{"id":2859,"date":"2025-12-07T11:45:00","date_gmt":"2025-12-07T10:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=2859"},"modified":"2026-05-26T13:04:42","modified_gmt":"2026-05-26T11:04:42","slug":"una-luce-nel-deserto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/una-luce-nel-deserto\/","title":{"rendered":"Una luce nel deserto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Il monastero di Deir Mar Musa si staglia sulla parete rosata di una formazione rocciosa nei monti del Qalamoun, in Siria, avvolto da un\u2019atmosfera di pace silenziosa. Isolato tra le alture desertiche, a circa un\u2019ora a nord di Damasco, lo si raggiunge solo a piedi: l\u2019ultimo tratto \u00e8 una faticosa salita lungo una scalinata scavata nella roccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la fine della guerra civile durata 14 anni \u2014 un conflitto che ha provocato oltre 600.000 morti e lasciato milioni di feriti \u2014 turisti e pellegrini stanno tornando a cercare la quiete del monastero. Anche la comunit\u00e0 monastica ha pagato un prezzo alto durante la guerra: perdite che, per\u00f2, hanno finito per rafforzarne la missione, invece di indebolirla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia contemporanea del monastero ebbe inizio nel 1982 con il gesuita italiano Paolo Dall\u2019Oglio. Durante i suoi studi di islamistica e lingua araba a Damasco, padre Dall\u2019Oglio scopr\u00ec le rovine dell\u2019antico monastero siriaco del VI secolo, da tempo abbandonato. Il Deir Mar Musa al-Habashi era dedicato a San Mos\u00e8 l\u2019Etiope, che si convert\u00ec al cristianesimo in Egitto dopo essere stato allontanato dal servizio di un funzionario, scegliendo di abbandonare una vita segnata da criminalit\u00e0 e dissolutezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Paolo Dall\u2019Oglio rimase affascinato dalla solida struttura dell\u2019XI secolo, con la sua imponente torre del XII secolo, i semplici dormitori affacciati sulle pianure siriane e la piccola cappella decorata con affreschi dell\u2019XI e XII secolo raffiguranti il battesimo di Cristo, le martiri sante Barbara e Giuliana di Nicomedia e gli apostoli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Syria: A Light in the Desert\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ulDJ75alIFw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Un viaggio alla scoperta di ci\u00f2 che accade oggi nell\u2019antico monastero siriano di Deir Mar Musa, dove una piccola comunit\u00e0 \u00e8 impegnata a promuovere fraternit\u00e0 e dialogo interreligioso, nel solco delle priorit\u00e0 del suo fondatore, il gesuita italiano padre Paolo Dall\u2019Oglio.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per secoli, gli affreschi sono rimasti esposti ai venti del deserto e all\u2019incuria. Nel corso degli anni, con l\u2019aiuto di archeologi, storici dell\u2019arte e volontari, padre Dall\u2019Oglio mise in sicurezza le coperture e consolid\u00f2 le mura. Restaur\u00f2 anche le immagini pi\u00f9 fragili. Cos\u00ec gli affreschi poterono parlare di nuovo a una nuova generazione di pellegrini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto di padre Dall\u2019Oglio per Deir Mar Musa andava per\u00f2 oltre il recupero di un antico monastero. Mirava a dar vita a una nuova comunit\u00e0 monastica, impegnata nella costruzione della pace e nel dialogo con l\u2019islam, nel cuore del Levante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Jacques Mourad, oggi arcivescovo siro-cattolico di Homs, si un\u00ec a padre Dall\u2019Oglio in questa missione fatta di preghiera, lavoro, accoglienza e dialogo interreligioso. Insieme, nel 1991, diedero vita a una comunit\u00e0 monastica stabile. La comunit\u00e0 fu chiamata al-Khalil, appellativo arabo del patriarca Abramo, padre di ebraismo, cristianesimo e islam, noto per la sua ospitalit\u00e0. Ben presto iniziarono ad arrivare visitatori di ogni fede, da tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Una donna in biblioteca si allunga verso uno scaffale alto per prendere un libro.\" class=\"wp-image-2858\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/fallaha202504_095H-scaled-1-1600x1067.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Suor Carol Cooke-Eid prende un libro dalla biblioteca del monastero. (Foto di Ahmad Fallaha)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fascino di Deir Mar Musa al-Habashi sta nel senso di \u00ablibert\u00e0 nel deserto\u2026 aperto come il cuore di Dio\u00bb, ha affermato l\u2019Arcivescovo Jacques Mourad.