{"id":3035,"date":"2026-08-17T14:48:37","date_gmt":"2026-08-17T12:48:37","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=3035"},"modified":"2026-08-17T14:48:37","modified_gmt":"2026-08-17T12:48:37","slug":"la-chiesa-ortodossa-della-georgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/","title":{"rendered":"La Chiesa ortodossa della Georgia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Nota della redazione:<\/strong> Il seguente articolo \u00e8 la traduzione di un testo pubblicato sulla rivista ONE Magazine tra il 2005 e il 2012. Date, eventi e dati statistici riflettono quindi la situazione dell\u2019epoca. Puoi leggere la versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/profiles-33421\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alto, tra le montagne del Caucaso, all\u2019estremit\u00e0 orientale del Mar Nero, si trova la Georgia. Situata tra le culture araba, persiana e siriaca dell\u2019Asia e il mondo greco-romano dell\u2019Europa, la popolazione georgiana ha creato una civilt\u00e0 unica. Ha saputo integrare elementi, usanze, idee e principi di societ\u00e0 molto diverse tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cristianesimo \u2014 divenuto religione di Stato nel regno georgiano orientale di Kartli nel IV secolo \u2014 ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nella continuit\u00e0 di questa realt\u00e0, tanto quanto la lingua e la tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Posta in una posizione strategica tra Oriente e Occidente, Nord e Sud, la piccola Georgia ha pi\u00f9 volte resistito a nemici molto pi\u00f9 potenti: romani, persiani, arabi, mongoli, ottomani e russi. La Chiesa ortodossa georgiana, spesso definita il pilastro della nazione, resta ancora oggi una forza molto importante nella vita dei 4,7 milioni di abitanti del Paese. Circa l\u201980% appartiene a questa Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-le-origini\" class=\"wp-block-heading\">Le origini<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonti bizantine e copte raccontano che l\u2019apostolo San Mattia port\u00f2 per primo il Vangelo in Kartli e vi mor\u00ec martire intorno all\u2019anno 80 d.C. Altre tradizioni cristiane attribuiscono la diffusione del cristianesimo agli apostoli Andrea, Bartolomeo, Simone lo Zelota e Taddeo, soprattutto tra le comunit\u00e0 ebraiche della regione, sia in Kartli sia in Egrisi, il regno occidentale noto ai Greci come Colchide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le testimonianze archeologiche moderne \u2014 tombe cristiane del II e III secolo e chiese dei primi decenni del IV \u2014 confermano una presenza antica della fede, soprattutto lungo la costa. \u00c8 certo che nel 337 il cristianesimo era gi\u00e0 religione ufficiale del regno di Kartli. Fonti armene, bizantine, georgiane, greche e latine raccontano che verso l\u2019anno 300 una donna della Cappadocia, Nino, lasci\u00f2 Gerusalemme per cercare in Kartli la tunica di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Venerata ancora oggi dai georgiani come \u00abpari agli apostoli\u00bb, Santa Nino svolse la sua missione soprattutto tra gli ebrei del regno, che furono i suoi primi discepoli. Composta circa un secolo dopo la sua morte, la \u201cVita di Santa Nino\u201d testimonia gli stretti legami che univano la Santa alla comunit\u00e0 ebraica di Mtskheta, capitale del Kartli, nonch\u00e9 i rapporti tra le Chiese di Georgia e di Gerusalemme. L\u2019opera racconta inoltre la conversione del Re Mirian III, la sua decisione di adottare il cristianesimo come religione del regno e la costruzione, a Mtskheta, di un santuario destinato a custodire la veste di Cristo: l\u2019attuale cattedrale di Svetitskhoveli, il cui nome significa \u00abcolonna che d\u00e0 la vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"557\" height=\"438\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/The-tomb-of-St.-Nino.jpg\" alt=\"Tomba venerata all\u2019interno di un luogo sacro.\" class=\"wp-image-3033\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/The-tomb-of-St.-Nino.jpg 557w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/The-tomb-of-St.