{"id":2893,"date":"2026-06-07T13:54:18","date_gmt":"2026-06-07T11:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=2893"},"modified":"2026-06-11T14:18:07","modified_gmt":"2026-06-11T12:18:07","slug":"cnewa-apre-una-nuova-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/cnewa-apre-una-nuova-strada\/","title":{"rendered":"CNEWA apre una nuova strada"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-crimson-color has-text-color has-link-color wp-elements-deee15f97d0db566460e25a19fff3cb3 wp-block-paragraph\"><em>Nota della redazione: ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974 e attualmente disponibile in inglese e spagnolo. Questo articolo inaugura una serie speciale di quattro contributi dedicati al centenario di CNEWA, un percorso che ripercorre le origini di CNEWA a partire dalle conseguenze della Prima guerra mondiale in Europa e Medio Oriente e dalla nascita dell\u2019agenzia, fino a confluire in un volume commemorativo dal titolo \u201cUn secolo di salvezza e speranza\u201d, in uscita nel 2027.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un decennio dopo la violenta espulsione dei palestinesi seguita alla fondazione di Israele nel maggio 1948, pi\u00f9 di un milione di sopravvissuti alla Nakba \u2014 la \u00abCatastrofe\u00bb, come viene chiamata in arabo \u2014 viveva ancora nei campi profughi di Gaza, Giordania, Libano e Siria. Quasi la met\u00e0 aveva meno di quindici anni. Impossibilitati a lavorare legalmente, dipendevano dagli aiuti internazionali per sopravvivere. Non vi era alcun accordo diplomatico all\u2019orizzonte tra Israele e il mondo arabo. Non esisteva neppure una concreta prospettiva di rimpatrio. La comunit\u00e0 internazionale degli aiuti si trovava cos\u00ec a fare i conti con un\u2019instabilit\u00e0 strutturale in Terra Santa. Allo stesso tempo cresceva l\u2019insofferenza dei Paesi ospitanti verso i rifugiati. Ne derivavano pesanti conseguenze sociali, economiche e politiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste realt\u00e0 in Medio Oriente modificarono profondamente il corso dell\u2019<a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/su-di-noi\/\">Associazione cattolica per il benessere del Vicino Oriente<\/a> (CNEWA), alla quale Papa Pio XII aveva affidato la guida e l\u2019amministrazione della Pontificia Missione per la Palestina al momento del lancio di questo intervento di emergenza nel 1949. Nel corso degli anni Cinquanta, le attivit\u00e0 delle due realt\u00e0 divennero sempre pi\u00f9 strettamente intrecciate, fino a risultare inscindibili. Il processo culmin\u00f2 con la nomina di Mons. Joseph T. Ryan a segretario nazionale della CNEWA nel gennaio 1961, dopo aver guidato le operazioni sul campo della Pontificia Missione a Beirut a partire dal giugno 1958.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il sacerdote della diocesi di Albany, nello Stato di New York, arriv\u00f2 per la prima volta a Beirut, trov\u00f2 il Libano nel pieno di una crisi interna \u2014 preludio al conflitto quindicennale che sarebbe esploso nel 1975. La violenza non era una novit\u00e0 per Mons. Ryan: aveva servito come cappellano della Marina statunitense durante la Seconda guerra mondiale e partecipato allo sbarco dei Marines a Okinawa. Divenne poi cancelliere dell\u2019Ordinariato militare cattolico degli Stati Uniti, allora guidato dall\u2019arcivescovo di New York e presidente della CNEWA, il Cardinale Francis Spellman.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Beirut, Mons. Ryan non perse tempo. Riorganizz\u00f2 le complesse funzioni finanziarie e amministrative dell\u2019organizzazione. Questa gestiva progetti per conto dell\u2019UNRWA, della <em>Catholic Relief Services<\/em> (CRS) e della Commissione cattolica internazionale per le migrazioni. Coordinava inoltre i finanziamenti della CNEWA. Questi sostenevano scuole e strutture sanitarie. Includevano anche la distribuzione di cibo e abbigliamento e l\u2019assistenza pastorale. Erano destinati ai rifugiati cattolici palestinesi, in gran parte fuggiti dalle loro comunit\u00e0 cattoliche greche melchite in Galilea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua profonda conoscenza della