si unirono attraverso matrimoni e alleanze e, dal loro centro a Kiev (oggi capitale dell\u2019Ucraina), sulle rive del fiume Dnepr, presero il controllo delle rotte commerciali dal Baltico al Mar Nero, affermando la Rus\u2019 di Kiev come potenza regionale gi\u00e0 nel IX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gran principe di Kiev governava la citt\u00e0 e i territori vicini. I suoi parenti, sparsi fino a nord-est a Novgorod (vicino all\u2019odierna San Pietroburgo) e a sud-ovest a Halych (oggi in Ucraina sud-occidentale), gli giuravano fedelt\u00e0. Kiev mostr\u00f2 la propria forza per la prima volta sotto il regno di Oleg. Nel 907 attacc\u00f2 la capitale di Bisanzio, la Nuova Roma (Costantinopoli), costringendo l\u2019impero a riconoscere la Rus\u2019 di Kiev come partner commerciale. Questo rapporto avrebbe avuto conseguenze di grande rilievo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-adozione-del-cristianesimo\">L\u2019adozione del cristianesimo<\/h2>\n\n\n\n<p>La Cronaca degli anni passati, la pi\u00f9 antica testimonianza storica della Rus\u2019 di Kiev, racconta che il Gran Principe Vladimir I (956\u20111015), desideroso di abbandonare il politeismo dei suoi antenati, invi\u00f2 emissari per conoscere il cristianesimo, l\u2019ebraismo e l\u2019islam. La sua ricerca, condotta con cautela per non offendere vicini e alleati, fu un abile esercizio di diplomazia. Il cristianesimo, soprattutto nella forma bizantina, non era del tutto sconosciuto n\u00e9 a lui n\u00e9 al suo popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La potente nonna di Vladimir, la reggente Olga (879-969), aveva abbracciato il cristianesimo. Si tratt\u00f2 per\u00f2 di una conversione soltanto personale, poich\u00e9 non riusc\u00ec a trasmettere la fede cristiana n\u00e9 a suo figlio n\u00e9 al suo popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra probabile fonte dell\u2019interesse di Vladimir per il cristianesimo bizantino fu l\u2019opera di due fratelli missionari, Cirillo e Metodio. Incaricati dal patriarca di Costantinopoli di evangelizzare gli Slavi della Moravia (862), i due fratelli crearono un alfabeto slavo, tradussero testi biblici nella lingua degli Slavi e introdussero una liturgia in lingua slava, modellata sulla Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo. Sebbene i loro discepoli furono in seguito espulsi dalla Moravia, essi riuscirono a diffondere il cristianesimo bizantino tra i Bulgari del regno bulgaro. Sostenuto da una Chiesa autonoma, lo Stato bulgaro si svilupp\u00f2 fino a diventare un potente impero, modellato su Bisanzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma fu soprattutto l\u2019interesse di Vladimir a consolidare un\u2019alleanza con Bisanzio, sposando la sorella dell\u2019imperatore, a spingerlo infine a prendere una decisione. Rifiutato perch\u00e9 pagano, Vladimir abbracci\u00f2 il cristianesimo bizantino e, cos\u00ec facendo, ottenne la sposa e l\u2019alleanza desiderata, sebbene fragile. Eppure, le Cronache della Rus\u2019 attribuiscono alla Divina Liturgia, celebrata nella chiesa imperiale di Santa Sofia (<em>Haghia<\/em> <em>Sophia<\/em>, \u201cSanta Sapienza\u201d), l\u2019ispirazione decisiva che port\u00f2 Vladimir ad accettare nel 988 il cristianesimo bizantino: \u201cNon sapevamo se fossimo in cielo o in terra\u201d, riportano gli annali citando le parole degli emissari, \u201cpoich\u00e9 certamente Dio dimora con i Greci [come erano chiamati i Bizantini]\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-eta-d-oro-della-rus-di-kiev\">L\u2019et\u00e0 d\u2019oro della Rus\u2019 di Kiev<\/h2>\n\n\n\n<p>Il rapido sviluppo del cristianesimo bizantino tra i Rus\u2019 \u2013 che Vladimir promosse con energia durante tutto il suo regno \u2013 coincise con l\u2019ascesa dello Stato di Kiev. Vladimir e i suoi successori consolidarono l\u2019autorit\u00e0 e ampliarono i territori sotto il loro dominio. Edificarono importanti chiese; promulgarono il primo codice di leggi degli Slavi orientali; sostennero il monachesimo, lo studio della teologia e le arti. Prendendo a modello la Chiesa bulgara, Jaroslav il Saggio (978-1054) ottenne per la Chiesa di Kiev una certa indipendenza da Costantinopoli, sovrintendendo nel 1037 all\u2019insediamento di un arcivescovo metropolita.