-Nino-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tomba di Santa Nino \u00e8 tra i santuari pi\u00f9 venerati del Caucaso. (Foto di Justyna Mielnikiewicz)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la tradizione, Re Mirian si rivolse quindi al suo alleato di Bisanzio, l\u2019imperatore Costantino il Grande, chiedendo l\u2019invio di vescovi e di ecclesiastici.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-sviluppo\" class=\"wp-block-heading\">Sviluppo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio, la Chiesa di Kartli dipendeva dal patriarcato di Antiochia. Guidata da un arcivescovo, celebrava la liturgia eucaristica di San Giacomo in lingua greca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le riforme promosse dalla monarchia nel 467 portarono per\u00f2 a una sorta di \u00abnazionalizzazione\u00bb della Chiesa del Kartli. Tra le principali novit\u00e0 vi furono il riconoscimento della sua indipendenza, o autocefalia, dalla sede di Antiochia; la nomina di un primate, o <em>catholicos<\/em>, scelto tra il clero georgiano; e l\u2019istituzione di nuove eparchie. Nel VI secolo il georgiano sostitu\u00ec il greco nella celebrazione dei Divini Misteri. La liturgia conserv\u00f2 tuttavia una forte affinit\u00e0 con le tradizioni di Gerusalemme e con quelle dei monasteri palestinesi di Mar Chariton e Mar Saba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sebbene due vescovi del regno georgiano occidentale di Egrisi avessero preso parte al primo Concilio ecumenico di Nicea nel 325, la diffusione del cristianesimo in quel regno procedette lentamente. Solo nel 523 il Re di Egrisi abbracci\u00f2 la fede cristiana e la proclam\u00f2 religione ufficiale dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie al suo forte legame con Bisanzio, la Chiesa di Egrisi celebrava i sacramenti secondo il rito bizantino di Costantinopoli. Pur riflettendo l\u2019eredit\u00e0 imperiale della capitale, tale tradizione liturgica costituiva una sintesi degli usi delle Chiese di Antiochia e di Gerusalemme. Il greco rimase la lingua delle celebrazioni liturgiche fino al IX secolo inoltrato.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-la-separazione-dall-armenia\" class=\"wp-block-heading\">La separazione dall\u2019Armenia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Chiese georgiane furono risparmiate dalle violenze legate alle controversie cristologiche che sconvolsero il mondo bizantino. Pur simpatizzando per la formula teologica sancita dal Concilio di Calcedonia \u2014 secondo cui Ges\u00f9, \u00absimile a noi in tutto, eccetto che nel peccato\u00bb, possiede due nature, divina e umana \u2014 le Chiese georgiane mantennero una posizione ambigua, per rispetto dei vicini e alleati armeni, allora in rivolta contro i persiani e perci\u00f2 impossibilitati a partecipare al concilio. L\u2019imperatore persiano aveva imposto ai sudditi armeni di rinunciare al cristianesimo, che considerava un simbolo della loro fedelt\u00e0 al suo rivale bizantino. I vescovi armeni dichiararono la propria lealt\u00e0 alla Persia, ma rifiutarono di rinnegare la fede cristiana. Difficilmente avrebbero potuto accettare una posizione teologica elaborata dalla Chiesa bizantina e imposta dall\u2019imperatore bizantino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 506, vescovi, monaci e laici armeni e georgiani si incontrarono a Dvin, in Armenia. L\u2019assemblea conferm\u00f2 l\u2019unit\u00e0 di fede tra le due Chiese e sembra abbia accolto l\u2019Henotikon di Zenone, un tentativo di compromesso cristologico sostenuto anche dal papa. I partecipanti, tuttavia, evitarono ulteriori divisioni e mantennero la comunione con le Chiese che avevano accettato il Concilio di Calcedonia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le differenze culturali, sociopolitiche e teologiche tra le due Chiese divennero tuttavia evidenti dopo la rottura della Chiesa armena con Costantinopoli nel 551. Di conseguenza, le Chiese armena e georgiana si allontanarono progressivamente e, nel 610, il <em>Catholicos<\/em> di Mtskheta si separ\u00f2 dalla Chiesa apostolica armena. A quel tempo, gli armeni avevano gi\u00e0 respinto le definizioni del Concilio di Calcedonia, considerandole innovazioni. Oggi, queste diverse impostazioni teologiche sono considerate espressione di differenze culturali, linguistiche e politiche e vengono interpretate come teologicamente complementari.