realt\u00e0 sul campo e una visione ampia delle forme di intervento necessarie orientarono per\u00f2 la <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/su-di-noi\/la-nostra-storia\/\">CNEWA\u2011Pontificia Missione per la Palestina<\/a> verso una nuova linea d\u2019azione. Nel 1959, in una lettera a Jean J. Chenard, rappresentante della C.R.S. a Ginevra, Mons. Ryan chiariva che la missione dell\u2019ente era \u00abgarantire ogni possibile forma di assistenza a tutti i rifugiati, senza alcuna distinzione di razza o di fede\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"844\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0155H-copy-WEB-844x1024-1.jpg\" alt=\"Un sacerdote, in piedi davanti a una lavagna, stringe la mano a un uomo mentre altri due uomini osservano sorridendo.\" class=\"wp-image-2892\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0155H-copy-WEB-844x1024-1.jpg 844w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0155H-copy-WEB-844x1024-1-247x300.jpg 247w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0155H-copy-WEB-844x1024-1-768x932.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 844px) 100vw, 844px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In questa foto d\u2019archivio del novembre 1965, Mons. Joseph T. Ryan, ex presidente della Pontificia Missione per la Palestina, ringrazia John Reddaway, allora commissario generale ad interim dell\u2019UNRWA, dopo la consegna di un assegno da 10.000 dollari presso il Centro della Pontificia Missione per i non vedenti a Gaza. (Foto di: archivi CNEWA)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante i risultati raggiunti nel coordinamento degli aiuti cattolici mondiali, Mons. Ryan giudicava insufficienti le risorse per rispondere ai bisogni a lungo termine degli sfollati permanenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella stessa lettera aggiungeva: \u00abMigliaia di bambini rifugiati ricevono un\u2019istruzione primaria e secondaria nelle scuole gratuite organizzate dalla Pontificia Missione o in scuole da essa sovvenzionate. \u00c8 per\u00f2 deplorevole che alcuni studenti rifugiati, particolarmente dotati, non possano proseguire gli studi oltre il diploma\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconosceva che le strutture sanitarie sovvenzionate dalla Pontificia Missione assistevano ogni anno migliaia di rifugiati, ma denunciava la scarsit\u00e0 di fondi per le cure specialistiche:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAttualmente abbiamo diversi giovani \u2014 paralizzati, ciechi \u2014 che potrebbero avere buone prospettive di recupero, se solo fossero disponibili i fondi [e le cure necessarie]\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche trovare un lavoro stabile per i rifugiati, soprattutto nei paesi che vietavano loro di lavorare legalmente, era una preoccupazione costante. Concluse che, perch\u00e9 le famiglie potessero raggiungere una vera autonomia, le organizzazioni caritative avrebbero dovuto disporre di fondi considerevoli \u00abper fornire le macchine e gli strumenti necessari (\u2026) a un numero maggiore di beneficiari meritevoli, che potranno cos\u00ec diventare autosufficienti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La malattia pose fine prematuramente al periodo di servizio di Mons. Ryan a Beirut. Gli succedette un sacerdote dell\u2019arcidiocesi di New York, Mons. Stephen J. Kelleher, che prosegu\u00ec nelle lettere al Cardinale Spellman la valutazione dell\u2019operato della Pontificia Missione avviata dal suo predecessore, portando al contempo avanti progetti e programmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSi vede ben poco impegno da parte della Chiesa nel far conoscere ai musulmani \u2014 che rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione \u2014 la propria presenza caritativa, sostenendone lo sviluppo sociale, educativo ed economico\u00bb, scriveva in una delle lettere. \u00abSarebbe di grande utilit\u00e0 coordinare\u2026 le risorse impiegate in Medio Oriente attraverso la Congregazione Orientale, il Commissariato francescano di Terra Santa, la Pontificia Missione e le numerose altre organizzazioni