{"id":3191,"date":"2026-09-01T14:26:35","date_gmt":"2026-09-01T12:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=3191"},"modified":"2026-09-29T15:21:50","modified_gmt":"2026-09-29T13:21:50","slug":"una-vulnerabilita-crescente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/una-vulnerabilita-crescente\/","title":{"rendered":"Una vulnerabilit\u00e0 crescente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Una nuova collaborazione nel Regno hascemita di Giordania tra il <em>Royal Institute for Inter-Faith Studies<\/em> e\u00a0CNEWA-Pontificia Missione punta a favorire una maggiore comprensione e conoscenza del cristianesimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La collaborazione conferma la credibilit\u00e0 che CNEWA-Pontificia Missione ha costruito nel corso degli anni in Giordania. Un risultato frutto di decenni di presenza sul territorio e di un impegno costante nel dialogo interreligioso, soprattutto accanto ai rifugiati e ad altre comunit\u00e0 vulnerabili a maggioranza musulmana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019iniziativa \u00e8 pensata per \u00abaiutare i giordani ad avere informazioni corrette sui cristiani presenti in Giordania\u00bb, afferma Ra\u2019ed Bahou, direttore regionale della CNEWA-Pontificia Missione ad Amman.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSiamo parte di questa societ\u00e0, non stranieri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza cristiana nei territori che oggi costituiscono la <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dove-operiamo\/il-medio-oriente\/giordania\/\">Giordania <\/a>risale ai primissimi secoli della fede cristiana e raggiunse il suo apice durante l\u2019epoca bizantina. Oggi i cristiani rappresentano meno del 3% della popolazione giordana, che conta circa 11,5 milioni di abitanti, mentre il 97% dei cittadini professa l\u2019islam.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Giordania \u00e8 un Paese caratterizzato da un basso livello di conflittualit\u00e0 settaria. Negli ultimi anni, per\u00f2, le tensioni sociali sono aumentate. Un primo momento di svolta \u00e8 stato rappresentato dagli attacchi di Hamas contro Israele del <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/un-anno-di-guerra\/\">7 ottobre 2023<\/a>. A questi sono seguiti l\u2019offensiva israeliana nella Striscia di Gaza e, nel febbraio scorso, il conflitto che ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"A Deepening Fragility\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0iGVRw9hEOQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il gas, il cibo e le medicine sono diventati costosi per i giordani a causa delle guerre nei paesi vicini. Per molti rifugiati fuggiti in Giordania la situazione appare ancora peggiore, poich\u00e9 non \u00e8 loro consentito lavorare. La chiesa sta aiutando a sostenere sia i giordani sia i rifugiati, mentre entrambi faticano a sbarcare il lunario.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Giordania \u00e8 alleata di Israele e degli Stati Uniti e il suo spazio aereo viene utilizzato per intercettare i missili iraniani diretti verso Israele. I missili abbattuti lasciano spesso detriti che ricadono sul territorio giordano. A giugno, inoltre, l\u2019Iran ha colpito alcune basi militari statunitensi in Giordania. Gli attacchi sono ripresi dopo il fallimento dell\u2019accordo tra Iran e Stati Uniti dell\u20198 luglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa guerra ha allargato il divario tra le religioni, tra sunniti e sciiti, e tra cristiani e musulmani\u00bb, afferma Bahou.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Iran \u00e8 ufficialmente una nazione musulmana sciita e sostiene sia Hamas a Gaza sia Hezbollah in Libano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAlcuni tendono a considerare i cristiani pi\u00f9 vicini all\u2019Occidente\u00bb, osserva Bahou, riferendosi alla diffusa percezione che i Paesi occidentali sostengano Israele. \u00abMolti identificano inoltre gli Stati Uniti come un Paese cristiano e, di conseguenza, i cristiani possono subire indirettamente le ripercussioni di questa percezione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-dottrina-della-guerra-giusta-oggi\/\">contesto bellico<\/a> che attraversa la regione rende ancora pi\u00f9 urgente promuovere il dialogo e la comprensione reciproca. \u00abLa religione viene vista come la causa della guerra ed \u00e8 usata per giustificare l\u2019occupazione di territori\u00bb, osserva Amer Al-Hafi, consulente accademico dell\u2019istituto e professore di studi interreligiosi all\u2019Universit\u00e0 Al al-Bayt in Giordania.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H-1024x683.jpg\" alt=\"Alcune donne sedute in una chiesa.