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-verso-l-unita\" class=\"wp-block-heading\">Verso l\u2019unit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stretti tra i continui conflitti che coinvolgevano armeni, bizantini, persiani e arabi, gli Stati georgiani conobbero un\u2019ulteriore frammentazione. In questo contesto, il catholicos di Mtskheta, nel regno orientale del Kartli, esercit\u00f2 un ruolo di guida e gett\u00f2 le basi per la futura unificazione della Chiesa e dello Stato georgiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chiesa di Egrisi, minacciata dall\u2019egemonia bizantina, nel IX secolo si sottrasse alla giurisdizione del patriarca ecumenico di Costantinopoli e si un\u00ec al Catholicosato di Mtskheta, in Kartli. A riconoscimento della sua autorit\u00e0, il patriarca di Gerusalemme concesse al Catholicos della ormai unificata Chiesa georgiana di consacrare il santo Myron, gli oli utilizzati nella celebrazione dei sacramenti, che fino ad allora la Chiesa georgiana aveva sempre ricevuto da Gerusalemme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1008, il re Bagrat III di Kartli e Abkhazia unific\u00f2 i regni georgiani orientale e occidentale, divenendo il primo \u00abre dei re\u00bb dei georgiani. Melchisedec I di Kartli, alla guida della Chiesa dal 1010 circa al 1030, assunse il titolo di \u00abCatholicos-Patriarca di tutta la Georgia\u00bb, che ancora oggi designa il primate della Chiesa ortodossa georgiana. Catholicos-Patriarca e re governavano insieme, rispettivamente, la sfera spirituale e quella temporale della Georgia medievale. E anche quando i sovrani georgiani consolidarono la propria autorit\u00e0, riducendo progressivamente il potere dei nobili e subordinando la Chiesa allo Stato, il <em>Catholicos<\/em>-Patriarca rimase l\u2019indiscusso \u00abpadre spirituale\u00bb del regno.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-l-eta-dell-oro\" class=\"wp-block-heading\">L\u2019et\u00e0 dell\u2019oro<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il consolidamento della Chiesa e dello Stato georgiani, la Georgia raggiunse il culmine del suo sviluppo artistico, culturale, spirituale e intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il monachesimo conobbe un primo grande sviluppo nel VI secolo, con la fondazione del complesso monastico di David-Garedja da parte di San David Garejeli, uno dei tredici Padri siriaci che, secondo la tradizione, contribuirono a rafforzare il cristianesimo nelle regioni di frontiera della Georgia. I monasteri, spesso fondati da sovrani e membri della nobilt\u00e0, divennero importanti centri di attivit\u00e0 culturale e missionaria. Alla fine del X secolo, i georgiani fondarono il monastero di Iviron sul Monte Athos. Comunit\u00e0 georgiane fiorirono anche nel monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai e nei monasteri di Mar Chariton e Mar Saba in Palestina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cattedrali georgiane, pur richiamando motivi architettonici armeni e persiani, svilupparono uno stile autonomo, caratterizzato da complesse piante a croce inscritta, slanciate strutture verticali, arcate cieche, sofisticati sistemi di copertura a volta e ricchi dettagli scultorei. Affreschi, mosaici, icone e smalti di straordinaria qualit\u00e0, influenzati dall\u2019arte bizantina, decoravano le volte e le pareti di chiese e palazzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La letteratura georgiana raggiunse il suo culmine nel XIII secolo, soprattutto durante il regno della regina Tamara. Testi biblici e commentari esegetici, agiografie, opere storiche e trattati filosofici e teologici contribuirono a una straordinaria stagione culturale. Ancora oggi gli studiosi scoprono rare opere cristiane arabe, armene, bizantine, greche e siriache che, in modo quasi miracoloso, sono riuscite a sopravvivere alle devastazioni che seguirono.