{"id":2850,"date":"2025-12-05T13:26:00","date_gmt":"2025-12-05T12:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=2850"},"modified":"2026-05-25T13:37:20","modified_gmt":"2026-05-25T11:37:20","slug":"un-nuovo-inizio-per-la-siria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/un-nuovo-inizio-per-la-siria\/","title":{"rendered":"Un nuovo inizio per la Siria?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un anno dalla fine di una guerra civile durata 14 anni, i siriani provano ancora a ricostruire un Paese in macerie. Allo stesso tempo, l\u2019incertezza economica si somma ai problemi di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 prima che il gruppo militante islamista Hayat Tahrir al-Sham (H.T.S.) rovesciasse Bashar al-Assad l\u20198 dicembre 2024, il Programma Alimentare Mondiale (W.F.P.) stimava che 3,1 milioni di persone soffrissero di grave insicurezza alimentare. Almeno 10 milioni non avevano accesso a cibo sufficiente, sicuro e nutriente per crescere in modo adeguato. Nel 2025, il W.F.P. ha segnalato che pi\u00f9 della met\u00e0 dei 25 milioni di abitanti della Siria ha vissuto in condizioni di insicurezza alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa situazione umanitaria nel sud della Siria \u00e8 peggiorata bruscamente\u00bb dopo l\u2019escalation delle violenze nel governatorato di Sweida, a met\u00e0 luglio. Inoltre, la forte siccit\u00e0 e i nuovi incendi hanno \u00abdevastato l\u2019agricoltura e aggravato l\u2019insicurezza alimentare\u00bb, ha riferito il W.F.P. L\u2019agenzia ha aggiunto che \u00abl\u2019insicurezza continua e le tensioni settarie spingono molte persone a lasciare le proprie case e mettono sotto pressione le comunit\u00e0 che le accolgono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"A New Beginning for Syria?\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aC-9GvbBW_M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Mentre la Siria cerca di ricostruirsi dopo 14 anni di guerra civile, molte persone di ogni fede si rivolgono alla Chiesa cattolica per ricevere aiuto.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente, pi\u00f9 di 7 milioni di persone restano sfollate all\u2019interno della Siria, mentre oltre 4 milioni di siriani risultano registrati come rifugiati nei Paesi vicini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019inflazione devastante colpisce i siriani in tutto il Paese: per una sola banconota da 50 dollari, sulle strade si riceve un pesante blocco di banconote siriane. Pi\u00f9 in generale, la corruzione ereditata dal regime precedente e il costo economico della guerra hanno lasciato la popolazione stremata e sotto pressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Banca Mondiale segnala che la povert\u00e0 estrema colpisce ormai \u00abun siriano su quattro, mentre due terzi della popolazione vivono sotto la soglia di povert\u00e0 della fascia a reddito medio-basso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Volontari che preparano cibo per i bisognosi.\" class=\"wp-image-2849\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_042H-scaled-1-1600x1067.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Maristi Blu di Aleppo preparano pasti per le persone pi\u00f9 bisognose. (Foto di Ahmad Fallaha)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">File davanti alle panetterie sovvenzionate si allungano nei mercati cittadini, mentre le persone a basso reddito aspettano la loro razione di pane. Anche dopo il cambio di regime, molti uomini e donne continuano a tentare il pericoloso viaggio verso l\u2019Europa in cerca di un futuro migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una giovane madre di Aleppo, assistita da un programma sanitario sostenuto dalla CNEWA, ha raccontato che, dopo la caduta del regime, il marito \u00e8 partito per la Germania nella speranza di trovare un lavoro capace di garantire un futuro migliore alla famiglia e, magari, la possibilit\u00e0 di ricongiungersi un giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gilberte Janji, impegnata nella gestione di una casa di riposo sostenuta anche dalla CNEWA-Pontificia Missione, osserva che per anni i cristiani sono stati considerati pi\u00f9 agiati della media dei siriani. Le sofferenze recenti, per\u00f2, hanno rivelato una realt\u00e0 ben diversa, fatta di difficolt\u00e0 diffuse a tutta la popolazione. Dopo il terremoto del 2023, un operaio musulmano le confess\u00f2 di non aver mai sospettato che anche molti cristiani vivessero in condizioni cos\u00ec precarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la caduta del regime di Assad, in alcune citt\u00e0 sono stati introdotti di fatto coprifuoco. I negozi chiudevano circa un\u2019ora prima del solito. L\u2019obiettivo era permettere alle persone di rientrare a casa prima del buio e ridurre il rischio di rapine e molestie. Una donna di Aleppo ha raccontato che, nelle prime fasi del nuovo governo, molti membri non indossavano uniformi riconoscibili. Questo rendeva difficile distinguerli dagli impostori ai posti di blocco lungo le principali arterie cittadine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Foto di una famiglia siriana.