\" class=\"wp-image-3189\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_136H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Profughi cristiani iracheni riuniti per la Messa nella chiesa di San Giovanni Battista de La Salle a Jabal al-Hussein, in Giordania. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuesta convivenza [in Giordania] la viviamo ogni giorno, ma ne parliamo troppo poco\u00bb, afferma Al-Hafi, sottolineando come la coesistenza debba essere rafforzata anche negli ambiti culturale e accademico. \u00c8 proprio da questa convinzione che \u00e8 nata la collaborazione avviata quest\u2019anno tra l\u2019istituto e la CNEWA-Pontificia Missione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u00abLa guerra ha allargato il divario tra le religioni, tra sunniti e sciiti, e tra cristiani e musulmani\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <em>Royal Institute for Inter-Faith Studies<\/em> fu fondato nel 1994 sotto il patrocinio del principe giordano El Hassan bin Talal, proprio nell\u2019anno in cui la Giordania firm\u00f2 l\u2019accordo di pace con Israele. L\u2019istituto promuove il dialogo interreligioso e organizza attivit\u00e0 rivolte ai giovani per valorizzare il patrimonio cristiano del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFin dagli anni Sessanta la famiglia reale ha svolto un ruolo di primo piano\u00bb nel dialogo interreligioso, spiega Norig Neveu, storica del <em>French Institute of the Near East<\/em>, che studia le questioni religiose in Giordania. \u00abTra il 1948 e il 1967, la Giordania controllava i luoghi santi di Gerusalemme, manteneva i rapporti con il Vaticano e supervisionava i pellegrinaggi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi\u00f2 rafforza l\u2019immagine della monarchia giordana come una famiglia reale che protegge i cristiani, svolgendo un ruolo di mediazione e tutela\u00bb, afferma Neveu. Non si tratta solo di un valore simbolico. La famiglia hascemita ha governato La Mecca, la citt\u00e0 pi\u00f9 santa dell\u2019Islam, dal X secolo fino all\u2019inizio del XX secolo. La dinastia discende inoltre dalla famiglia del profeta Maometto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In linea con l\u2019impegno della famiglia a favore del dialogo con i cristiani, a met\u00e0 maggio l\u2019istituto ha organizzato l\u2019ottava conferenza interreligiosa congiunta. L\u2019incontro si \u00e8 svolto insieme al <a href=\"https:\/\/www.dicasteryinterreligious.va\/?lang=it\">Dicastero per il Dialogo Interreligioso<\/a> della Santa Sede ed \u00e8 stato dedicato al tema \u00abCompassione ed empatia umana nell\u2019et\u00e0 contemporanea\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDobbiamo acquisire una comprensione corretta della religione\u00bb, afferma Al-Hafi, \u00abe riscoprire il nostro patrimonio, perch\u00e9 il cristianesimo costituisce una componente essenziale della nostra storia e della nostra civilt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOccorre inoltre sviluppare una maggiore consapevolezza delle relazioni interreligiose\u00bb, aggiunge, \u00abe creare strumenti e risorse che aiutino i giordani ad approfondire la conoscenza di queste tematiche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H-1024x683.jpg\" alt=\"Una famiglia fa la spesa in un supermercato.\" class=\"wp-image-3188\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_079H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I profughi iracheni Osama e Abeer Maradi, con la figlia Lourdes, fanno la spesa in un supermercato di Amman grazie ai buoni alimentari finanziati da CNEWA. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">La popolazione cristiana della Giordania, pur essendo numericamente ridotta, \u00e8 caratterizzata da una notevole diversit\u00e0. Secondo il governo giordano, la maggioranza \u00e8 di rito greco-ortodosso. Sono tuttavia presenti e attive anche comunit\u00e0 apostoliche armene, cattoliche orientali e latine, copte, siro-ortodosse e alcune comunit\u00e0 protestanti. Tra i loro membri figurano anche famiglie beduine che vivono a Madaba e nelle zone vicine a Kerak, storica citt\u00e0 risalente all\u2019epoca delle crociate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre all\u2019assistenza pastorale ai fedeli, queste Chiese offrono numerosi servizi sociali, tra cui assistenza sanitaria e istruzione. Questi servizi raggiungono milioni di persone vulnerabili, giunte in Giordania nell\u2019ultimo secolo in cerca di lavoro o in fuga da guerre e persecuzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Evan Behnam, un cristiano originario dell\u2019Iraq, \u00e8 arrivato in Giordania dopo aver lavorato nel settore edilizio nel suo Paese d\u2019origine. A met\u00e0 giugno sedeva affaticato nell\u2019<em>Italian<\/em> <em>Hospital<\/em>, osservando la propria radiografia. L\u2019ospedale, fondato nel 1926, si trova in uno dei quartieri pi\u00f9 