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-sotto-l-assalto-degli-invasori\" class=\"wp-block-heading\">Sotto l\u2019assalto degli invasori<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1226 la Georgia sub\u00ec una pesante sconfitta per mano dei Corasmi (Khwarezmidi), un popolo persiano musulmano sunnita che controllava i territori attorno al Mar Caspio. Pochi anni dopo arrivarono i Mongoli, popolo nomade originario dell\u2019Asia centrale. Nel 1242 conquistarono la Georgia incontrando una resistenza limitata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il graduale declino della potenza mongola, riemerse un regno georgiano pi\u00f9 piccolo e indebolito. I suoi sovrani, per\u00f2, dovettero presto affrontare una nuova minaccia: Timur il Grande, noto in Occidente come Tamerlano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Determinato a ricostruire l\u2019impero dei suoi antenati mongoli, Timur attravers\u00f2 l\u2019Asia centrale e il Caucaso seminando distruzione lungo il suo cammino. Sebbene si professasse musulmano, i massacri e le devastazioni che inflisse ad Aleppo, Damasco e Baghdad gli valsero la condanna di numerosi leader islamici, che arrivarono a considerarlo un nemico dell\u2019Islam.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte alla tenace resistenza dei georgiani, Timur lanci\u00f2 almeno sette campagne contro il regno. Le sue armate saccheggiarono citt\u00e0 e monasteri, abbatterono chiese, distrussero villaggi e devastarono campi, frutteti e vigneti. Nel 1405 ottenne infine il tributo del Re Giorgio VII, ma trov\u00f2 davanti a s\u00e9 un Paese ormai in rovina. Prima di ritirarsi, inflisse un ultimo colpo alla Georgia ordinando la distruzione della capitale, Tbilisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Georgia non si riprese mai completamente dalle devastazioni inflitte da Timur il Grande, che mor\u00ec poco dopo aver sottomesso il regno. Sebbene Re e catholicoi cercassero di ricostruire uno Stato unitario, il Paese si framment\u00f2 in principati rivali. Alla fine del XV secolo, questa divisione ricalcava in larga misura i confini degli antichi regni di Kartli ed Egrisi. Anche l\u2019unit\u00e0 della Chiesa georgiana venne meno. Nel corso del XV secolo sorse infatti un catholicosato rivale in Abkhazia, nella Georgia nord-occidentale. Le due sedi ecclesiastiche rimasero separate per diversi decenni, ma nella seconda met\u00e0 del XVI secolo riuscirono a ristabilire la piena comunione.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-sotto-il-dominio-russo-e-sovietico\" class=\"wp-block-heading\">Sotto il dominio russo e sovietico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per diversi secoli la creativit\u00e0 culturale e intellettuale della Chiesa georgiana continu\u00f2 ad ardere sotto la cenere, pur senza raggiungere gli splendori del passato. Non mancarono tuttavia monaci, sacerdoti e vescovi che si dedicarono alla traduzione e allo studio di antichi manoscritti, alla stesura di biografie e cronache storiche e alla pubblicazione delle Scritture in lingua georgiana. Questi esponenti della Chiesa contribuirono inoltre a rafforzare i rapporti con altre comunit\u00e0 cristiane. In particolare, svilupparono relazioni cordiali con francescani, domenicani, teatini e cappuccini, tutti presenti con propri insediamenti religiosi nei regni georgiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Chiesa georgiana e quella di Roma non ruppero mai formalmente i rapporti dopo il Grande Scisma del 1054. Con il passare del tempo, per\u00f2, la piena comunione tra le due Chiese venne meno e la distanza si accentu\u00f2 ulteriormente dopo la caduta di Costantinopoli nelle mani degli Ottomani nel 1453.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel XVIII secolo, la Georgia, stretta tra potenze ostili, cerc\u00f2 il sostegno della Russia ortodossa, suo vicino settentrionale. Questa alleanza prese forma nel 1783, quando il regno orientale di Kartli-Kachezia e la Russia firmarono il Trattato di Georgievsk, con cui Mosca si impegnava a garantirne la protezione. Tuttavia, nel giro di tre decenni, una serie di decreti russi sanc\u00ec l&#8217;annessione della Georgia all&#8217;Impero zarista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"537\" height=\"363\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/corso31790_03L.jpg\" alt=\"Un uomo accende una candela\" class=\"wp-image-3028\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/corso31790_03L.jpg 537w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/corso31790_03L-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In questa foto del 2007, padre Giorgi Getiashvili, sacerdote