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo, furono sempre pi\u00f9 spesso i nativi della Rus\u2019 a occupare l\u2019episcopato, con sedi distribuite in diversi centri regionali governati dalla famiglia del gran principe, come \u010cernihiv, Novgorod e Smolensk.<\/p>\n\n\n\n<p>Di quel periodo resta ben poco. I Mongoli, popolo nomade proveniente dall\u2019Asia centrale, dilagarono nei territori della Rus\u2019 all\u2019inizio del XIII secolo, incendiando e saccheggiando le citt\u00e0, compresa Kiev. Uccisero gran parte della popolazione e ridussero in schiavit\u00f9 la maggior parte dei sopravvissuti. Alcune chiese, tuttavia, resistettero. Ispirate alle grandi chiese di Costantinopoli, queste strutture reinterpretarono le forme architettoniche bizantine tradizionali, adattandole a un clima pi\u00f9 rigido. I mosaici e gli affreschi che ricoprono le pareti, pur seguendo le regole iconografiche bizantine, testimoniano l\u2019elevato livello di raffinatezza e abilit\u00e0 artistica della Rus\u2019 di Kiev, e avrebbero ispirato generazioni di iconografi e pittori russi, diventando infine simboli della Russia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-ascesa-dei-centri-regionali\">L\u2019ascesa dei centri regionali<\/h2>\n\n\n\n<p>Le invasioni mongole accelerarono il declino della Rus\u2019 di Kiev. La sua disgregazione era gi\u00e0 iniziata quando la famiglia del gran principe aveva cominciato a contestarne l\u2019autorit\u00e0. In mancanza di una rete di comunicazioni, le citt\u00e0 rivali \u2014 Novgorod, Vladimir e Suzdal nel nord-est, Polotsk e Smolensk nel nord\u2011ovest, Halych nel sud\u2011ovest e perfino la vicina \u010cernihiv \u2014 conquistarono sempre pi\u00f9 autonomia. Questa frammentazione indebol\u00ec la Rus\u2019 di Kiev, rendendola vulnerabile all\u2019invasione e alla sottomissione. Per oltre due secoli queste comunit\u00e0 \u2013 nucleo dei popoli russo, bielorusso, ruteno e ucraino \u2013 vissero come vassalle sotto il dominio mongolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il declino dei principi, i capi della Chiesa colmarono rapidamente il vuoto, promuovendo la costruzione di chiese e monasteri lontano dai centri del potere mongolo. I Rus\u2019 di Kiev cercarono rifugio a nord (formalmente sotto i Mongoli), migrando in successione verso Rostov, Suzdal e infine Vladimir. Il leader effettivo di tutti i Rus\u2019, l\u2019arcivescovo metropolita di Kiev, lasci\u00f2 la citt\u00e0 e si trasfer\u00ec a Vladimir nel 1300. Rostov, Suzdal e Vladimir finirono poi sotto l\u2019influenza della Moscovia, un piccolo principato guidato da principi ambiziosi. Solo otto anni dopo il trasferimento a Vladimir, l\u2019arcivescovo metropolita di Kiev spost\u00f2 la sua sede a Mosca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-terza-roma\">La \u201cTerza Roma\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Sostenuta da un \u201canello d\u2019oro\u201d di monasteri fortificati e citt\u00e0, Mosca divenne ricca. Guidati da grandi figure come i santi metropoliti Alessio (1292-1378) e Giona (?