{"id":3236,"date":"2026-09-17T12:10:17","date_gmt":"2026-09-17T10:10:17","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=3236"},"modified":"2026-10-13T12:49:10","modified_gmt":"2026-10-13T10:49:10","slug":"tempo-del-creato-fuoco-ed-erbicidi-come-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/tempo-del-creato-fuoco-ed-erbicidi-come-armi\/","title":{"rendered":"Tempo del Creato: fuoco ed erbicidi come armi"},"content":{"rendered":"\n<h2 id=\"h-mille-ulivi-insieme-ad-altre-colture-sono-stati-divorati-dalle-fiamme-il-25-agosto-nei-pressi-di-qlayaa-un-villaggio-collinare-del-libano-meridionale\" class=\"wp-block-heading\">Mille ulivi, insieme ad altre colture, sono stati divorati dalle fiamme il 25 agosto nei pressi di Qlayaa, un villaggio collinare del Libano meridionale.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte delle 750 famiglie che ancora vivono a Qlayaa dipende dall\u2019agricoltura per il proprio sostentamento. Per molti residenti, fuoco ed erbicidi come armi rappresentano oggi una minaccia diretta alla sopravvivenza dell\u2019agricoltura locale. L\u2019economia del Libano meridionale si basa in larga misura sull\u2019agricoltura, che rifornisce l\u2019intero Paese di olive, agrumi e banane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I terreni degli abitanti del villaggio \u00absono oggi gravemente minacciati dalla guerra\u00bb, ha dichiarato padre Antonios Farah, parroco della Chiesa maronita di San Giorgio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur non escludendo che l\u2019incendio possa avere avuto cause naturali, padre Farah ha riferito che il media locale Naqd Media ha riportato il lancio di ordigni incendiari nell\u2019area da parte dell\u2019esercito israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I vigili del fuoco non sono potuti intervenire \u00abperch\u00e9 questa zona si trova all\u2019interno dell\u2019area occupata\u00bb, ha spiegato padre Farah.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Seedlings of Hope\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/z7S08Rnyqlk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Che cosa significa per gli agricoltori del Libano meridionale, dove la terra \u00e8 stata devastata dalla guerra e dalle sue strategie distruttive, ricevere piantine dalla Missione Pontificia? Diversi agricoltori ne hanno parlato con la videomaker Raghida Skaff; alcune interviste sono state realizzate mentre, sullo sfondo, si udivano i bombardamenti.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esercito israeliano occupa vaste aree del Libano meridionale dal 2024 e nel 2026 ha istituito una zona interdetta all\u2019accesso, denominata \u00ablinea gialla\u00bb, che a giugno si estendeva per circa 622 chilometri quadrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qlayaa si trova al di fuori della zona interdetta, ma continua a essere esposta a bombardamenti e attacchi con droni. Quest\u2019anno quattro residenti sono stati uccisi dall\u2019esercito israeliano, tra cui <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/la-guerra-torna-in-libano\/\">padre Pierre al-Rahi<\/a>, sacerdote maronita del luogo, e un uomo con i suoi due figli. Padre Farah \u00e8 subentrato a padre al-Rahi come parroco della chiesa di San Giorgio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il villaggio si trova inoltre tra due posizioni strategiche: il castello di Beaufort, occupato dall\u2019esercito israeliano a maggio, e il crinale di Ali al-Taher. Il 10 settembre, l\u2019esercito israeliano ha distrutto quelle che ha definito infrastrutture sotterranee di Hezbollah ad Ali al-Taher, provocando un\u2019onda d\u2019urto paragonabile a quella di un terremoto di magnitudo 4,1.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A met\u00e0 settembre, gli attacchi israeliani in Libano avevano provocato quasi 9.000 morti dal 2023. In un rapporto governativo pubblicato ad aprile, la ministra dell\u2019Ambiente libanese Tamara El Zein ha affermato che la guerra ha \u00abridisegnato il paesaggio fisico ed ecologico del Paese\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-l-entita-e-la-natura-deliberata-dei-danni-arrecati-alle-foreste-ai-terreni-agricoli-agli-ecosistemi-marini-alle-risorse-idriche-e-alla-qualita-dell-aria-costituiscono-un-atto-di-ecocidio-ha-dichiarato\" class=\"wp-block-heading\">\u00abL\u2019entit\u00e0 e la natura deliberata dei danni arrecati alle foreste, ai terreni agricoli, agli ecosistemi marini, alle risorse idriche e alla qualit\u00e0 dell\u2019aria costituiscono&#8230;un atto di ecocidio\u00bb, ha dichiarato.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNel 2023, l\u2019esercito israeliano ha iniziato a utilizzare il fosforo bianco\u00bb, ha dichiarato Mohammad el Husseini, presidente dell\u2019Unione degli agricoltori del Libano meridionale. Il suo impiego indiscriminato in Libano viola il diritto internazionale umanitario. El Husseini ha poi aggiunto che \u00able ruspe israeliane hanno rimosso la vegetazione naturale, abbattendo alberi e distruggendo le coltivazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel febbraio scorso, l\u2019esercito israeliano ha irrorato glifosato, un erbicida, lungo la linea di demarcazione, causando la morte, nel giro di pochi giorni, di terreni coltivati e aree boschive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo el Husseini, queste azioni contribuiscono a \u00abuna forma di desertificazione che equivale a un crimine di guerra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando dalla sua abitazione a Qlayaa, l\u2019agricoltore Marwan Rizq ha raccontato di essere riuscito a coltivare solo una parte dei suoi terreni dal 2023 a oggi e che la produzione di olio d\u2019oliva, noci pecan, pinoli e angurie si \u00e8 drasticamente ridotta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H-1024x683.jpg\" alt=\"Uomo in abiti da lavoro accanto a una fila di arnie aperte in un\u2019area rurale.