{"id":2996,"date":"2026-07-16T14:19:19","date_gmt":"2026-07-16T12:19:19","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=2996"},"modified":"2026-08-03T14:22:17","modified_gmt":"2026-08-03T12:22:17","slug":"sotto-assedio-nel-libano-meridionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/sotto-assedio-nel-libano-meridionale\/","title":{"rendered":"Sotto assedio nel Libano meridionale"},"content":{"rendered":"\n<h2 id=\"h-seduta-sul-divano-di-un-appartamento-nella-periferia-di-beirut-la-piccola-maya-6-anni-sfoglia-il-suo-libro-mentre-il-fratello-marc-9-anni-suona-il-pianoforte-intorno-a-loro-i-ritratti-sorridenti-del-padre-elie-atallah-ucciso-il-12-marzo-insieme-a-due-colleghi-in-un-raid-aereo-israeliano-mentre-installavano-una-parabola-satellitare-ad-ain-ebel-un-villaggio-nel-sud-del-libano\" class=\"wp-block-heading\">Seduta sul divano di un appartamento nella periferia di Beirut, la piccola Maya, 6 anni, sfoglia il suo libro mentre il fratello Marc, 9 anni, suona il pianoforte. Intorno a loro, i ritratti sorridenti del padre, Elie Atallah, ucciso il 12 marzo insieme a due colleghi in un raid aereo israeliano mentre installavano una parabola satellitare ad Ain Ebel, un villaggio nel sud del Libano.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tre uomini sono tra le oltre 4.300 persone rimaste uccise in Libano dall\u2019inizio della nuova guerra su vasta scala, riesplosa il 2 marzo tra Israele e il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, che esercita il proprio controllo sul sud del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIsraele sostiene di colpire Hezbollah, ma mio marito e i suoi colleghi erano civili\u00bb, ha dichiarato la vedova, Zeinab Karout.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIsraele non ci ha fornito alcuna spiegazione. Voglio che riconosca il crimine commesso\u00bb, ha aggiunto. La signora Karout chiede un\u2019indagine internazionale sulla morte del marito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ain Ebel \u00e8 uno dei tre villaggi a maggioranza cristiana del Libano meridionale i cui abitanti continuano a sfidare la \u00abzona interdetta\u00bb dichiarata da Israele. In quest\u2019area, le operazioni militari hanno raso al suolo interi quartieri e cimiteri e devastato i terreni agricoli con gli incendi. Secondo L\u2019<em>Orient-Today<\/em>, a giugno questa zona copriva circa 620 km<sup>2<\/sup> tra terra e mare. L\u2019area rientra inoltre in una pi\u00f9 vasta fascia sottoposta a evacuazione forzata, che si estende sul 19% del territorio libanese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 31 marzo, di fronte all\u2019invasione israeliana, l\u2019esercito libanese si \u00e8 ritirato da questi tre villaggi. <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/villaggi-cristiani-isolati-nel-sud-del-libano\/\">La guerra e l\u2019isolamento<\/a> hanno paralizzato l\u2019economia locale, che si regge in gran parte sull\u2019agricoltura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento della stesura di questo articolo, e nonostante diversi convogli umanitari abbiano garantito la distribuzione di beni alimentari essenziali e medicinali, gli abitanti non hanno ancora accesso a cure mediche d\u2019emergenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H-1024x683.jpg\" alt=\"Una donna prega davanti a una statua della Vergine Maria in una grotta votiva.\" class=\"wp-image-2995\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_013H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Milia Louka, residente di Debel, nel Libano meridionale, afferma di pregare perch\u00e9 la pace torni nella regione. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad Ain Ebel \u00e8 stato allestito un dispensario per assistere i 1.050 abitanti che hanno scelto di rimanere nel villaggio.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-abbiamo-cibo-e-acqua-ma-i-bambini-vivono-una-situazione-di-forte-stress-e-hanno-bisogno-di-sostegno-ha-affermato-il-sindaco-ayoub-khreich\" class=\"wp-block-heading\">\u00abAbbiamo cibo e acqua, ma i bambini vivono una situazione di forte stress e hanno bisogno di sostegno\u00bb, ha affermato il sindaco, Ayoub Khreich.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Rmeish, dove risiedono ancora circa 7.000 persone, sono operative tre strutture sanitarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dottor Matar Matar, che collabora con Caritas Libano a Rmeish, spiega per\u00f2 che il personale sanitario non riesce a intervenire nei casi pi\u00f9 gravi. Per trasferire un paziente a Beirut occorre infatti passare attraverso il comitato di monitoraggio del cessate il fuoco, istituito nel 2024. Successivamente, le autorit\u00e0 israeliane devono autorizzare il trasferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPossono volerci fino a sei ore. Nel frattempo, il paziente rischia di morire\u00bb, ha spiegato il dottor Matar.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il sindaco di Rmeish, Hanna al-Amil, ha espresso forte preoccupazione per la gestione delle emergenze mediche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 urgente aprire un corridoio umanitario tra Rmeish e Beirut\u00bb, ha dichiarato. Le strade che conducono ai tre villaggi sono infatti \u00abinterrotte a causa dei combattimenti e delle distruzioni\u00bb. [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSentiamo continui bombardamenti provenire da entrambe le parti\u00bb, ha aggiunto, riferendosi agli scontri tra Hezbollah e Israele. Secondo il sindaco, le forze israeliane hanno tracciato una linea di demarcazione attorno al villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe tentiamo di oltrepassarla, i droni lanciano granate stordenti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sindaco Amil ha spiegato che gli abitanti di Rmeish non riescono a raccogliere i raccolti di olive e tabacco dal 2023 a causa dei continui combattimenti. I campi si trovano infatti oltre la linea di demarcazione controllata dall\u2019esercito israeliano. Di conseguenza, \u00abmolti capi di bestiame sono morti e numerose persone hanno perso il lavoro\u00bb, ha affermato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Debel, il terzo villaggio, i circa 1.600 residenti rimasti affrontano un assedio ancora pi\u00f9 rigido. Al momento della stesura di questo articolo, la strada che collega Debel a Rmeish era sotto il controllo dell\u2019esercito israeliano e rimaneva aperta soltanto dalle 7 alle 16, ha riferito il sindaco, Akl Naddaf.