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni il monastero \u00e8 stato un punto vitale per la comunit\u00e0 locale, contribuendo a rafforzare i rapporti tra cristiani e musulmani e a sostenere iniziative contro la povert\u00e0, in particolare nella vicina al-Nabk.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli occhi di alcuni, il rapporto della comunit\u00e0 con l\u2019islam poteva apparire fuori dagli schemi. Lo stesso Arcivescovo Mourad racconta di aver talvolta faticato, agli inizi, a comprendere pienamente la visione di padre Dall\u2019Oglio: amare l\u2019islam e i musulmani come parte integrante della vocazione monastica a seguire Ges\u00f9 e vivere il Vangelo. La missione del monastero, riconosce, \u00abnon \u00e8 facile da capire\u00bb, ma consiste nell\u2019essere \u00abuna testimonianza dell\u2019amore di Ges\u00f9 per la comunit\u00e0 musulmana\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe ami chi non ti ricambia, questa \u00e8 la testimonianza di Cristo\u00bb, aggiunge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni, il carisma della comunit\u00e0 si \u00e8 ampliato. Sono nate nuove fondazioni monastiche a Sulaymaniyya, in Iraq, nel 2012, e a Cori, in Italia, nel 2013. Oggi la comunit\u00e0 al-Khalil conta due monaci, due monache e due novizi. In Iraq vivono un monaco e una monaca. In Italia \u00e8 presente una monaca.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>I cristiani dovrebbero essere \u00abil collante del mosaico siriano\u00bb<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La missione di accoglienza di al-Khalil si sviluppava in un Paese profondamente segnato dalla repressione politica del regime di Bashar al-Assad. Una pressione esplosa nel 2011 con l\u2019arrivo della Primavera araba in Siria, cui il governo rispose con una repressione rapida e brutale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scontri tra forze ribelli ed esercito precipitarono il Paese in una spirale di violenza sempre pi\u00f9 intensa. Padre Jihad Youssef, l\u2019attuale priore, ricorda che i combattimenti si avvicinarono al monastero durante la battaglia di al-Nabk, nel gennaio 2013: elicotteri militari sorvolavano la zona, controllando il monastero e bombardando le aree circostanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Suor Carol Cooke-Eid, religiosa della comunit\u00e0 monastica di origine tedesca, racconta che si pass\u00f2 dai circa 50.000 visitatori del 2009 a poche presenze nel 2013. In seguito alla battaglia di al-Nabk, gli abitanti rimasero per mesi senza elettricit\u00e0 n\u00e9 rete telefonica, e spostarsi in sicurezza divenne impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ascesa dello Stato Islamico (ISIS) rappresent\u00f2 un\u2019ulteriore e concreta minaccia per la comunit\u00e0. Sfruttando l\u2019instabilit\u00e0 crescente in Siria, il gruppo avvi\u00f2 una serie di attacchi nel tentativo di instaurare un califfato, prendendo di mira le comunit\u00e0 religiose e mostrando una violenta ostilit\u00e0 verso i cristiani. Nonostante tutto, durante la guerra civile al-Khalil ha continuato, seppur in forma pi\u00f9 ridotta, a offrire accoglienza, ristoro e occasioni di dialogo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Padre Jihad Youssef tiene in mano un\u2019immagine di padre Paolo Dall\u2019Oglio che sorride con un bambino.\" class=\"wp-image-2857\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-2198308349-scaled-1-1600x1067.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Padre Jihad Youssef, attuale priore, mostra un\u2019immagine di padre Paolo Dall\u2019Oglio, S.J., che rifond\u00f2 l\u2019antico monastero di Mar Musa nel 1982. Padre Dall\u2019Oglio fu rapito dall\u2019ISIS nel 2013 e da allora non si hanno pi\u00f9 notizie di lui. (Foto di Louai Beshara\/AFP via Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Dall\u2019Oglio sent\u00ec il bisogno di prendere posizione di fronte alla violenza e alla repressione, e pubblic\u00f2 un articolo a sostegno dei manifestanti contro il governo. In risposta, le autorit\u00e0 ne ordinarono l\u2019espulsione nel 2012. Lasci\u00f2 il Paese, trovando rifugio tra Italia e Libano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel luglio 2013, tuttavia, rientr\u00f2 in Siria passando da Raqqa, nel nord, nel tentativo di negoziare la liberazione di alcuni amici nelle mani di un gruppo riconducibile allo Stato Islamico. Da allora non si \u00e8 pi\u00f9 avuto alcun contatto con lui: \u00e8 considerato morto, anche se il suo corpo non \u00e8 mai stato ritrovato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Mourad, allora