della cattedrale di Kvashveti a Tbilisi, accende una candela nella chiesa di Bodbe, in Cachezia. Oggi la chiesa \u00e8 venerata come luogo della sepoltura di santa Nino, ma durante l\u2019epoca sovietica fu utilizzata come ospedale. (Foto di Molly Corso)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Georgia perse la propria autonomia quasi senza opporre resistenza. Paradossalmente, non fu il sultano musulmano di Costantinopoli, ma lo zar ortodosso di Russia a porre fine all\u2019indipendenza della Chiesa ortodossa georgiana. Lo zar ne revoc\u00f2 l\u2019autocefalia, abol\u00ec il catholicosato, ridusse il numero delle eparchie e le sottopose al Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa. In seguito, il Sinodo elimin\u00f2 dalla Chiesa georgiana antiche pratiche ereditate dalla Chiesa di Gerusalemme e la uniform\u00f2 agli usi liturgici della Russia dell\u2019epoca. Anche nei seminari e nella celebrazione dei Divini Misteri, il georgiano lasci\u00f2 gradualmente il posto allo slavo ecclesiastico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciononostante, l\u2019identit\u00e0 georgiana sopravvisse. Quando l\u2019Impero zarista si disgreg\u00f2 durante la Prima guerra mondiale, la Georgia proclam\u00f2 la propria indipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 12 marzo 1917, meno di due settimane dopo l\u2019abdicazione dello zar Nicola II, un\u2019assemblea di vescovi, sacerdoti, monaci e laici georgiani ristabil\u00ec l\u2019autonomia della Chiesa e ripristin\u00f2 il catholicosato. La ritrovata libert\u00e0 della Chiesa, come quella dello Stato, ebbe per\u00f2 vita breve. Nel 1921 la Russia sovietica annesse la Georgia. Le autorit\u00e0 sovietiche repressero la religione e uccisero numerose figure di spicco della Chiesa, compreso il <em>catholicos<\/em>-patriarca. Pur consentendo alla Chiesa georgiana di rimanere indipendente dalla Chiesa ortodossa russa, il regime sovietico la sottopose a una dura persecuzione. Nel 1917 in Georgia erano attive pi\u00f9 di 2.400 chiese. A met\u00e0 degli anni Ottanta sopravvivevano invece solo pochi monasteri e appena 80 chiese restavano aperte al culto. Eppure, i georgiani non rinunciarono alla loro fede ortodossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer ricevere la Comunione, la mia famiglia doveva camminare per chilometri\u00bb, racconta padre Giorgi Getiashvili, noto parroco di Tbilisi. \u00abLa gente andava in chiesa in silenzio, quasi di nascosto. Anche quando nelle chiese non c\u2019erano sacerdoti, le persone continuavano ad andarci per pregare. I riti non si celebravano pi\u00f9. Eppure, la gente continuava ad andare in chiesa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 id=\"h-la-rinascita-della-chiesa\" class=\"wp-block-heading\">La rinascita della Chiesa<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il sistema sovietico inizi\u00f2 a perdere presa sulla societ\u00e0 alla fine degli anni Ottanta, la Chiesa ortodossa georgiana, guidata dal <em>Catholicos<\/em>-Patriarca Ilia II, torn\u00f2 a svolgere un ruolo centrale nella vita del Paese. Il processo di rinnovamento acceler\u00f2 soprattutto dopo che la Georgia proclam\u00f2 l\u2019indipendenza nel 1991. In tutto il Paese riaprirono numerose chiese, vennero consacrati nuovi edifici di culto e sorsero due accademie teologiche e sei seminari, segni della ritrovata vitalit\u00e0 della Chiesa georgiana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"557\" height=\"438\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/Holy-Trinity-Cathedral.jpg\" alt=\"Grande cattedrale moderna con stile tradizionale.\" class=\"wp-image-3034\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/Holy-Trinity-Cathedral.jpg 557w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/Holy-Trinity-Cathedral-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La cattedrale della Santissima Trinit\u00e0 di Tbilisi, costruzione recente, utilizza elementi dell\u2019architettura tradizionale. (Foto di Justyna Mielnikiewicz\/Reuters)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vocazioni sacerdotali sono aumentate in modo significativo. Nuove comunit\u00e0 religiose maschili e femminili operano attivamente per contribuire al rinnovamento della societ\u00e0 georgiana, messa a dura prova dal