\" class=\"wp-image-3234\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_024H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019agricoltore e apicoltore Roger Rouhana mostra le arnie vuote che aveva riposto in deposito. Rouhana afferma di aver perso i suoi alveari a causa dell\u2019impatto della guerra sul territorio e sulle api. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab<a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/sotto-assedio-nel-libano-meridionale\/\">Raggiungere i nostri terreni agricoli \u00e8 pericoloso<\/a>: i bombardamenti possono verificarsi in qualsiasi momento, cos\u00ec come le operazioni militari\u00bb, ha dichiarato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica del Libano (CNRS), tra ottobre 2023 e dicembre 2024 gli incendi hanno distrutto circa 2.154 ettari di frutteti. Tra questi, 814 ettari erano uliveti e 637 ettari agrumeti. Altri 89 ettari di pinete da pinolo hanno subito danni significativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marwan Rizq ha raccontato che, il 28 ottobre 2024, 700 dei suoi 1.500 ulivi \u00absono stati sradicati dagli escavatori [israeliani]\u00bb. Nel 2026 la sua azienda agricola ha prodotto appena 300 litri circa di olio d\u2019oliva, contro i consueti 10.000 litri, con una conseguente e drastica riduzione delle entrate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo e mio fratello viviamo grazie a queste terre\u00bb, ha affermato Rizq.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSia lodato Dio, abbiamo ancora le nostre case, ma questo non basta\u00bb, ha aggiunto. \u00abAbbiamo bisogno di poter lavorare e desideriamo la pace\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2023, <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/una-pace-sospesa\/\">CNEWA-Pontificia Missione sostiene gli abitanti e l\u2019amministrazione comunale di Qlayaa<\/a> attraverso aiuti economici diretti, forniture di carburante e distribuzione di generi alimentari, per un valore complessivo di 39.000 dollari nel 2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 lontano dalla linea del fronte, CNEWA-Pontificia Missione ha adottato una \u00abrisposta d\u2019emergenza intelligente\u00bb per sostenere gli agricoltori colpiti dalla crisi, ha spiegato Michel Constantin, direttore dell\u2019ufficio regionale di CNEWA a Beirut.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A settembre, CNEWA-Pontificia Missione e il partner locale <em>The Desert is Fertile<\/em> hanno distribuito centinaia di piantine agli agricoltori dei distretti di Jezzine e Saida. L\u2019iniziativa ha coinvolto 11.000 agricoltori provenienti dai villaggi della zona, dove \u00e8 pi\u00f9 facile accedere ai terreni agricoli.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"h-gli-agricoltori-potranno-utilizzare-i-raccolti-per-nutrire-le-proprie-famiglie-e-venderne-una-parte-sul-mercato-ha-affermato-constantin\" class=\"wp-block-heading\">\u00abGli agricoltori potranno utilizzare i raccolti per nutrire le proprie famiglie e venderne una parte sul mercato\u00bb, ha affermato Constantin.<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo e una donna seduti all\u2019aperto su due sedie davanti a un\u2019abitazione.\" class=\"wp-image-3233\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_030H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Boutros Rouhana, 90 anni, agricoltore, e sua figlia Jamile hanno scelto di rimanere nel loro villaggio vicino al confine del distretto di Jezzine, in Libano, nonostante la guerra. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando da Qlayaa, Marwan Rizq ha detto di temere di perdere un\u2019altra fonte di reddito: il miele prodotto dalle sue api. \u00abI bombardamenti, le esplosioni, l\u2019odore dell\u2019ammonio [utilizzato negli esplosivi]&#8230; tutto questo ha un impatto sull\u2019ambiente. Come potranno sopravvivere le api?\u00bb, si \u00e8 chiesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo un rapporto del Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica del Libano (CNRS), i suoli sono \u00abcontaminati da metalli pesanti, idrocarburi e residui chimici derivanti da munizioni e detriti\u00bb. Tra le sostanze pi\u00f9 diffuse figurano il fosforo e il cromo. Questi elementi \u00abpossono permanere nel terreno per decenni, con potenziali effetti negativi sulla crescita delle piante e sulla sicurezza alimentare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto evidenzia inoltre che \u00able aree con i pi\u00f9 alti livelli di contaminazione coincidono con importanti zone agricole\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hisham Younes \u00e8 tra i fondatori di <em>Green Southerners<\/em>, un\u2019organizzazione ambientalista attiva nel Libano meridionale. Secondo lui, si tratta di \u00abuno schema e di una politica che mirano a cancellare i villaggi. Non solo distruggendone le abitazioni e le infrastrutture, ma anche gli alberi e gli ecosistemi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAlcune delle aree colpite erano caratterizzate da una ricca biodiversit\u00e0. Oggi sono diventate zone morte\u00bb, ha dichiarato. Ha inoltre denunciato quella che definisce un\u2019intensificazione, a partire da luglio, della politica israeliana della \u00abterra bruciata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H-1024x683.jpg\" alt=\"Quattro uomini all\u2019aperto mostrano giovani piantine destinate alla coltivazione.