parroco nella citt\u00e0 siriana di Qaryatayn, dove stava lavorando al recupero del monastero di Mar Elian, visse con profondo dolore la scomparsa di padre Dall\u2019Oglio, che definiva \u00abl\u2019amico pi\u00f9 caro fino alla fine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco dopo, l\u2019ISIS prese di mira anche la storica comunit\u00e0 cristiana di Qaryatayn. Nel maggio 2015 i miliziani rapirono padre Mourad insieme a un diacono e li condussero a Raqqa, dove li tennero prigionieri per quasi cinque mesi, infliggendo loro torture fisiche e psicologiche. In seguito, li trasferirono a Palmira, dove tenevano in ostaggio anche 250 parrocchiani di padre Mourad. Alla fine, li riportarono a Qaryatayn, imponendo il proprio controllo e dure restrizioni. Nel frattempo, avevano gi\u00e0 distrutto il monastero di Mar Elian, che la comunit\u00e0 aveva restaurato con grande cura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019arcivescovo racconta che la brutalit\u00e0 vissuta ha finito per rafforzare la sua fede, ma anche il suo legame con i vicini musulmani, i primi a portare cibo a lui e ai suoi fedeli al momento del ritorno a Qaryatayn. Gli stessi vicini, in seguito, rischiarono la vita per far fuggire alcune ragazze cristiane e, infine, lo stesso padre Mourad.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-684x1024.jpg\" alt=\"Una donna laica cattolica siede accanto a una monaca siro-ortodossa durante la preghiera in cappella.\" class=\"wp-image-2856\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-684x1024.jpg 684w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-768x1150.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-1026x1536.jpg 1026w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-1368x2048.jpg 1368w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1-1600x2395.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53026733-scaled-1.jpg 1710w\" sizes=\"auto, (max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In questa foto d\u2019archivio del 2005, una fedele cattolica siede accanto a una monaca siro-ortodossa durante la preghiera nella cappella del monastero di Mar Musa. (Foto di Ghaith Abdul-Ahad\/Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il fascino di Deir Mar Musa al-Habashi sta nel senso di \u00ablibert\u00e0 nel deserto\u2026 aperto come il cuore di Dio\u00bb<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Con il progressivo ristabilirsi di un equilibrio dopo la ritirata dello Stato Islamico, i siriani hanno ricominciato a salire a Deir Mar Musa. Nouhad Dergham vi era stata per la prima volta nel 2009 insieme ai genitori, incontrando padre Dall\u2019Oglio. Ma \u00e8 solo da adulta, avvicinandosi alla meditazione e agli scritti del sacerdote, che ha scelto di tornarvi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi Dergham, giovane madre che vive nei dintorni di Aleppo, collabora con il monastero alla raccolta e traduzione degli scritti di padre Dall\u2019Oglio e partecipa alle iniziative della comunit\u00e0 per \u201callargare lo spazio della tenda\u201d, coinvolgendo anche i laici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che pi\u00f9 apprezza di al-Khalil, spiega, \u00e8 che \u00abnon si \u00e8 mai presentata come una realt\u00e0 perfetta o come una \u201ccomunit\u00e0 eletta\u201d\u00bb. Al contrario, \u00abha sempre accettato la propria fragilit\u00e0, riconoscendosi nelle mani di Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo anni segnati dall\u2019oscurit\u00e0, la comunit\u00e0 al-Khalil ha rilanciato con rinnovata convinzione il proprio impegno per la speranza e il dialogo. Sono riprese le attivit\u00e0 di accoglienza e gli incontri, dai ritiri durante il Ramadan alle visite di gruppi internazionali, tra cui anche giornalisti stranieri tornati nel Paese dopo la fine della guerra civile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"997\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792-1024x997.jpg\" alt=\"Una bambina prega in raccoglimento.\" class=\"wp-image-2855\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792-1024x997.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792-300x292.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792-768x748.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792-1536x1496.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792-1600x1558.