crollo dell\u2019economia pianificata e controllata dell\u2019epoca sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la rinascita dell\u2019ortodossia \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Nei negozi si trovano icone georgiane e russe, insieme a libri di preghiera. Quando passano davanti a una chiesa, molti georgiani ortodossi fanno il segno della croce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQueste tradizioni si tramandano di generazione in generazione. Tutto ci\u00f2 che abbiamo oggi affonda le sue radici in pratiche antiche, custodite da molto tempo, in alcuni casi da secoli\u00bb, ha detto padre Giorgi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 grazie alla forza che Dio ci dona se siamo riusciti a conservarle fino a oggi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota della redazione: Il seguente articolo \u00e8 la traduzione di un testo pubblicato sulla rivista ONE Magazine tra il 2005 e il 2012. Date, eventi e dati statistici riflettono quindi la situazione dell\u2019epoca. Puoi leggere la versione originale cliccando qui. In alto, tra le montagne del Caucaso, all\u2019estremit\u00e0 orientale del Mar Nero, si trova la &hellip; <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/\">Continued<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":70092,"featured_media":3027,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[10,13],"class_list":["post-3035","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-one-magazine","category-chiese-orientali"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v28.2 (Yoast SEO v28.2) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>La Chiesa ortodossa della Georgia | CNEWA Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Duemila anni di storia della Chiesa ortodossa georgiana, tra fede, invasioni, persecuzioni e rinascita nazionale.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Chiesa ortodossa della Georgia\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Duemila anni di storia della Chiesa ortodossa georgiana, tra fede, invasioni, persecuzioni e rinascita nazionale.\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"CNEWA Italia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-08-17T12:48:37+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/mielnikiew_00_76h.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"887\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"665\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Michael J. La Civita\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"anna\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Michael J. La Civita\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/cf283c51499ce6aca4b2895960224943\"},\"headline\":\"La Chiesa ortodossa della Georgia\",\"datePublished\":\"2026-08-17T12:48:37+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/\"},\"wordCount\":2536,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/7\\\/2026\\\/08\\\/mielnikiew_00_76h.jpg\",\"articleSection\":[\"ONE Magazine\",\"Chiese orientali\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/\",\"name\":\"La Chiesa ortodossa della Georgia | CNEWA Italia\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/7\\\/2026\\\/08\\\/mielnikiew_00_76h.jpg\",\"datePublished\":\"2026-08-17T12:48:37+00:00\",\"description\":\"Duemila anni di storia della Chiesa ortodossa georgiana, tra fede, invasioni, persecuzioni e rinascita nazionale.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/7\\\/2026\\\/08\\\/mielnikiew_00_76h.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/7\\\/2026\\\/08\\\/mielnikiew_00_76h.jpg\",\"width\":887,\"height\":665,\"caption\":\"Veduta della parte pi\u00f9 antica di Tbilisi dalla chiesa situata sulla collina. Sulla collina si trova la fortezza di Narikala, costruita dai Persiani. Ai piedi della fortezza sorgono una moschea e via Leselidze, lungo la quale si trovano chiese georgiane e armene e due sinagoghe.