-1471) e dal fondatore del Monastero della Trinit\u00e0, san Sergio di Radone\u017e (1314-92), i suoi principi pagarono tributo ai Mongoli, ma al tempo stesso unirono i principati della Rus\u2019 in una forza coesa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"557\" height=\"438\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/31-3-5-priests-225x143-1.jpg\" alt=\"Quattro uomini vestiti di nero camminano in una distesa di neve.\" class=\"wp-image-2508\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/31-3-5-priests-225x143-1.jpg 557w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/31-3-5-priests-225x143-1-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alcuni sacerdoti avanzano in processione verso la Cattedrale della Trinit\u00e0 del monastero di Antonievo\u2011Siysky, vicino ad Arcangelo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Mentre la stella della Moscovia cresceva, quella di Bisanzio declinava. Ridotto a controllare pochi villaggi attorno a una Costantinopoli impoverita, l\u2019imperatore bizantino nel 1438 chiese aiuto al papa per difendersi dai turchi ottomani. In cambio offr\u00ec una promessa: se il papato avesse convocato una crociata in suo soccorso, egli avrebbe garantito la ricomposizione dello scisma che, dal 1054, divideva le Chiese dell\u2019Ortodossia costantinopolitana e della Roma cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1439, nella cattedrale di Firenze, l\u2019atto di unione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa fu proclamato formalmente alla presenza di papa, patriarca e imperatore. Sebbene il rappresentante dei Rus\u2019, il metropolita Isidoro, avesse approvato l\u2019unione, fu scacciato dalla Moscovia quando tent\u00f2 di applicarla al suo ritorno. Paradossalmente, la divisione di fatto tra le Chiese di Roma e Mosca risale proprio a questo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019atto di unione e le promesse di sostegno del papato, Costantinopoli cadde in mano ai turchi nel 1453. Cinque anni pi\u00f9 tardi, Kiev e gran parte dell\u2019antica Rus\u2019 di Kiev passarono sotto il dominio dei Polacchi e dei Lituani cattolici. Di conseguenza, Mosca fu riconosciuta \u2013 a pieno titolo \u2013 come sede metropolitana di tutti i Rus\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso, l\u2019Ortodossia della Moscovia si trov\u00f2 sola. Fu un periodo decisivo nello sviluppo dello Stato russo. Il gran principe Ivan il Grande (1440-1505) spos\u00f2 la nipote dell\u2019ultimo imperatore bizantino, adott\u00f2 come proprio emblema l\u2019aquila bicipite bizantina, sconfisse i Mongoli e ampli\u00f2 i confini del suo regno. \u201cDue Rome sono cadute\u201d, scrisse il monaco Filofej al figlio ed erede di Ivan, Vasilij III (1479-1533). \u201cLa terza, Mosca, \u00e8 ancora in piedi. E una quarta non vi sar\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il figlio di Vasilij, Ivan il Terribile (1530-84), incorpor\u00f2 con ferocia i principati minori della Rus\u2019 e consolid\u00f2 l\u2019idea della Moscovia come erede di Bisanzio, adottando formalmente il titolo di zar (in slavo, \u201ccesare\u201d) quando fu incoronato nel 1547. Gli zar di Russia, da Ivan il Terribile a Nicola II (1868-1918), si considerarono i custodi dell\u2019autocrazia e dell\u2019Ortodossia bizantina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-periodo-dei-torbidi\">Il \u201cperiodo dei torbidi\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Le politiche di Ivan il Terribile \u2013 il cui regno \u00e8 stato paragonato a quello di Stalin \u2013 possono anche aver favorito la riunificazione della Rus\u2019, ma alla sua morte egli lasci\u00f2 un erede debole. Lo zar F\u00ebdor si affid\u00f2 al cognato ambizioso, Boris Godunov (circa 1551-1605). Godunov prosegu\u00ec le politiche di Ivan e nel 1589 ottenne il titolo di Patriarca di Mosca e di tutti i Rus\u2019 per il suo confidente, Job, arcivescovo metropolita di Mosca. Alla morte di F\u00ebdor nel 1598, Godunov si assicur\u00f2 anche il trono.