\" class=\"wp-image-3232\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_040H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Michel Constantin, direttore dell\u2019ufficio regionale di Beirut di CNEWA-Pontificia Missione, incontra alcuni agricoltori durante una distribuzione di piantine a Qaitouli, in Libano. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni osservatori ritengono che si tratti di una strategia finalizzata a rendere il Libano meridionale inabitabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi\u00f2 che sta accadendo a Gaza e in Libano richiama alla mente il concetto di <em>Herem<\/em>, l\u2019anatema descritto nel Libro del Deuteronomio\u00bb, ha affermato padre Bassem al Rai, filosofo politico e docente di scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 Saint Joseph di Beirut e all\u2019Universit\u00e0 Libanese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo le prescrizioni del <em>herem<\/em> contenute nel Deuteronomio, quando gli ebrei prendono possesso della terra del nemico pu\u00f2 essere applicato un principio di totale distruzione qualora ci\u00f2 che vi si trova sia considerato una minaccia per la comunit\u00e0 e per il culto dell\u2019unico Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTutto deve essere distrutto e dato alle fiamme, affinch\u00e9 non rimanga nulla\u00bb, ha aggiunto padre Rai.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped is-style-lightbox wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3231\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H-1024x683.jpg\" alt=\"Uomo in piedi all\u2019aperto mentre tiene tra le mani alcune giovani piantine.\" class=\"wp-image-3231\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_016H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elias Messan mostra le piantine ricevute da CNEWA-Pontificia Missione. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3230\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo con in mano un attrezzo mentre lavora un campo agricolo.\" class=\"wp-image-3230\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_022H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Roger Rouhana ara il proprio terreno a Bislaya, in Libano, in preparazione della semina con sementi fornite da CNEWA-Pontificia Missione e da The Desert is Fertile. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3229\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo in mezzo a delle piante.\" class=\"wp-image-3229\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_005H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Elias Messan raccoglie fagiolini nella sua serra a Qaitouli, in Libano. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3228\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo al lavoro in un campo.\" class=\"wp-image-3228\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_032H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Georges Makhoul prepara il terreno per le nuove piantine che ricever\u00e0 da CNEWA-Pontificia Missione. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3227\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H-1024x683.jpg\" alt=\"Una donna dispone spezie o erbe aromatiche ad essiccare su una superficie esposta al sole.\" class=\"wp-image-3227\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_037H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Jamile Rouhana fa essiccare il sommacco al sole prima di mescolarlo con il timo a Bislaya, in Libano. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3226\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo parla al microfono.\" class=\"wp-image-3226\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_044H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Michel Constantin, direttore dell\u2019ufficio regionale di Beirut di CNEWA-Pontificia Missione, interviene durante un incontro pubblico davanti alla chiesa di San Michele a Qaitouli, in Libano, prima della distribuzione di centinaia di piantine, illustrando il sostegno offerto agli agricoltori. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"3225\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H-1024x683.jpg\" alt=\"Un uomo con le stampelle tiene in mano un girasole.\" class=\"wp-image-3225\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/skaff202609_049H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Geryes Atiyeh, agricoltore e padre di quattro figli, aspetta lungo una strada che qualcuno acquisti i prodotti del suo raccolto. (Foto di Raghida Skaff)<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre anni di guerra nel Libano meridionale hanno devastato frutteti e uliveti. 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