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/05\/GettyImages-53028792.jpg 1848w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In questa foto d\u2019archivio del 2005, una giovane siriana prega all\u2019interno della cappella del monastero di Mar Musa. (Foto di Ghaith Abdul-Ahad\/Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I visitatori sono accolti con ciotole fumanti di <em>mulukhiyah<\/em>, uno stufato tradizionale di foglie di juta servito su riso e profumato al limone. A Deir Mar Musa, la giornata si apre e si chiude con la preghiera in cappella, all\u2019alba e al tramonto. Tra un momento e l\u2019altro, il tempo \u00e8 dedicato al lavoro: si accudiscono gli animali, si puliscono gli ambienti, si coltivano gli orti. Oppure si studia nella grande biblioteca su due livelli, ricca di testi sull\u2019islam e sul cristianesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni, solo pochi visitatori hanno scelto di abbracciare la vita monastica a Deir Mar Musa. Molti altri hanno invece compreso che la propria vocazione era altrove \u2014 nel matrimonio, in altre comunit\u00e0 religiose o nel clero diocesano \u2014 e \u00absono ripartiti da qui sereni e consolati, lodando Dio\u00bb, come si legge nella lettera di Natale della comunit\u00e0 del 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante i suoi impegni episcopali, l\u2019Arcivescovo Mourad resta legato al monastero e continua a promuoverne la visione di dialogo interreligioso all\u2019interno della sua arcieparchia. Lo scorso anno ha approvato integralmente la costituzione monastica redatta da padre Dall\u2019Oglio, che aveva gi\u00e0 ottenuto il <em>nihil<\/em> <em>obstat<\/em> della Santa Sede nel 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fine luglio, ha presieduto una liturgia commemorativa all\u2019aperto in ricordo di padre Dall\u2019Oglio, al termine di un incontro interreligioso di quattro giorni dedicato ai percorsi di guarigione dopo la guerra civile siriana. \u00c8 stata la prima occasione pubblica, nel Paese, per rendere omaggio alla vita del sacerdote.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando con ONE, padre Youssef ha riconosciuto l\u2019enorme perdita subita dalla Siria durante il conflitto: nel 2012 i cristiani erano circa un milione e mezzo, pari a circa il 10 per cento della popolazione; nel 2022 erano scesi a circa 300.000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha inoltre definito il rovesciamento del <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/gli-aiuti-continuano-a-raggiungere-i-cristiani-in-siria\/\">regime di Assad<\/a> dello scorso anno e il successivo cambio di governo \u00abun\u2019opportunit\u00e0 d\u2019oro\u00bb per il Paese. Un\u2019occasione per ricostruire uno Stato pi\u00f9 giusto e pacifico. Senza la repressione del passato, ha osservato, e con un governo di transizione impegnato a sostenere la democrazia, il dialogo interreligioso potrebbe finalmente svilupparsi su scala pi\u00f9 ampia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Padre Youssef si \u00e8 detto fiducioso che anche gli sfollati possano tornare e che partecipino alla ricostruzione del Paese. Resta per\u00f2 la preoccupazione per la violenza contro le minoranze. Lo dimostra l\u2019attentato suicida di giugno in una chiesa greco-ortodossa a Damasco, avvenuto durante la Divina Liturgia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo bisogno di coesione sociale\u00bb, ha affermato, sottolineando che i cristiani dovrebbero essere \u00abil collante del mosaico siriano\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"cnewa-connections\">\n  <div class=\"cnewa-connections-heading\">\n    <h2>L\u2019impegno di CNEWA<\/h2>\n  <\/div>\n  <div class=\"cnewa-connections-content\" style=\"background:#6B4D5E;color:#ffffff\">\n    <p>Dopo una guerra civile durata 14 anni e la nascita di un nuovo governo, la Siria cerca oggi di ricostruirsi e di ritrovare una vita normale. Un passaggio fondamentale \u00e8 ricreare un tessuto di coesione sociale, promuovendo percorsi di pace, dialogo interreligioso e riconciliazione. CNEWA continua a sostenere con impegno le numerose iniziative della Chiesa per la rinascita del Paese. Progetti come quelli portati avanti dalla comunit\u00e0 monastica di Deir Mar Musa sono aperti a tutti i siriani, senza distinzione di fede o appartenenza.<\/p>\n<p>Per sostenere la missione del CNEWA in Siria, visita la pagina per le <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dona-ora\/\">donazioni<\/a>.<\/p>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/a-light-in-the-desert\/\">qui<\/a>.<\/em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente, i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo. 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