cattoliche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il Cardinale Spellman ottenne dalla Santa Sede la nomina di Mons. Ryan a segretario nazionale della CNEWA e presidente della Pontificia Missione per la Palestina, i due monsignori si misero subito al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNegli ultimi cinque anni le attivit\u00e0 della Pontificia Missione sono rimaste pi\u00f9 o meno stazionarie\u00bb, scrisse il nuovo presidente al Cardinale Spellman all\u2019inizio del 1961. \u00abQuesto non significa che non si sia fatto del bene, perch\u00e9 la carit\u00e0 \u00e8 stata molta\u2026 tuttavia si potrebbe fare di pi\u00f9 ampliando i nostri programmi di assistenza e di welfare. Estendere le operazioni in Giordania a tutta la popolazione giordana\u2026 sarebbe un passo molto importante. Vorrei inoltre vedere un ampliamento dei nostri interventi a Gaza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"631\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/lacivita18060_009H-WEB-631x1024-1.jpg\" alt=\"Ritratto di una donna.\" class=\"wp-image-2891\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/lacivita18060_009H-WEB-631x1024-1.jpg 631w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/lacivita18060_009H-WEB-631x1024-1-185x300.jpg 185w\" sizes=\"auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Carol Hunnybun, fotografata in pensione nel 1993, lavor\u00f2 per la CNEWA-Pontificia Missione dal 1963 al 1982. (Foto di: Michael J. La Civita)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il segretario nazionale chiuse la lettera proponendo che la Congregazione per la Chiesa Orientale chiarisse il mandato della Pontificia Missione per la Palestina, nella speranza che quel chiarimento \u00abriguardasse direttamente il lavoro di soccorso in tutta la sua variet\u00e0 di forme concrete\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCon obiettivi chiari e un uomo competente sul campo (e in monsignor Kelleher ne abbiamo uno) \u2014 aggiunse \u2014 si potrebbero avviare programmi capaci di offrire aiuti concreti a beneficio di tutti i pi\u00f9 svantaggiati nei Paesi interessati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019intervista del 1993, Carol Hunnybun \u2014 che Mons. Ryan aveva coinvolto nel 1963 insieme alla collega Helen Breen per lavorare con la CNEWA\u2011Pontificia Missione \u2014 ricord\u00f2 che, agli inizi, \u00abla Pontificia Missione nacque per operare a favore degli \u201carabi nel bisogno a causa della guerra\u201d\u00bb. In origine questo significava i rifugiati palestinesi, ma successivamente l\u2019intervento si estese, naturalmente, anche alla popolazione locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer noi il criterio non era il credo, ma il bisogno, e la Pontificia Missione rifiutava ogni visione degli aiuti come qualcosa di esclusivamente \u201ccattolico\u201d, destinato solo ai cattolici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019apertura del Centro della Pontificia Missione per non vedenti a Gaza, nel settembre 1961, fu il primo progetto di sviluppo umano della CNEWA in Medio Oriente a incarnare la strategia della nuova amministrazione. Il centro univa l\u2019istruzione primaria alla formazione professionale e nacque come progetto congiunto di CNEWA-Pontificia Missione, UNRWA e governo egiziano, che allora amministrava Gaza fino alla sconfitta subita da Israele nella Guerra dei Sei Giorni del 1967.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottenuto il necessario sostegno sul campo, Mons. Ryan avvi\u00f2 una campagna di raccolta fondi in Nord America, scrivendo in qualit\u00e0 di segretario nazionale della CNEWA a ogni scuola cattolica per non vedenti degli Stati Uniti e ai membri dell\u2019<em>American Federation of Catholic Workers for the Blind<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa cecit\u00e0 \u00e8 una piaga in tutto il Vicino Oriente\u00bb, scrisse. \u00abLa percentuale di non vedenti a Gaza \u00e8 straordinariamente alta. Con rare eccezioni, i ciechi di Gaza non riescono a guadagnarsi da vivere. La Pontificia Missione per la Palestina intende quindi costruire per loro una scuola professionale. In un\u2019area quasi interamente