<\/p>\n\n\n\n<p>Il breve regno di Godunov fu segnato dalla carestia. A ci\u00f2 si aggiunse la \u201cresurrezione\u201d dello zarevi\u010d Dmitrij, il figlio pi\u00f9 giovane di Ivan il Terribile, morto misteriosamente nel 1591. Con il sostegno militare polacco e lituano, il \u201cFalso Dmitrij\u201d accus\u00f2 Godunov di tentato omicidio e invase la Moscovia, occupando gran parte del paese. La morte di Boris Godunov, seguita dall\u2019assassinio della moglie e del figlio sedicenne, apr\u00ec la strada al governo dell\u2019usurpatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo \u201czar Dmitrij\u201d e i suoi alleati, desiderosi di imporre il cattolicesimo in Moscovia, furono presto deposti, ma il periodo dei torbidi dur\u00f2 altri sette anni. Un altro falso Dmitrij, alleato del re di Polonia, invase la Moscovia. I Polacchi occuparono e poi incendiarono Mosca; e guerra, carestia e pestilenze devastarono il paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la Moscovia non croll\u00f2. Guidata dal patriarca Ermogene e dall\u2019abate Dionisio, superiore del Monastero della Trinit\u00e0, venne costituito un esercito nazionale e Mosca fu riconquistata. Dopo la sconfitta dell\u2019usurpatore e dei suoi alleati, un sinodo composto da rappresentanti di tutte le classi sociali si riun\u00ec nel febbraio 1613 ed elesse zar un lontano parente di Anna, moglie di Ivan il Terribile. Michail Romanov e la sua famiglia avrebbero governato la Russia fino alla rivoluzione del 1917.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-chiesa-e-stato\">Chiesa e Stato<\/h2>\n\n\n\n<p>La Moscovia era un regno devastato. Lo zar sedicenne non aveva tesoro, pochi alleati e molti nemici. La Chiesa ortodossa sostenne naturalmente lo Stato in difficolt\u00e0; il padre di Michail, il metropolita Filarete (costretto agli ordini sacri da Boris Godunov), torn\u00f2 dalla prigionia in Polonia e nel 1619 fu eletto patriarca di Mosca. Proclamato \u201cGrande Sovrano\u201d dal figlio, Filarete govern\u00f2 insieme a Michail per quattordici anni, ricostruendo il paese e assicurando la pace. Mai, nemmeno a Bisanzio, Chiesa e Stato erano stati uniti in modo cos\u00ec stretto come nei primi anni della dinastia Romanov.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito, Pietro il Grande (1672\u20131725) abol\u00ec il patriarcato e assunse direttamente il controllo della Chiesa ortodossa russa. Per governarla istitu\u00ec il Santo Sinodo, trasformandolo di fatto in un dipartimento dello Stato. Nei due secoli successivi \u2014 fino alla restaurazione del patriarcato nel 1918 \u2014 la Chiesa ortodossa russa visse un forte slancio missionario, monastico, spirituale e teologico. Questo sviluppo avvenne nonostante un profondo scisma, scoppiato a met\u00e0 del XVII secolo, in seguito alle riforme liturgiche imposte dal patriarca e fatte applicare dallo zar. Molti fedeli che rifiutarono di abbandonare la \u201cVecchia Fede\u201d morirono sul rogo o vennero esiliati in Siberia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rivoluzione-e-repressione\">Rivoluzione e repressione<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla fine del XIX secolo, la Chiesa ortodossa russa era all\u2019apice della sua influenza. La riscoperta dell\u2019architettura e dell\u2019iconografia tradizionale gener\u00f2 movimenti analoghi anche in ambito laico. I progressi nello studio della teologia e nella vita spirituale influenzarono gruppi filosofici e politici, l\u2019istruzione superiore e la letteratura. Colti esponenti del clero ortodosso abbracciarono le visioni del mondo