\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La Chiesa ortodossa della Georgia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/\",\"name\":\"CNEWA Italia\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Associazione Cattolica per il Benessere del Vicino Oriente (CNEWA)\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#organization\",\"name\":\"CNEWA Italia\",\"alternateName\":\"Associazione Cattolica per il Benessere del Vicino Oriente\",\"url\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/7\\\/2024\\\/10\\\/CNEWA-brand-logo-300x300-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/sites\\\/7\\\/2024\\\/10\\\/CNEWA-brand-logo-300x300-1.png\",\"width\":300,\"height\":300,\"caption\":\"CNEWA Italia\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/cnewa.org\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"name\":\"Michael J. La Civita\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO Premium plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La Chiesa ortodossa della Georgia | CNEWA Italia","description":"Duemila anni di storia della Chiesa ortodossa georgiana, tra fede, invasioni, persecuzioni e rinascita nazionale.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La Chiesa ortodossa della Georgia","og_description":"Duemila anni di storia della Chiesa ortodossa georgiana, tra fede, invasioni, persecuzioni e rinascita nazionale.","og_site_name":"CNEWA Italia","article_published_time":"2026-08-17T12:48:37+00:00","og_image":[{"width":887,"height":665,"url":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/mielnikiew_00_76h.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Michael J. La Civita","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"anna","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/"},"author":{"name":"Michael J. La Civita","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#\/schema\/person\/cf283c51499ce6aca4b2895960224943"},"headline":"La Chiesa ortodossa della Georgia","datePublished":"2026-08-17T12:48:37+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/"},"wordCount":2536,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/mielnikiew_00_76h.jpg","articleSection":["ONE Magazine","Chiese orientali"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/","url":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/","name":"La Chiesa ortodossa della Georgia | CNEWA Italia","isPartOf":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/mielnikiew_00_76h.jpg","datePublished":"2026-08-17T12:48:37+00:00","description":"Duemila anni di storia della Chiesa ortodossa georgiana, tra fede, invasioni, persecuzioni e rinascita nazionale.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#primaryimage","url":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/mielnikiew_00_76h.jpg","contentUrl":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/08\/mielnikiew_00_76h.jpg","width":887,"height":665,"caption":"Veduta della parte pi\u00f9 antica di Tbilisi dalla chiesa situata sulla collina. Sulla collina si trova la fortezza di Narikala, costruita dai Persiani. Ai piedi della fortezza sorgono una moschea e via Leselidze, lungo la quale si trovano chiese georgiane e armene e due sinagoghe."},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-chiesa-ortodossa-della-georgia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/cnewa.org\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Chiesa ortodossa della Georgia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#website","url":"https:\/\/cnewa.org\/it\/","name":"CNEWA Italia","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#organization"},"alternateName":"Associazione Cattolica per il Benessere del Vicino Oriente (CNEWA)","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#organization","name":"CNEWA Italia","alternateName":"Associazione Cattolica per il Benessere del Vicino Oriente","url":"https:\/\/cnewa.org\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/10\/CNEWA-brand-logo-300x300-1.png","contentUrl":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/10\/CNEWA-brand-logo-300x300-1.png","width":300,"height":300,"caption":"CNEWA Italia"},"image":{"@id":"https:\/\/cnewa.org\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","name":"Michael J. La Civita"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70092"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3035"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3035\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3044,"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3035\/revisions\/3044"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}