musulmana, sotto responsabilit\u00e0 cattolica, i non vedenti impareranno a leggere e a scrivere, oltre ad acquisire competenze pratiche come la falegnameria, l\u2019intreccio di cesti e altri mestieri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie alla sua rubrica settimanale sulla stampa cattolica e agli appelli diretti agli organismi cattolici impegnati a favore dei non vedenti, Mons. Ryan ottenne risposte entusiaste che permisero alla CNEWA\u2011Pontificia Missione di aprire il centro nel giro di pochi mesi dall\u2019avvio della campagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUn tempo\u00bb, ricord\u00f2 la sig.ra Breen \u2014 che insieme alla sig.ra Hunnybun diresse l\u2019ufficio CNEWA-Pontificia Missione a Gerusalemme dal 1966 al 1982 \u2014 \u00abl\u2019unico modo in cui un cieco poteva guadagnare qualcosa era sedersi a un angolo di strada e mendicare. Ora quegli adulti non vedenti lavorano nei campi profughi, in speciali \u201ccentri servizi\u201d gestiti dal Centro della Pontificia Missione per i non vedenti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel tempo, il 99% dei diplomati, entrati nel programma fin dall\u2019et\u00e0 di cinque anni, trov\u00f2 impiego. Le ragazze imparavano a tessere e a lavorare a maglia, i ragazzi a fare tappeti e lavorazioni in giunco. Molti proseguirono gli studi fino alla scuola secondaria e all\u2019universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1987 la CNEWA-Pontificia Missione cedette all\u2019UNRWA la gestione del centro. L\u2019agenzia delle Nazioni Unite continua a gestire la struttura, oggi nota come Centro di riabilitazione per i non vedenti, che le Forze di difesa israeliane hanno distrutto nel corso della guerra tra Israele e Hamas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel ricercare un ulteriore sostegno cattolico in Europa, Mons. Kelleher si rivolse a Misereor, l\u2019organismo di aiuto e sviluppo dei vescovi cattolici tedeschi, proponendo di utilizzare la Pontificia Missione come proprio \u00abstrumento operativo e punto di raccordo\u00bb nella regione. Stabil\u00ec inoltre rapporti con Caritas Svizzera, che avvi\u00f2 la costruzione a Betlemme di una struttura pediatrica specializzata \u2014 il <em>Caritas<\/em> <em>Baby<\/em> <em>Hospital<\/em> \u2014 alla cui fondazione la CNEWA\u2011Pontificia Missione contribu\u00ec con un sostegno finanziario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenuto e accompagnato da Kinderhilfe Bethlehem, organizzazione cristiana svizzero\u2011tedesca che da anni affianca i programmi per madri e bambini della CNEWA\u2011Pontificia Missione, il <em>Caritas Baby Hospital<\/em> rappresenta oggi l\u2019unico punto di riferimento pediatrico in Cisgiordania e assicura cure di qualit\u00e0, tra ricoveri e visite ambulatoriali, a pi\u00f9 di 50.000 bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fedeli all\u2019impegno verso le comunit\u00e0 locali non rifugiate, Mons. Ryan e Mons. Kelleher unirono la CNEWA-Pontificia Missione a Misereor e alla <em>Near East Foundation<\/em>. Nel 1962 avviarono insieme un programma di sviluppo rurale. Era rivolto ai beduini discendenti da antiche famiglie nomadi cristiane. Questi si erano stabiliti nel Governatorato di Kerak, nel centro della Giordania, alla fine del XIX secolo. Il progetto JASH \u2014 acronimo di Judayyda, Ader, Smakieh e Hmoud \u2014 introdusse nuovi capi di bestiame e variet\u00e0 agricole. Tra queste, vite, fichi e ortaggi resistenti alla siccit\u00e0. Offr\u00ec inoltre alle donne corsi di alfabetizzazione, cucito e ricamo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"791\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0288H-WEB-791x1024-1.jpg\" alt=\"Un insegnante con alcuni studenti non vedenti.\" class=\"wp-image-2890\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0288H-WEB-791x1024-1.jpg 791w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0288H-WEB-791x1024-1-232x300.jpg 232w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0288H-WEB-791x1024-1-768x994.