degli slavofili \u2013 convinti del ruolo \u201csalvifico\u201d della Russia nella storia dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 e degli occidentalisti, che invitavano la Russia ad aprirsi all\u2019Occidente per evitare la distruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La Chiesa ortodossa non si limit\u00f2 a osservare questa rinascita nazionale, detta \u201cEt\u00e0 dell\u2019Argento\u201d, ma vi partecip\u00f2 attivamente. Eppure, come poteva un\u2019istituzione che aveva dominato la vita di milioni di persone ritrovarsi, meno di venticinque anni dopo, a respirare a fatica, quasi estinta?<\/p>\n\n\n\n<p>I bolscevichi non nascosero l\u2019odio verso la Chiesa e verso ogni pilastro dell\u2019<em>Ancien<\/em> <em>R\u00e9gime<\/em>. La persecuzione inizi\u00f2 con l\u2019assassinio del metropolita Vladimir di Kiev nel 1918 e prosegu\u00ec durante la guerra civile, fino a quando Stalin, ex seminarista, non decise di arruolare la Chiesa a sostegno della guerra dell\u2019Unione Sovietica contro i nazisti. Dal 1959 al 1962, Chru\u0161\u010d\u00ebv riaccese la persecuzione, infiltrando la gerarchia ecclesiastica con agenti incaricati di destabilizzarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il 1917 e il 1939 oltre l\u201980% del clero ortodosso russo spar\u00ec: molti finirono nei gulag e la maggior parte sub\u00ec l\u2019esecuzione. Chi non venne esiliato o ucciso prest\u00f2 servizio quasi esclusivamente tra gli anziani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1917, la Chiesa ortodossa russa amministrava 77.767 chiese. Alla fine degli anni Settanta ne controllava appena 6.800. I monasteri, spina dorsale della Chiesa, furono rasi al suolo o trasformati in prigioni. All\u2019inizio della Prima guerra mondiale, 1.500 monasteri punteggiavano il territorio; negli anni Ottanta ne rimanevano soltanto dodici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"537\" height=\"358\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/Martin18850_60L.jpg\" alt=\"Persone con abiti tradizionali\" class=\"wp-image-2524\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/Martin18850_60L.jpg 537w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/Martin18850_60L-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alcuni sacerdoti avanzano in processione verso la Cattedrale della Trinit\u00e0 del monastero di Antonievo Siysky, vicino ad Arcangelo. (Foto di George Martin)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rinascita-e-nuove-sfide\">Rinascita e nuove sfide<\/h2>\n\n\n\n<p>Sorprendentemente, in un rapporto ufficiale basato sul censimento sovietico del 1936 (mai pubblicato), oltre il 55% dei cittadini sovietici si dichiarava religioso. Un numero significativo, per timore di ritorsioni, scelse tuttavia di vivere la propria fede in modo nascosto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le celebrazioni del millennio del battesimo della Rus\u2019 (1988-89) coincisero con gli ultimi anni della <em>perestrojka <\/em>e della <em>glasnost <\/em>di Mikhail Gorbaciov. In un attimo, la Chiesa ortodossa fin\u00ec sotto i riflettori. Le celebrazioni divennero eventi molto visibili, attirando grandi folle di fedeli ortodossi, credenti di altre tradizioni e semplici curiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la luna di miele dur\u00f2 poco. Molti russi, spaventati dall\u2019incapacit\u00e0 di Gorba\u010d\u00ebv di prevenire il caos civile ed economico, si rivolsero alla Chiesa come a un pilastro di stabilit\u00e0, per un compito al quale essa non era affatto preparata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene oggi forse il 50% dei russi (circa 75 milioni di persone) si consideri ortodosso, meno del 2% frequenta regolarmente le