poveri di Amman. I medici gli hanno comunicato che dovr\u00e0 sottoporsi a un intervento alla cistifellea del costo di quasi 1.200 dollari, una somma che non \u00e8 in grado di sostenere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTutto \u00e8 diventato pi\u00f9 costoso e non riesco a lavorare\u00bb, racconta Behnam. Per mantenere la famiglia, sua moglie svolge lavori domestici presso altre abitazioni, mentre uno dei loro tre figli ha bisogni speciali e necessita di cure e attenzioni particolari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Evan Behnam dipende dall\u2019assistenza sanitaria fornita da organizzazioni ecclesiali. CNEWA-Pontificia Missione ha gi\u00e0 coperto 352 dollari delle spese per i suoi farmaci, mentre a lui resta da sostenere la quota residua di 141 dollari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nancy Haddad, responsabile del coordinamento tra CNEWA-Pontificia Missione e l\u2019<em>Italian<\/em> <em>Hospital<\/em>, gestito dalle Suore Domenicane della Presentazione di Maria, spiega che CNEWA-Pontificia Missione contribuir\u00e0 con 282 dollari alle spese per l\u2019intervento chirurgico di Behnam. L\u2019ospedale presenter\u00e0 inoltre una richiesta a Caritas Giordania per coprire la somma restante. In questo modo, il paziente potr\u00e0 sottoporsi all\u2019operazione senza ulteriori oneri economici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u00abLa cosa pi\u00f9 importante \u00e8 la stabilit\u00e0, soprattutto per i bambini\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa maggior parte dei pazienti che indirizzo a queste strutture \u00e8 composta da cittadini giordani\u00bb, afferma Haddad. \u00abGli altri provengono da diversi Paesi e li assistiamo indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel marzo 2025 l\u2019UNHCR Giordania ha stimato che, a causa dei tagli agli aiuti internazionali, \u00absono venuti meno quasi 19,4 milioni di dollari di finanziamenti destinati al settore sanitario\u00bb, con un impatto previsto su \u00ab454.000 rifugiati e 75.000 cittadini giordani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Omar Abawi, direttore esecutivo ad interim di Caritas Giordania, afferma che nell\u2019ultimo anno l\u2019organizzazione ha perso un quarto del proprio bilancio, pari a 2,5 milioni di dollari, a causa della riduzione degli aiuti internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIn passato coprivamo spese sanitarie per un milione di dinari giordani (circa 1,4 milioni di dollari) presso l\u2019<em>Italian<\/em> <em>Hospital<\/em>; oggi questa cifra si \u00e8 dimezzata\u00bb, spiega.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nassim Samawi, direttore amministrativo dell\u2019ospedale, riferisce che i tagli ai finanziamenti hanno avuto conseguenze devastanti sulla capacit\u00e0 della struttura di rispondere ai bisogni dei pazienti pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo seduto sul letto di un ospedale e una donna al suo fianco osservano alcune radiografie.\" class=\"wp-image-3187\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_051H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Evan Behnam e la moglie Mina osservano le radiografie presso l\u2019Italian Hospital di Amman. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDi conseguenza, nel 2025 il numero dei pazienti assistiti \u00e8 diminuito del 25% rispetto al 2024, per poi registrare un\u2019ulteriore contrazione del 15% nel 2026 rispetto all\u2019anno precedente\u00bb, afferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla guida di un ospedale privato senza scopo di lucro, Samawi guarda con preoccupazione al calo delle entrate della struttura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDallo scoppio della pandemia operiamo costantemente in deficit\u00bb, spiega, sottolineando come la riduzione dei finanziamenti stia mettendo a dura prova la sostenibilit\u00e0 economica dell\u2019ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Abeer Maradi, madre di sei figli, \u00e8 una dei 12.000 iracheni in Giordania \u2014 tra cui molti cristiani \u2014 fuggiti dalle milizie islamiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua famiglia ha lasciato la propria casa a Mosul nel 2021, portando con s\u00e9 soltanto \u00abqualche vestito e le fotografie della prima comunione\u00bb. La decisione \u00e8 arrivata dopo settimane di ripetute minacce rivolte al marito, Osama. I Maradi si sono poi trasferiti dalla sorella di Abeer, ad Al Hashimi Al Shamali, un quartiere di Amman segnato da forti difficolt\u00e0 economiche e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa cosa pi\u00f9 importante \u00e8 la stabilit\u00e0, soprattutto per i bambini\u00bb, afferma Maradi, asciugandosi le lacrime. Ricorda la casa di famiglia distrutta dai miliziani dello Stato Islamico e il padre, ucciso