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un insegnante, egli stesso non vedente, tiene una lezione di aritmetica al Centro della Pontificia Missione per i non vedenti a Gaza. (Foto di: archivi CNEWA)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUno dei risultati pi\u00f9 significativi di questo progetto fin dall\u2019inizio \u00e8 la crescita di una classe dirigente locale\u00bb, dichiar\u00f2 il responsabile del programma James E. Johnson nel 1965. \u00abIn quest\u2019area, infatti, l\u2019assenza di figure di riferimento rappresentava uno dei principali fattori alla base della povert\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La CNEWA\u2011Pontificia Missione non ha mai smesso di operare nella regione. \u00abDalla famiglia Hijazine proviene un numero significativo di sacerdoti cattolici \u2014 almeno sedici \u2014 oltre a molte religiose negli ultimi decenni\u00bb, raccontava Ra\u2019ed Bahou in un\u2019intervista del settembre 2017. Bahou era direttore regionale dell\u2019ufficio di CNEWA-Pontificia Missione ad Amman. In particolare, aggiungeva, i villaggi di Ader, Hmoud e Smakieh hanno storicamente fornito la maggior parte dei sacerdoti e dei religiosi. Tra questi, latini, greco\u2011melchiti cattolici e ortodossi. Operano in Giordania, Israele e nei Territori palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Gerusalemme, Mons. Ryan invit\u00f2 i membri delle Teresiane \u2014 un\u2019associazione cattolica internazionale di laici \u2014 ad amministrare una biblioteca per il prestito di libri nata nel retro dell\u2019ufficio della Pontificia Missione nella Citt\u00e0 Vecchia. Nel 1956, fratel Eugene Bilodeau, O.F.M., canadese-francese, direttore dell\u2019ufficio di Gerusalemme della Pontificia Missione, avvi\u00f2 un programma di lettura e musica per gli studenti del quartiere, allora sotto controllo giordano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTutti leggevano e studiavano perch\u00e9 era l\u2019unica cosa che [un rifugiato palestinese] poteva fare\u00bb, ricord\u00f2 nel 1994. La notizia di quel programma \u2014 allora unico nel suo genere per la comunit\u00e0 dei rifugiati \u2014 si diffuse rapidamente e, col tempo, la Pontificia Missione apr\u00ec biblioteche anche ad Amman e a Betlemme. Queste ultime due strutture continuano ancora oggi a svolgere un ruolo importante come centri di vita comunitaria, gestiti dalle Teresiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il progressivo sviluppo delle attivit\u00e0 della CNEWA in Medio Oriente, l\u2019attenzione si concentr\u00f2 sui team attivi negli uffici della CNEWA\u2011Pontificia Missione a Beirut e a Gerusalemme. Il sostegno alle liturgie e alle conferenze delle Chiese cattoliche orientali, avviato negli anni Quaranta, si ridusse gradualmente. Fin\u00ec per concentrarsi sulla celebrazione annuale di una liturgia nella cattedrale di San Patrick a New York. I donatori, tuttavia, continuarono a sostenere novizi e seminaristi delle Chiese cattoliche orientali attraverso la Congregazione per le Chiese Orientali. Quest\u2019ultima diffondeva le cosiddette \u00abpagine di missione\u00bb. Vi erano elencate le necessit\u00e0 delle diverse Chiese, come indicate dai delegati della Santa Sede nei vari Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attraverso i media cattolici del Nord America, la CNEWA sensibilizz\u00f2 l\u2019opinione pubblica e raccolse fondi, inviando il denaro alla Congregazione per costruire e arredare chiese e cappelle, sostenere orfanotrofi e corrispondere stipendi liturgici. Nel dicembre 1964, Mons. Ryan visit\u00f2 il Kerala, nel sud-ovest dell\u2019India, incontrando i responsabili delle Chiese cattoliche siro-malabarese e siro-malankarese e le numerose chiese, scuole e conventi realizzati grazie ai donatori della CNEWA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un evento segn\u00f2 in modo particolare il mandato di Mons. Ryan: l\u2019elezione, nel giugno 1963, del cardinal Giovanni Battista Montini di Milano a vescovo di Roma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"728\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0175H-WEB-1024x728-1.jpg\" alt=\"Mons. Joseph T. Ryan e Mons. Stephen J. Kelleher in visita con degli studenti in un'aula di formazione tecnica.\" class=\"wp-image-2889\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0175H-WEB-1024x728-1.