\" class=\"wp-image-2848\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_011H-scaled-1-1600x1067.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Numerose famiglie cristiane in Siria hanno perso le nuove generazioni, emigrate a causa dei 14 anni di guerra civile e delle violenze che continuano anche dopo la caduta del regime di Assad. (Foto di Ahmad Fallaha)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cristiani siriani si trovano in una situazione fragile e pericolosa. All\u2019inizio, il nuovo governo aveva promesso protezione e libert\u00e0 religiosa, ma i massacri avvenuti all\u2019inizio dell\u2019anno hanno spinto molti altri a fuggire. A novembre, l\u2019Arcivescovo siro-cattolico di Homs, Jacques Mourad, ha avvertito che \u00abla Chiesa in Siria sta morendo\u00bb, mentre sempre pi\u00f9 cristiani lasciavano il Paese a causa delle violenze settarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti cristiani siriani rimasti non riescono a pagare le cure mediche. Per questo si rivolgono a programmi gestiti dalla Chiesa, come quelli sostenuti dalla CNEWA-Pontificia Missione, che aiutano a coprire il costo di farmaci, terapie e interventi chirurgici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cristiani siriani rappresentano oggi una minoranza, pari a circa il 2% della popolazione. Durante il regime di Assad, i loro diritti venivano in gran parte rispettati, purch\u00e9 evitassero di criticare il potere. Prima della guerra civile, i cristiani costituivano circa il 20% della popolazione siriana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando l\u2019H.T.S. \u00e8 salito al potere lo scorso dicembre, ha dichiarato di voler garantire la libert\u00e0 religiosa. Nei colloqui con diplomatici e giornalisti stranieri ha indicato la convivenza come una priorit\u00e0. A fine dicembre 2024, l\u2019Arcivescovo Mourad ha incontrato i responsabili locali del nuovo regime. Durante l\u2019incontro \u00e8 emersa una volont\u00e0 comune di costruire armonia tra tutti i siriani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il Natale del 2024, le autorit\u00e0 locali hanno disposto l\u2019invio di guardie nelle chiese per rafforzare il senso di sicurezza tra i fedeli. Un clima pi\u00f9 disteso si \u00e8 percepito anche a Tartus. Il Vescovo maronita Antoine Chbeir ha raccontato che alcuni rappresentanti del nuovo governo si sono recati nel suo ufficio per gli auguri natalizi. Un segnale incoraggiante dopo anni di restrizioni durante i 14 anni di guerra civile. In quel periodo diverse chiese sono state danneggiate o costrette a chiudere per motivi di sicurezza. Secondo il <em>Syrian Network for Human Rights<\/em>, nel conflitto 120 edifici di culto cristiani sono stati distrutti completamente o in parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un gesto simbolico di sostegno e di fiducia nella sicurezza della \u201cnuova Siria\u201d, il Cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero vaticano per le Chiese orientali, ha intrapreso a met\u00e0 gennaio 2025 una visita pastorale nel Paese. Davanti ai fedeli riuniti ad Aleppo il 27 gennaio, intervenendo con l\u2019aiuto di un interprete, ha espresso la sua visione di una Siria futura in cui tutte le comunit\u00e0 possano convivere in pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha inoltre reso omaggio alle organizzazioni non governative cristiane che hanno svolto un ruolo fondamentale negli aiuti umanitari, sia durante il conflitto sia in occasione del terremoto del 2023, sottolineando il contributo duraturo della comunit\u00e0 cristiana siriana. I giovani cristiani siriani presenti nella chiesa gremita hanno espresso il desiderio di restare nel Paese e contribuire alla sua ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, nel mese di giugno almeno due dozzine di persone sono state uccise e altre 60 sono rimaste ferite in un attentato suicida contro la chiesa greco-ortodossa del Profeta Elia, in un sobborgo di Damasco. Le autorit\u00e0 siriane hanno attribuito l\u2019attacco allo Stato Islamico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A met\u00e0 luglio, ignoti hanno incendiato la chiesa melchita greco-cattolica di San Michele ad Al Sura. In un episodio distinto nella stessa area, altri hanno dato alle fiamme le abitazioni di 38 famiglie cristiane; circa 70 persone si sono rifugiate in una sala parrocchiale a Shahba. Ad Al Kharibat, nella Siria occidentale, residenti e forze di sicurezza sono riusciti a sventare un piano per colpire con un attentato la chiesa maronita di Sant\u2019Elia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi episodi di violenza sono arrivati, a met\u00e0 marzo, dopo