nella guerra tra Iran e Iraq quando lei aveva solo quattro anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua famiglia \u00e8 tra le 930 famiglie di rifugiati iracheni residenti ad Amman che beneficiano del programma di buoni alimentari di CNEWA, che prevede distribuzioni almeno due volte all\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe ci fosse lavoro, andrebbe tutto bene\u00bb, afferma Maradi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019indagine dell\u2019UNHCR condotta quest\u2019anno tra i rifugiati in Giordania ha rilevato che il 66% vive al di sotto della soglia di povert\u00e0. \u00abNonostante una relativa stabilit\u00e0 dei tassi di povert\u00e0 dal 2023, la vulnerabilit\u00e0 economica \u00e8 andata progressivamente aggravandosi\u00bb, si legge nel rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Giordania non aderisce alla <a href=\"https:\/\/www.unhcr.org\/it\/la-convenzione-sui-rifugiati-del-1951\">Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati<\/a> del 1951. Di conseguenza, tutti i rifugiati presenti nel Paese sono considerati legalmente \u00abospiti temporanei\u00bb, con l\u2019eccezione dei palestinesi, che costituiscono una parte significativa della popolazione giordana. Sebbene, in teoria, i rifugiati possano ottenere un permesso di lavoro, nella pratica le restrizioni normative e i costi elevati rendono spesso questo obiettivo quasi irraggiungibile, poich\u00e9 le relative spese possono equivalere a diversi mesi di salario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per mantenere la famiglia, Maradi svolge lavori domestici retribuiti in contanti, ricavando circa 56 dollari al mese. Talvolta la Chiesa offre impieghi occasionali e informali al marito e al figlio maggiore. I fratelli di Maradi e sua madre si sono invece trasferiti in Australia; \u00e8 proprio la madre a farsi carico dell\u2019affitto mensile della famiglia in Giordania, pari a 253 dollari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer il resto, dobbiamo arrangiarci\u00bb, dice Maradi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il buono alimentare da 70 dollari ricevuto a giugno da CNEWA-Pontificia Missione, ha potuto acquistare pollo, olio da cucina, concentrato di pomodoro, riso e shampoo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOggi abbiamo potuto comprare prodotti che normalmente non ci potremmo permettere, grazie ai buoni alimentari\u00bb, afferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ra\u2019ed Bahou spiega che anche il programma dei buoni alimentari ha risentito dell\u2019inflazione. L\u2019aumento del prezzo della carne, cresciuto \u00abdi almeno il 10%\u00bb nell\u2019ultimo anno, ha fatto s\u00ec che \u00absempre meno persone possano permettersi di acquistarla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescente pressione economica \u00e8 aggravata dai tagli agli aiuti statunitensi, iniziati nel gennaio 2025, e dalla riduzione dei fondi destinati alla cooperazione internazionale da parte dei Paesi europei. Anche il turismo, che rappresenta il 15% del PIL giordano, \u00e8 in difficolt\u00e0. Secondo il <em>Washington Institute for Near East Policy<\/em>, a marzo il settore ha subito una brusca battuta d\u2019arresto a causa della chiusura dello spazio aereo e dei timori per la sicurezza legati alla guerra in Iran.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019UNHCR, che presta assistenza a circa 440.000 rifugiati registrati in Giordania, \u00e8 stato \u00abfortemente colpito\u00bb da questi tagli, afferma il portavoce Yousef Taha.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAbbiamo dovuto ridurre alcuni servizi, tra cui l\u2019assistenza economica diretta\u00bb, spiega. Entro la fine di maggio, l\u2019agenzia aveva ricevuto soltanto il 23% dei fondi richiesti ai donatori internazionali per il 2026.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H-1024x683.jpg\" alt=\"Due ragazze musulmane attraversano la strada.\" class=\"wp-image-3186\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/09\/skaff202607_117H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Giordania si presenta come un Paese musulmano tollerante verso le altre religioni e promotore del dialogo interreligioso. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI rifugiati in Giordania raramente soffrono la fame, ma il limitato accesso all\u2019assistenza sanitaria li espone a gravi rischi\u00bb, afferma Jalal al Husseini, ricercatore associato presso il <em>French Institute of the Near East<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u00abFin dagli anni Sessanta la famiglia reale ha svolto un ruolo di primo piano\u00bb nel dialogo interreligioso.