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0175H-WEB-1024x728-1-300x213.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0175H-WEB-1024x728-1-768x546.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mons. Joseph T. Ryan e Mons. Stephen J. Kelleher in visita agli studenti della Scuola tecnica salesiana di Betlemme, intorno al 1963. (Foto di: archivi CNEWA)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di diventare arcivescovo di Milano nel 1954, Mons. Montini aveva ricoperto il ruolo di sostituto della Segreteria di Stato sotto Papa Pio XII, contribuendo a definire l\u2019impegno della Chiesa verso i pi\u00f9 vulnerabili. Durante la Seconda guerra mondiale organizz\u00f2 operazioni di soccorso e il salvataggio di rifugiati politici e di membri della comunit\u00e0 ebraica. Partecip\u00f2 poi alla fondazione di Caritas Internationalis, della Commissione cattolica internazionale per le migrazioni e della stessa Pontificia Missione per la Palestina, affidata alla CNEWA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poco dopo la sua elezione, il nuovo papa scrisse a Mons. Ryan esortandolo a proseguire il lavoro con la Pontificia Missione, ricordandogli il proprio ruolo nella creazione di questa iniziativa unica della Santa Sede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abStimiamo assai gli sforzi e le ammirevoli realizzazioni di quella Missione, che abbiamo contribuito a fondare e che voi, diletto figlio, ora dirigete con l\u2019aiuto di generosi collaboratori\u00bb, scrisse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNegli ultimi quattordici anni, la Pontificia Missione per la Palestina ha portato avanti questo nobile apostolato, offrendo sostegno spirituale e materiale alle vittime della guerra in Terra Santa. Esortiamo gli organismi di assistenza di tutto il mondo a sostenere la vostra Missione nel compimento della sua importante opera\u00bb, prosegu\u00ec. \u00abA questo proposito, ci rivolgiamo in particolare a quegli enti ai quali questo appello fu rivolto fin dall\u2019inizio: la CNEWA-Pontificia Missione, la <em>Catholic Relief Services\u2013National Catholic Welfare Conference<\/em>, la Custodia di Terra Santa e l\u2019Ordine Equestre del Santo Sepolcro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 tardi, nel mese di dicembre, Papa Paolo VI annunci\u00f2 l\u2019intenzione di inaugurare il primo anno pieno del suo pontificato con un \u00abpellegrinaggio di preghiera e di penitenza\u00bb in Terra Santa. Poche ore prima della partenza, il 4 gennaio 1964, dichiar\u00f2: \u00abPorteremo al Santo Sepolcro e alla Grotta della Nativit\u00e0 i desideri degli individui, delle famiglie e delle nazioni. Porteremo soprattutto le aspirazioni, le angosce e le sofferenze degli ammalati, dei poveri, degli emarginati e degli afflitti. Ricorderemo i profughi, quanti soffrono e quanti piangono. E coloro che hanno fame e sete di giustizia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mons. Ryan raggiunse il pontefice ad Amman, capitale del Regno Hascemita di Giordania, e lo accompagn\u00f2 nella visita ai luoghi santi di Betlemme, Galilea, Gerusalemme e Nazaret, compreso il celebre abbraccio sul Monte degli Ulivi con il patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora I.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl ritmo di tutto fu cos\u00ec incalzante che noi tutti \u2014 il personale della CNEWA-Pontificia Missione a Beirut e a Gerusalemme \u2014 tornammo a Beirut completamente esausti\u00bb, ricord\u00f2 in seguito. \u00abNel complesso, il pellegrinaggio del Santo Padre fu un trionfo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personale lavor\u00f2 a stretto contatto con i media, circa 1.800 dei quali si accreditarono per seguire le numerose tappe del pellegrinaggio. \u00abNoi che eravamo presenti facciamo fatica a immaginare come qualcuno abbia potuto scriverne un servizio giornalistico\u00bb, osserv\u00f2 successivamente Mons. Ryan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La signorina Breen lavor\u00f2 con la signorina Hunnybun nell\u2019ufficio stampa situato nel seminterrato del National Hotel. La signorina Breen ricord\u00f2 