{"id":3308,"date":"2026-10-01T14:43:05","date_gmt":"2026-10-01T12:43:05","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=3308"},"modified":"2026-10-23T14:54:37","modified_gmt":"2026-10-23T12:54:37","slug":"tempo-del-creato-distruzione-in-cisgiordania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/tempo-del-creato-distruzione-in-cisgiordania\/","title":{"rendered":"Tempo del Creato: distruzione in Cisgiordania"},"content":{"rendered":"\n<h2 id=\"h-lungo-le-strade-della-cisgiordania-occupata-si-susseguono-centinaia-di-ulivi-sradicati-i-bulldozer-dell-esercito-israeliano-hanno-estirpato-i-loro-tronchi-secolari-e-le-radici\" class=\"wp-block-heading\">Lungo le strade della Cisgiordania occupata si susseguono centinaia di ulivi sradicati. I bulldozer dell\u2019esercito israeliano hanno estirpato i loro tronchi secolari e le radici.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intere distese di uliveti privati, coltivati e tramandati di generazione in generazione dalle famiglie palestinesi, si sono trasformate in terreni spogli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTutte le pratiche e le politiche coloniali che Israele ha adottato riguardo alla terra hanno danneggiato e continuano a danneggiare l\u2019ambiente e il settore agricolo\u00bb, ha dichiarato il reverendo Munther Isaac, pastore della Chiesa evangelica luterana della Speranza di Ramallah e direttore del <em>Bethlehem Institute for Peace and Justice<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"685\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-1024x685.jpg\" alt=\"Un carrarmato in mezzo ad un campo di ulivi.\" class=\"wp-image-3306\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-300x201.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-768x514.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-1536x1027.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-2048x1370.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2296270528-scaled-1-1600x1070.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Forze israeliane sradicano 400 ulivi appartenenti a palestinesi a Beit Rima, in Cisgiordania, il 24 settembre. I soldati israeliani hanno circondato l\u2019area e garantito la sicurezza delle operazioni, mentre i mezzi pesanti hanno estirpato gli ulivi uno a uno. (Foto di Issam Rimawi\/Anadolu via Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019ambiente sta soffrendo enormemente\u00bb, ha affermato padre Ibrahim Faltas, O.F.M., della Custodia di Terra Santa. Il religioso ha ricordato che San Francesco d\u2019Assisi, fondatore del suo ordine, \u00abci ha insegnato molto sull\u2019amore per il creato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIn Cisgiordania assistiamo all\u2019incendio di campi coltivati e alberi, oltre a molti altri tipi di attacchi\u00bb, ha spiegato. \u00abQuesti attacchi non colpiscono solo l\u2019ambiente, ma anche le persone, che vivono nella paura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa gente non riesce a raccogliere le olive, a lavorare la propria terra n\u00e9 a svolgere le normali attivit\u00e0 agricole\u00bb, ha aggiunto. \u00abGuardate i villaggi di Aboud, Taybeh e Zababdeh, in Cisgiordania, e molti altri ancora. Questa situazione sta compromettendo i mezzi di sostentamento della popolazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza nel 1967, si stima che siano stati sradicati tra 600.000 e 800.000 ulivi appartenenti a famiglie palestinesi, insieme a circa 2,5 milioni di alberi da frutto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00abCome cristiani, abbiamo la responsabilit\u00e0 di dire la verit\u00e0 e di opporci a qualsiasi sistema che distrugga gli elementi essenziali della vita\u00bb<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019estirpazione degli alberi maturi ha provocato gravi conseguenze ambientali ed economiche a lungo termine. Un ulivo impiega dai cinque agli otto anni per produrre un raccolto significativo e raggiunge la piena produttivit\u00e0 dopo 15-20 anni. Alcuni ulivi della Cisgiordania hanno pi\u00f9 di mille anni di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni gli attacchi condotti da coloni armati e dall\u2019esercito hanno registrato un forte aumento. Secondo l\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (<a href=\"https:\/\/www.unocha.org\/\">OCHA<\/a>), durante l\u2019ultima raccolta delle olive, tra il 1\u00b0 ottobre e il 30 novembre, i coloni hanno danneggiato oltre 6.000 alberi e giovani piante appartenenti a palestinesi in 70 villaggi della Cisgiordania. Si tratta del livello pi\u00f9 alto registrato negli ultimi sei anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/le-ultime-terre-libere\/\">I danni, tuttavia, non si limitano agli uliveti<\/a>. Colpiscono anche i terreni agricoli, le risorse idriche, la fauna selvatica e gli ecosistemi da cui dipendono le citt\u00e0 e i villaggi palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOggi assistiamo a un attacco sistematico contro tutti gli aspetti della vita palestinese e contro l\u2019ambiente\u00bb, ha dichiarato il reverendo Munther Isaac.