{"id":2912,"date":"2025-09-03T12:13:53","date_gmt":"2025-09-03T10:13:53","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=2912"},"modified":"2026-06-16T12:22:37","modified_gmt":"2026-06-16T10:22:37","slug":"lettera-dalla-georgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/lettera-dalla-georgia\/","title":{"rendered":"Lettera dalla Georgia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Ogni mattina, nel centro di Tbilisi, quasi 400 anziani e bambini entrano in una mensa dove trovano molto pi\u00f9 di un pasto caldo. Trovano compagnia, dignit\u00e0 e la certezza che qualcuno si prender\u00e0 cura di loro. Poco lontano, gruppi di minori partecipano a incontri di sostegno psicologico che li aiutano ad affrontare traumi, lutti e situazioni di instabilit\u00e0. Centinaia di persone ricevono quotidianamente servizi essenziali: dall\u2019assistenza sanitaria fisica e mentale a un posto letto, dal supporto sociale fino alla semplice, ma fondamentale, certezza che qualcuno continui a prendersi cura di loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la rete sociale del mio Paese. La protezione sociale in Georgia \u00e8 sostenuta da una rete di organizzazioni: non solo dallo Stato, ma anche dalle chiese, dalla societ\u00e0 civile e dai partner internazionali. La tengono insieme le chiese, come Caritas Georgia della <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/un-luogo-a-cui-appartenere\/\">comunit\u00e0 cattolica<\/a>, la societ\u00e0 civile e i partner internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni cambiamenti arrivano come una tempesta. Non si possono ignorare. Nel 2024, la Georgia \u00e8 cambiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Paese che un tempo guardava con fiducia alla democrazia e collaborava con le organizzazioni non governative ha cambiato direzione. La fiducia ha lasciato spazio al dubbio. La cooperazione si \u00e8 trasformata in controllo. Lo spazio per la societ\u00e0 civile si \u00e8 ridotto. Chi contribuiva a costruire un futuro migliore \u00e8 stato dipinto come un nemico dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel giro di poco, le regole sono cambiate. Nonostante una forte resistenza, il Parlamento georgiano ha approvato la controversa \u201clegge sulla trasparenza dell\u2019influenza straniera\u201d. Molti la chiamano \u201clegge russa\u201d. Richiama da vicino quella sugli \u201cagenti stranieri\u201d introdotta in Russia e ne condivide la stessa logica di fondo: il sospetto. Subito dopo \u00e8 arrivata un\u2019altra misura, che impone di registrare preventivamente e ottenere l\u2019approvazione delle autorit\u00e0 statali per tutti i fondi e le donazioni estere. Il governo parla di \u201ctrasparenza\u201d. Ma la legge introduce nuovi passaggi burocratici che rischiano di rallentare o ostacolare anche i programmi sociali pi\u00f9 urgenti e indispensabili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20162_055H-1024x683-1.jpg\" alt=\"Una donna osserva dei bambini mentre fanno attivit\u00e0 creative in un\u2019aula a Tbilisi.\" class=\"wp-image-2911\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20162_055H-1024x683-1.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20162_055H-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20162_055H-1024x683-1-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anahit Mkhoyan, direttrice di Caritas Georgia, visita un centro diurno gestito da Caritas a Tbilisi. (Foto di Antonio di Vico)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La societ\u00e0 civile georgiana, da sempre protagonista dello sviluppo del Paese, ha reagito. Le strade si sono riempite di manifestanti pacifici, per i quali la nuova normativa rappresentava un allontanamento dal percorso verso una maggiore integrazione con l\u2019Europa, sostenuto dalla stragrande maggioranza dei cittadini. I manifestanti hanno scandito slogan per la dignit\u00e0, per la democrazia e per la fiducia. La risposta non \u00e8 arrivata attraverso il dialogo, ma con idranti, gas lacrimogeni, violenze e arresti di massa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo proteste diffuse e critiche internazionali, il Parlamento georgiano ha formalmente abrogato la \u201cLegge sulla trasparenza dell\u2019influenza straniera\u201d e ha adottato una versione rivista, intitolata \u201cLegge sulla registrazione degli agenti stranieri\u201d. Sebbene riformulata, la nuova normativa mantiene i meccanismi centrali del provvedimento originario, ampliando gli obblighi di registrazione e rafforzando il controllo sulle organizzazioni finanziate dall\u2019estero. L\u2019Ufficio per i diritti umani dell\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha avvertito che la legge \u201cdanneggia la societ\u00e0 civile\u201d, minaccia la libert\u00e0 di associazione e rischia di essere utilizzata come strumento di intimidazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Parlamento europeo ha definito la legge \u00abun grave arretramento per la democrazia\u00bb. La Commissione europea ha congelato il percorso di candidatura della Georgia all\u2019Unione europea. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ai funzionari coinvolti. I donatori internazionali hanno iniziato a riconsiderare la loro presenza nel Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le domande pi\u00f9 difficili, per\u00f2, non arrivano dai politici ma dalla gente comune. Non \u00e8 una questione di schieramenti: \u00e8 una questione concreta. Si tratta di capire se qualcuno sar\u00e0 davvero presente quando c\u2019\u00e8 bisogno di aiuto. Le conseguenze di questi cambiamenti non si limitano al dibattito politico: si stanno gi\u00e0 facendo sentire nella vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l\u2019Ufficio nazionale di statistica della Georgia, circa 864.000 pensionati e 185.000 nuclei familiari ricevono un\u2019assistenza sociale mirata. Il programma raggiunge quasi un terzo della popolazione del Paese, con sussidi compresi tra 30 e 60 lari (circa 10-20 euro) al mese, una cifra ben al di sotto della soglia minima di sussistenza mensile, pari a 252 lari (circa 85 euro). Nonostante questo sostegno, molti cittadini restano esclusi dai criteri di accesso e finiscono per non rientrare nei programmi di assistenza. Le istituzioni pubbliche coprono solo una parte di questi bisogni, mentre gli attori umanitari e della societ\u00e0 civile svolgono spesso un ruolo complementare: colmano le lacune nei servizi, non come strumenti di influenza straniera, ma come presenze vicine alle comunit\u00e0, soprattutto a favore di anziani, persone con disabilit\u00e0, sfollati e giovani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00abNon \u00e8 una questione di schieramenti: \u00e8 una questione concreta. Si tratta di capire se qualcuno sar\u00e0 davvero presente quando c\u2019\u00e8 bisogno di aiuto\u00bb<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Pawe\u0142 Herczy\u0144ski, ambasciatore dell\u2019Unione europea in Georgia, le ONG \u00abforniscono spesso servizi sociali essenziali, in particolare alle comunit\u00e0 pi\u00f9 vulnerabili\u00bb. Anche la Banca asiatica di sviluppo conferma il loro ruolo fondamentale nei settori della salute, dell\u2019istruzione, della sicurezza alimentare e del supporto psicosociale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20161_054H-1024x684-1.jpg\" alt=\"Anziani seduti ai tavoli in un centro comunitario di Tbilisi durante il pranzo.\" class=\"wp-image-2909\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20161_054H-1024x684-1.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20161_054H-1024x684-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/06\/diVico20161_054H-1024x684-1-768x513.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anziani riuniti per il pranzo al centro diurno \u201cHarmony\u201d di Caritas Georgia, un punto di riferimento per la comunit\u00e0 locale. (Foto di Antonio di Vico)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la protezione sociale in Georgia rischia di indebolirsi. Oltre il 90% delle organizzazioni non governative in Georgia, tra cui Caritas Georgia, <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/blocco-dei-fondi-usa-frena-gli-aiuti-umanitari\/\">dipende da finanziamenti esteri<\/a>. Con la nuova normativa, secondo un\u2019analisi del Council on Foreign Relations dell\u2019agosto 2024, potrebbero essere coinvolte circa 26.000 organizzazioni. Le nuove norme potrebbero compromettere la protezione sociale in Georgia. Il sistema degli aiuti nel Paese \u00e8 oggi soffocato dalla burocrazia. I programmi che offrono pasti caldi, assistenza mobile o sostegno psicologico ai giovani si trovano a rischio a causa dei ritardi nell\u2019approvazione dei finanziamenti, dei danni reputazionali e dell\u2019incertezza giuridica. Per le persone assistite, non si tratta di semplici interruzioni dei servizi. Sono linee di vita che si spezzano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questa situazione continuer\u00e0, la Georgia rischia di perdere non solo i finanziamenti, ma anche quel sistema di cura che tiene insieme la societ\u00e0. Si ridurr\u00e0 la possibilit\u00e0 di esprimersi e verr\u00e0 meno la capacit\u00e0 di adattarsi. A pagarne il prezzo saranno i pi\u00f9 fragili: anziani, poveri e sfollati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Paese si trova davanti a una scelta: tra cooperazione e isolamento, tra solidariet\u00e0 e sospetto, tra servizio e paura. Bisogna ricordare che la democrazia non vive nei discorsi, ma nelle relazioni e quando queste si indeboliscono o si perdono, non bastano le leggi per ricostruirle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che preoccupa di pi\u00f9 non \u00e8 l\u2019aggravio burocratico, ma la perdita di credibilit\u00e0. Un danno lento e invisibile che induce le persone a mettere in dubbio ci\u00f2 in cui un tempo credevano. Quando gli operatori umanitari vengono etichettati come \u201cinfluenzati\u201d, diventa pi\u00f9 difficile per le comunit\u00e0 che assistiamo accettare il nostro aiuto. E nello spazio che si apre tra la paura e il servizio, a pagarne il prezzo \u00e8 sempre qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Difendere la protezione sociale in Georgia significa tutelare le persone pi\u00f9 vulnerabili. Non stiamo parlando di interferenze straniere. Stiamo parlando della possibilit\u00e0 concreta per le persone di avere qualcosa da mettere in tavola. Perch\u00e9 la protezione sociale non \u00e8 solo una politica. \u00c8 la certezza che qualcuno ci sar\u00e0 quando tutto il resto viene meno. E quando questa certezza si spezza, nessuna legge pu\u00f2 ricostruirla in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/a-letter-from-georgia-september-2025\/\">qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente, i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo. 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