funzioni. Alcolismo, corruzione diffusa, aumento dei divorzi, suicidi, aborto usato come forma di controllo delle nascite e altri mali sociali continuano a demoralizzare una societ\u00e0 gi\u00e0 provata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la nascita di cinque istituti teologici, due universit\u00e0, ventinove seminari e numerosi centri dedicati ai laici, la formazione cristiana della comunit\u00e0 \u00e8 solo agli inizi. Il numero dei sacerdoti \u00e8 cresciuto in modo significativo. Nel marzo 2003 erano 17.480. Non sono per\u00f2 ancora sufficienti. Devono servire 16.200 parrocchie riaperte. E garantire una presenza pastorale negli ospedali, nelle forze armate e nelle carceri. Anche la vita monastica ha conosciuto una forte ripresa, con circa 812 monasteri e dipendenze attive.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1800\" height=\"1641\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794.jpg\" alt=\"Persone pregano in una cattedrale ornata.\" class=\"wp-image-2533\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794.jpg 1800w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794-300x274.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794-1024x934.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794-768x700.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794-1536x1400.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/02\/GettyImages-1078366794-1600x1459.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I fedeli si radunano nella cattedrale di San Volodymyr a Kyiv per la veglia di Natale del 2006. La cattedrale fu costruita per commemorare il 900\u00ba anniversario del Battesimo della Rus\u2019 (Foto di Sergei Chuzavkov\/SOPA Images\/LightRocket via Getty Images).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo lascia il patriarca Alessio II e la sua Chiesa in una posizione delicata. Predicatori provenienti da varie sette, ben finanziati e animati da grande zelo, operano tra la popolazione conquistando numerosi convertiti. Il governo, con il pieno sostegno della gerarchia ortodossa, ha approvato una legge che limita questi movimenti e le loro attivit\u00e0, attirandosi critiche dall\u2019Occidente. Un tempo sorvegliata, la Chiesa ortodossa russa \u00e8 oggi accusata di favorire pratiche simili contro tutti i non ortodossi.<\/p>\n\n\n\n<p>I rapporti tra ortodossi russi e cattolici restano difficili. La rinascita della Chiesa greco-cattolica ucraina, fonte di molte tensioni, non riguarda solo l\u2019opposizione ortodossa al cattolicesimo orientale, ma anche una pi\u00f9 profonda riluttanza a rinunciare al proprio patrimonio: l\u2019Ucraina \u00e8 ricca di risorse umane e naturali. Un\u2019Ucraina realmente indipendente potrebbe abbandonare Mosca per l\u2019Occidente, alimentando i timori dei nazionalisti russi alleati con la Chiesa ortodossa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto tali timori possano essere comprensibili, la Chiesa ortodossa russa non ha altra scelta che adattarsi, come ha gi\u00e0 fatto in passato. Sono finiti i tempi della persecuzione sovietica autorizzata dallo Stato. Ma sono finiti anche i tempi pre-bolscevichi, quando la Chiesa godeva di un dominio sul paese sancito dallo Stato. Oggi, dunque, la Chiesa ortodossa russa affronta una nuova sfida: trovare la propria strada in una Russia religiosamente eterogenea e guidata dalle logiche del mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota della redazione: Il seguente articolo \u00e8 la traduzione di un testo pubblicato sulla rivista ONE Magazine tra il 2005 e il 2012. Date, eventi e dati statistici riflettono quindi la situazione dell\u2019epoca. Puoi leggere la versione originale cliccando qui. 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