in seguito, prima della sua morte nel 1993, che i giornalisti erano \u00abassolutamente, disperatamente stanchi. Molti provenivano direttamente da Cipro, dove erano in corso disordini [guerra civile]. E prima ancora erano a Roma per seguire il Concilio Vaticano\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUn uomo entr\u00f2 nell\u2019ufficio stampa, si sedette a uno dei tavoli e si addorment\u00f2 all\u2019istante. \u2026 Provai tanta compassione per lui che mi misi anch\u2019io a battere freneticamente sulla macchina da scrivere e preparai un articolo, firmandolo con il suo nome\u00bb, raccont\u00f2 ridendo. \u00abNon credo che abbia mai saputo chi lo avesse scritto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"877\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0287H-WEB-877x1024-1.jpg\" alt=\"Ritratto di due bambini\" class=\"wp-image-2888\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0287H-WEB-877x1024-1.jpg 877w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0287H-WEB-877x1024-1-257x300.jpg 257w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/cnewaArchives_0287H-WEB-877x1024-1-768x897.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 877px) 100vw, 877px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bambini palestinesi ricevono un pasto caldo a mezzogiorno al campo profughi di Dbayeh, a nord-est di Beirut, intorno al 1960.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima che il papa lasciasse Gerusalemme, ricevette Mons. Ryan e il suo team nella residenza della delegazione apostolica sul Monte degli Ulivi. \u00abApr\u00ec le braccia\u00bb, ricord\u00f2 Mons. Ryan, \u00abe disse: \u201cVi aspettavo\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon possiamo non ricordare il pellegrinaggio che compimmo nella terra di Ges\u00f9 nel gennaio del 1964\u00bb, scrisse il pontefice nella sua esortazione apostolica <em>Nobis in Animo<\/em>, pi\u00f9 di dieci anni dopo. \u00abN\u00e9 possiamo dimenticare l\u2019incontro con quei leader religiosi cristiani. Tra loro, il patriarca greco e il patriarca armeno di Gerusalemme. E non possiamo dimenticare le folle di fedeli. Ci si stringevano attorno in quello che fu, per cos\u00ec dire, un esuberante abbraccio di fede e di carit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quell\u2019abbraccio di fede e di carit\u00e0 sarebbe stato presto ricambiato dal Santo Padre \u2014 attraverso la sua speciale CNEWA-Pontificia Missione \u2014 alla popolazione della terra di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Leggi il prossimo episodio nel numero di settembre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/cnewa-forges-a-new-path\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un secolo di salvezza e speranza.<\/p>\n","protected":false},"author":70092,"featured_media":2887,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[10],"class_list":["post-2893","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-one-magazine"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.7 (Yoast SEO v27.7) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>CNEWA apre una nuova strada | CNEWA Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Storia e sviluppo della CNEWA-Pontificia Missione per la Palestina tra aiuti umanitari, progetti sociali e presenza in Medio Oriente.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/cnewa-apre-una-nuova-strada\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"CNEWA apre una nuova strada\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Storia e sviluppo della CNEWA-Pontificia Missione per la Palestina tra aiuti umanitari, progetti sociali e presenza in Medio Oriente.\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"CNEWA Italia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-06-07T11:54:18+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-06-11T12:18:07+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/GettyImages-515554152-WEB.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1800\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1813\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Michael J. 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