un\u2019ondata di attacchi nella regione di Latakia. Forze ritenute vicine al nuovo governo hanno colpito le comunit\u00e0 alawite, dichiarando di voler vendicare azioni di gruppi fedeli ad Assad. Secondo l\u2019Osservatorio siriano per i diritti umani, diversi giorni di scontri hanno causato quasi 1.500 morti, tra cui circa 800 civili. Tra le vittime si contano anche alcuni cristiani. Molte famiglie hanno trovato riparo nelle case dei vicini sunniti, mentre le loro abitazioni venivano saccheggiate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante il presidente siriano Ahmed al\u2011Sharaa abbia promesso di punire i responsabili dei massacri, ha anche istituito una commissione per identificarli e \u00abpreservare la pace civile e la riconciliazione\u00bb. Intanto, migliaia di alawiti sopravvissuti sono fuggiti oltre confine, in Libano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo i massacri di marzo, in piena Quaresima e Ramadan, il Cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, ha invitato i siriani di ogni fede a ricorrere alla preghiera e al digiuno. L\u2019obiettivo \u00e8 riaccendere la speranza in una Siria pacificata. Come molti altri responsabili del Paese, ha anche esortato i cristiani siriani a tornare. In particolare, ha fatto appello ai professionisti \u2014 ingegneri, medici ed esperti di diritto costituzionale \u2014 ritenuti fondamentali per la ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDico loro: lavorate e vedrete, lavorate e vedrete. Abbiamo bisogno dei cristiani in prima linea\u00bb, ha affermato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Una donna con un abito rosso in una cucina.\" class=\"wp-image-2847\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202502_017H-scaled-1-1600x1067.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una donna siriana, costretta a casa a causa della malattia, si affida a un programma sanitario gestito dalla Chiesa per farmaci e cure. (Foto di Ahmad Fallaha)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I vertici ecclesiastici hanno fatto seguito con una dichiarazione congiunta, condannando le uccisioni e chiedendo \u00abla rapida creazione di condizioni favorevoli al raggiungimento della riconciliazione nazionale tra il popolo siriano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre francescano Bahjat Karakach, della chiesa di San Francesco d\u2019Assisi ad Aleppo, si \u00e8 unito a questi appelli, sottolineando che i cristiani siriani sono chiamati a essere un \u00abponte di pace\u00bb nelle loro comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo offerto subito ai nuovi governanti la nostra collaborazione, per garantire pace e sicurezza alla popolazione e contribuire alla stabilizzazione del Paese\u00bb, ha dichiarato. \u00abAllo stesso tempo, invitiamo i nostri giovani a impegnarsi nella vita politica e sociale, per essere \u201cluce del mondo e sale della terra\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 questo il nostro compito: dare sapore alla vita in Siria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La comunit\u00e0 internazionale ha esercitato pressioni sul nuovo governo affinch\u00e9 garantisca un assetto inclusivo, capace di assicurare i diritti delle donne e la libert\u00e0 religiosa in una societ\u00e0 composta da sunniti, sciiti, alawiti, cristiani, drusi e curdi, oltre alla piccolissima comunit\u00e0 di meno di dieci ebrei siriani ancora presenti a Damasco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre siro-cattolico Jihad Youssef, del monastero di Deir Mar Musa, ha spiegato che i cristiani continuano a lasciare il Paese. Tuttavia, chi resta \u00abvuole essere il cemento, o la pasta, del mosaico della nuova Siria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, il Presidente siriano Ahmed al\u2011Sharaa ha cercato di rafforzare la propria credibilit\u00e0 internazionale. A settembre si \u00e8 recato a New York per partecipare all\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite. Era la prima volta per un presidente siriano da quando Nureddin al\u2011Atassi intervenne a una sessione speciale nel giugno 1967. Dopo l\u2019incontro alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump, a novembre, Washington ha annunciato una sospensione di sei mesi delle sanzioni contro la Siria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al\u2011Sharaa ha dichiarato che le elezioni presidenziali si terranno \u00abtra tre o quattro anni\u00bb. Allo stesso tempo, per\u00f2, ha rilasciato affermazioni ambigue, osservando in un\u2019intervista a <em>The Economist<\/em> che \u00abnella nostra regione esistono diverse definizioni di democrazia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/web-exclusive-a-new-beginning-for-syria\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente, i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo. 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