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le confische di vaste aree di terreno, gli insediamenti illegali, le infrastrutture militari, i posti di blocco e la barriera di separazione hanno avuto, nel loro insieme, <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/comunita-sotto-pressione\/\">un impatto devastante<\/a>. Queste misure limitano l\u2019accesso a risorse naturali fondamentali, tra cui l\u2019acqua e le falde acquifere, ma anche ai terreni agricoli e di pascolo, alle riserve naturali, alle foreste e alle risorse minerarie e di cava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abGli attacchi dei coloni hanno raggiunto livelli senza precedenti. Non avevamo mai visto nulla di simile\u00bb, ha affermato padre Faltas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer quanto riguarda le iniziative, possiamo fare ben poco per aiutare le persone a raggiungere le loro terre. \u00c8 estremamente difficile. Cosa pu\u00f2 fare la Chiesa?\u00bb, ha aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una valutazione congiunta dell\u2019UNRWA e dell\u2019<em>Applied Research Institute-Jerusalem<\/em> (ARIJ) ha rilevato che la costruzione della barriera di separazione ha provocato una diffusa erosione e compattazione del suolo, la frammentazione degli ecosistemi, lo sradicamento della vegetazione e il degrado dei terreni agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per realizzare l\u2019opera, i costruttori hanno sradicato oltre 100.000 alberi appartenenti a palestinesi e distrutto pi\u00f9 di 30 chilometri di reti di irrigazione e condutture idriche. La costruzione della barriera, tuttora in corso, ha inoltre distrutto o isolato pozzi, cisterne e sorgenti, causando anche allagamenti dovuti all\u2019ostruzione del deflusso delle acque superficiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La barriera ha inoltre interrotto la continuit\u00e0 del naturale corso di torrenti e sorgenti, con conseguenze sulla biodiversit\u00e0 locale e sulla sopravvivenza di numerose specie vegetali e animali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-1024x682.jpg\" alt=\"Un uomo appoggiato ad un tronco di un albero.\" class=\"wp-image-3305\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/GettyImages-2285000417-scaled-1-1600x1066.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un palestinese in lutto si appoggia a un ulivo sradicato dall\u2019esercito israeliano a Madama, in Cisgiordania, nel mese di luglio. L\u2019esercito ha giustificato questi interventi con motivi di sicurezza, sostenendo che la vegetazione vicina agli insediamenti, alle postazioni militari e alle strade di accesso potrebbe offrire copertura ad attacchi o ostacolare la sorveglianza. (Foto di Nasser Ishtayeh\/SOPA Images\/LightRocket via Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La barriera ha avuto effetti pesanti anche sulla fauna selvatica, interrompendo i movimenti degli animali e frammentandone gli habitat. Nel 2010, appena otto anni dopo l\u2019inizio dei lavori, l\u2019Autorit\u00e0 palestinese per la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente ha identificato 16 specie animali minacciate nella zona. La distruzione degli habitat e la perdita o il degrado delle risorse idriche hanno inoltre messo in pericolo quasi tutte le specie di anfibi presenti nell\u2019area.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019anno successivo, gli agricoltori che vivevano nelle zone isolate dalla barriera hanno segnalato un calo del 50-60% dei raccolti annuali. Le restrizioni imposte al pascolo hanno inoltre provocato perdite di bestiame che, in alcuni villaggi, hanno raggiunto il 60%. A queste si sono aggiunti gli animali rubati, feriti o uccisi dai coloni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l\u2019OCHA, gli agricoltori palestinesi devono attraversare circa 62 varchi militari israeliani per raggiungere i terreni isolati dalla barriera. Inoltre, almeno il 20% delle restrizioni alla circolazione documentate in Cisgiordania ostacola l\u2019accesso alle terre agricole. Nel 2023, quasi 24.000 acri di terreni coltivati a ulivo in tutta la Cisgiordania sono rimasti incolti a causa delle limitazioni all\u2019accesso. Questa situazione ha favorito il degrado del territorio, l\u2019erosione del suolo e la riduzione della copertura vegetale, aumentando al tempo stesso la pressione sui terreni agricoli ancora accessibili. Le perdite economiche hanno raggiunto i 10 milioni di dollari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Un ulivo impiega dai cinque agli otto anni per produrre un raccolto significativo e raggiunge la piena produttivit\u00e0 dopo 15-20 anni.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo semestre del 2026, oltre 190 infrastrutture idriche e igienico-sanitarie appartenenti a comunit\u00e0 palestinesi, tra cui condutture, sistemi di irrigazione e serbatoi d\u2019acqua, hanno subito danni o sono state distrutte in pi\u00f9 di 100 attacchi legati a demolizioni condotte dall\u2019esercito israeliano o a episodi di violenza da parte dei coloni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste distruzioni hanno interrotto l\u2019approvvigionamento idrico e compromesso l\u2019irrigazione, riducendo la quantit\u00e0 d\u2019acqua disponibile per colture, alberi, bestiame e vegetazione. La situazione ha inoltre aumentato il rischio di contaminazione del suolo e delle risorse idriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prolungata mancanza di irrigazione ha causato la perdita di raccolti, la riduzione della copertura vegetale e il degrado del suolo. Di conseguenza, la produttivit\u00e0 dei terreni agricoli \u00e8 diminuita e gli ecosistemi locali hanno perso parte della loro capacit\u00e0 di