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ain Ebel e Debel hanno visto interi quartieri distrutti durante la parziale occupazione del territorio. Il sindaco di Ain Ebel ha riferito che l\u2019occupazione ha danneggiato 60 unit\u00e0 abitative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Debel ha attirato l\u2019attenzione internazionale nell\u2019aprile scorso, quando alcuni soldati israeliani hanno vandalizzato una statua di Ges\u00f9 crocifisso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abParadossalmente, quell\u2019atto sacrilego ci ha protetti: all\u2019improvviso tutti hanno iniziato a osservare ci\u00f2 che Israele stava facendo\u00bb, ha dichiarato Milia Louka, trasferitasi da Debel a Beirut.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019escalation del conflitto nel 2024, Taleen Simonian, residente di Ain Ebel, era riuscita a finanziare i lavori di riparazione della propria abitazione. Tuttavia, il 2 aprile alcuni carri armati hanno distrutto un lato della casa. Le immagini dell\u2019edificio mostrano stanze ridotte a un cumulo di macerie. \u00abLe fotografie della nostra famiglia sono scomparse sotto le rovine\u00bb, ha raccontato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi Simonian guadagna appena 100 dollari al mese lavorando in un ristorante che, dall\u2019inizio dell\u2019assedio, registra pochissimi clienti. Per integrare il reddito svolge anche lavori occasionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEcco perch\u00e9 abbiamo bisogno degli aiuti alimentari\u00bb distribuiti dai convogli umanitari, ha spiegato il sindaco Amil, sottolineando le conseguenze del divieto di accedere ai terreni agricoli e di coltivarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da marzo, oltre 17 convogli umanitari guidati dal nunzio apostolico in Libano, l\u2019arcivescovo Paolo Borgia, hanno consegnato viveri e carburante ai tre villaggi. L\u201911 giugno, 45 veicoli sono rimasti coinvolti nel fuoco incrociato mentre erano diretti verso la zona.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo osserva un televisore che trasmette l\u2019immagine del presidente statunitense Donald Trump.\" class=\"wp-image-2994\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/skaff202607_023H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hanna al-Amil, sindaco di Rmeish, segue un notiziario televisivo sulla guerra che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. In collaborazione con il nunzio apostolico in Libano, lavora per ottenere l\u2019apertura di un corridoio umanitario per il passaggio degli aiuti alimentari e dei soccorsi medici. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 id=\"h-intorno-a-noi-cadevano-bombe-e-si-sentivano-spari-ha-raccontato-michel-constantin-direttore-regionale-della-cnewa-pontificia-missione-a-beirut-constantin-ha-sottolineato-la-gravita-della-situazione-ricordando-che-alcuni-camion-trasportavano-materiali-altamente-infiammabili-tra-cui-carburante-e-bombole-di-gas\" class=\"wp-block-heading\">\u00abIntorno a noi cadevano bombe e si sentivano spari\u00bb, ha raccontato Michel Constantin, direttore regionale della CNEWA-Pontificia Missione a Beirut. Constantin ha sottolineato la gravit\u00e0 della situazione, ricordando che alcuni camion trasportavano materiali altamente infiammabili, tra cui carburante e bombole di gas.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPoi l\u2019esercito israeliano ci ha costretti a tornare indietro\u00bb, ha aggiunto. Dopo una lunga deviazione lungo strade pericolose, una parte del convoglio \u00e8 comunque riuscita a raggiungere i villaggi. Una volta arrivato a destinazione, il team della CNEWA-Pontificia Missione ha distribuito a 2.000 famiglie buoni alimentari del valore di 75 dollari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuesti convogli hanno un impatto positivo sia sul piano economico sia su quello psicologico. Aiutano gli abitanti a non sentirsi completamente assediati\u00bb, ha affermato il sindaco Amil.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le durissime condizioni di vita, gli abitanti restano determinati a non abbandonare i loro villaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe lasciamo il villaggio, lo perderemo per sempre\u00bb, ha dichiarato Amil. \u00abGli israeliani vi entreranno, perderemo le nostre case e potrebbe arrivare anche Hezbollah\u00bb, trasformando il paese in un campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio di luglio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che questi villaggi cristiani del Libano meridionale avevano \u00abchiesto di essere annessi a Israele\u00bb, sostenendo che \u00abli proteggiamo da Hezbollah\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I rappresentanti di 15 villaggi del Libano meridionale, tra cui Rmeish, Ain Ebel e Debel, hanno respinto queste dichiarazioni. In un comunicato diffuso il 3 luglio, hanno ribadito che gli abitanti di queste municipalit\u00e0 \u00abrestano fermamente legati al Libano come loro patria definitiva (&#8230;) e respingono ogni tentativo di travisare le loro posizioni nazionali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per sostenere la risposta della Chiesa alle crisi in Medio Oriente e in altre regioni del mondo <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/il-nostro-lavoro\/dove-la-speranza-resiste\/\">clicca qui<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli abitanti di tre villaggi che resistettero all\u2019occupazione israeliana non hanno accesso all\u2019assistenza sanitaria, non possono raggiungere i loro terreni agricoli e dipendono dagli aiuti distribuiti dai convogli 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