<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuando non sono coperti da un\u2019assicurazione sanitaria e non possono sostenere le spese mediche, i rifugiati fanno affidamento sulle organizzazioni caritative locali, sulle Chiese, sull\u2019UNHCR, sulle ONG, nonch\u00e9 sulle istituzioni legate alla famiglia reale e sul Fondo Zakat [giordano], un ente governativo che gestisce la distribuzione di elemosine e aiuti caritativi a livello locale\u00bb, spiega al Husseini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Clinica <em>Mother of Mercy<\/em>, situata a Zarqa, citt\u00e0 industriale della Giordania che accoglie rifugiati palestinesi sin dalla loro espulsione dalle proprie terre nel 1948, fornisce servizi sanitari ai rifugiati e ad altri gruppi vulnerabili da 44 anni. Dal 2001 la struttura \u00e8 gestita dalle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa guerra ha provocato un aumento dei prezzi e l\u2019UNRWA [l\u2019Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi] ha ridotto alcuni dei propri servizi. Per questo prevediamo che quest\u2019anno un numero ancora maggiore di pazienti si rivolger\u00e0 a noi\u00bb, afferma suor Maryan Khume, medico e direttrice della clinica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPrima della guerra a Gaza visitavamo circa 40 pazienti al giorno. Oggi ne accogliamo mediamente una sessantina\u00bb, aggiunge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La clinica offre gratuitamente visite mediche per uomini, donne e bambini, servizi di consulenza psicologica, oltre a esami di laboratorio e farmaci a tariffe agevolate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo stipendio dei miei pazienti basta a malapena per coprire i primi dieci giorni del mese\u00bb, racconta la dottoressa Isaura Rajab, ginecologa. Per questo limita le prescrizioni a \u00abuno o due farmaci, perch\u00e9 i pazienti non possono permettersene di pi\u00f9\u00bb. Secondo la specialista, anche l\u2019alimentazione, spesso di scarsa qualit\u00e0 a causa delle difficolt\u00e0 economiche, provoca carenze nutrizionali significative. \u00abDiagnostico frequentemente casi di anemia e vedo donne che iniziano a perdere i denti gi\u00e0 intorno al quinto mese di gravidanza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 24 giugno, le gemelle Houda e Lama, nate da appena una settimana e con un peso inferiore ai due chilogrammi ciascuna, si sono presentate alla clinica per la loro prima visita medica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMia figlia \u00e8 venuta qui durante tutta la gravidanza. Hanno monitorato il suo peso e la pressione arteriosa, e ha potuto effettuare qui anche le ecografie\u00bb, racconta Hind Tarawoni, nonna delle gemelle. \u00abSi sono presi cura di lei in modo eccellente e non ha dovuto pagare nulla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQui ci sentiamo rispettati e davvero accolti\u00bb, aggiunge la donna giordana. \u00abE quando abbiamo detto al personale che mia figlia era rimasta incinta dopo nove anni di tentativi, erano felici quasi pi\u00f9 di noi!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa clinica \u00e8 una benedizione per i pazienti, e i nostri pazienti sono una benedizione per noi\u00bb, afferma suor Maryan. \u00abVederli arrivare insieme alle loro famiglie mi riempie di gioia. \u00c8 il segno della fiducia che ripongono in noi\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"cnewa-connections\">\n  <div class=\"cnewa-connections-heading\">\n    <h2>L\u2019impegno di CNEWA<\/h2>\n  <\/div>\n  <div class=\"cnewa-connections-content\" style=\"background:#6B4D5E;color:#ffffff\">\n    <p>Mentre alcune organizzazioni umanitarie riducono le proprie attivit\u00e0 in Giordania a causa dei tagli ai finanziamenti internazionali, CNEWA-Pontificia Missione ha registrato \u00abun aumento del 10% della domanda\u00bb di sostegno, riferisce Ra\u2019ed Bahou, direttore regionale dell\u2019ufficio di Amman di CNEWA-Pontificia Missione. Queste nuove richieste si aggiungono agli impegni ordinari gi\u00e0 sostenuti dall\u2019ente: 95.000 dollari per contribuire al bilancio annuale della Clinica <em>Mother of Mercy<\/em> di Zarqa; 68.000 dollari destinati all\u2019assistenza sanitaria di 870 pazienti presso l\u2019<em>Italian<\/em> <em>Hospital<\/em> di Amman; e 120.000 dollari per finanziare un programma annuale di buoni alimentari a favore di 930 famiglie di rifugiati.<\/p>\n<p>Per contribuire al sostegno di queste iniziative fondamentali, visita la nostra pagina per le <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dona-ora\/\">donazioni<\/a>.<\/p>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questo articolo \u00e8 stato tradotto dall\u2019originale pubblicato su ONE Magazine. Per leggere il testo originale, clicca <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/a-deepening-fragility\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo. 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