resistere agli stress ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9 molti insediamenti israeliani sorgono a monte dei villaggi palestinesi, le acque reflue e gli scarichi industriali, compresi materiali pericolosi come rifiuti sanitari, metalli, batterie e sottoprodotti industriali, finiscono direttamente nei centri abitati e nei terreni agricoli palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli scarichi industriali e l\u2019uso di pesticidi contaminano aria, suolo e risorse idriche nelle aree circostanti. Gli effetti sulla salute sono evidenti. Studi condotti nelle zone industriali di Tulkarem e Salfit hanno registrato un numero insolitamente elevato di casi di tumore. Nelle stesse aree si registrano inoltre alcuni dei pi\u00f9 alti tassi di asma, disturbi oculari e malattie respiratorie della Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il reverendo Munther Isaac, questa devastazione ambientale contraddice l\u2019insegnamento della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFin dalle sue origini, la fede cristiana insegna che il creato \u00e8 buono, perch\u00e9 Dio lo ha voluto, e che gli esseri umani sono chiamati a custodirlo. Questo fa parte della teologia cristiana ed \u00e8 una responsabilit\u00e0 che ci \u00e8 stata affidata\u00bb, ha affermato il reverendo Isaac. \u00abCome cristiani, abbiamo il dovere di dire la verit\u00e0 e di opporci a qualsiasi sistema che distrugga gli elementi essenziali della vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La distruzione e il degrado dell\u2019ambiente figurano tra le cause che hanno contribuito al calo della popolazione cristiana. Secondo stime recenti, in Cisgiordania vivono tra 40.000 e 45.000 cristiani, poco pi\u00f9 dell\u20191% della popolazione. Nel censimento del 1967 rappresentavano invece circa il 5%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Taybeh, a nord-est di Ramallah, \u00e8 conosciuto come l\u2019ultimo villaggio palestinese interamente cristiano della Cisgiordania. Secondo le autorit\u00e0 locali conta oggi circa 1.300 abitanti, contro i 3.000 di circa quarant\u2019anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il villaggio rientra tra le localit\u00e0 pi\u00f9 colpite dagli attacchi dei coloni israeliani illegali, compresi gli incendi appiccati ai terreni agricoli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"Una ragazza seduta in un campo.\" class=\"wp-image-3304\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2026\/10\/hazboun202510_069H-scaled-1-1600x1067.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Riham Jahshan raccoglie piante sul terreno della sua famiglia ad al-Makhrour, nei pressi di Beit Jala, in Cisgiordania. (Foto di Samar Hazboun)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abI coloni hanno cercato di incendiare la chiesa del villaggio e hanno fatto entrare il loro bestiame all\u2019interno dell\u2019edificio sacro\u00bb, ha raccontato il sindaco, Suleiman Elias Khouriyeh.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una dichiarazione, i sacerdoti delle Chiese di Taybeh hanno affermato che il villaggio \u00abrischia seriamente di svuotarsi e di vedere la propria popolazione costretta a lasciare la zona a causa degli attacchi sistematici contro le terre, i luoghi sacri e la comunit\u00e0 locale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il sindaco, Taybeh si estende su circa 5.930 acri di terreno, in gran parte destinato all\u2019agricoltura. Ha inoltre spiegato che i coloni e l\u2019esercito impediscono ai residenti di accedere a quasi 4.000 acri delle loro propriet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sindaco Khouriyeh possiede alcuni appezzamenti di terreno che coloni ed esercito israeliano hanno occupato. \u00abAvevo piantato cento giovani alberi di agrumi. I coloni li hanno sradicati, rubati e ripiantati nell\u2019avamposto di un vicino insediamento illegale\u00bb, ha raccontato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre i palestinesi si preparano alla raccolta delle olive di met\u00e0 ottobre, molti residenti si chiedono se riusciranno a raggiungere le proprie terre e a lavorarle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIsraele si presenta all\u2019Occidente come il Paese che ha trasformato il deserto nel Giardino dell\u2019Eden con la nascita dello Stato d\u2019Israele\u00bb, ha affermato il reverendo Isaac. \u00abMa la realt\u00e0 che abbiamo davanti agli occhi \u00e8 esattamente l\u2019opposto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli scarichi inquinanti provenienti dagli insediamenti israeliani, la distruzione di alberi e condutture idriche da parte dei coloni e dell\u2019esercito, oltre alla costruzione della barriera di separazione, non solo compromettono i mezzi di sussistenza dei palestinesi, ma alterano anche la biodiversit\u00e0 della Cisgiordania.<\/p>\n","protected":false},"author":70092,"featured_media":3307,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"class_list":["post-3308","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v28.7 (Yoast SEO v28.7) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>CNEWA Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In Cisgiordania, l\u2019inquinamento proveniente dagli insediamenti israeliani colpisce le comunit\u00e0 palestinesi e l\u2019ambiente.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" 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