{"id":661,"date":"2024-09-03T11:07:00","date_gmt":"2024-09-03T09:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/cnewa.org\/it\/?p=661"},"modified":"2026-03-05T11:55:29","modified_gmt":"2026-03-05T10:55:29","slug":"una-sfida-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cnewa.org\/it\/una-sfida-globale\/","title":{"rendered":"Una sfida globale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Sridevi M., rimasta orfana a causa dell\u2019AIDS, sogna di diventare medico. Sua madre aveva scoperto di essere positiva all\u2019H.I.V. durante un controllo prenatale di routine. Poco dopo, anche il padre, camionista, risult\u00f2 positivo: aveva contratto il virus a seguito di rapporti non protetti con prostitute durante i suoi viaggi di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la diagnosi, la madre di Sridevi scelse di portare avanti la gravidanza e inizi\u00f2 la terapia contro l\u2019H.I.V. Alla nascita, anche la bambina fu trattata con farmaci specifici per sei settimane e risult\u00f2 negativa al virus.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando aveva solo sei anni, Sridevi perse entrambi i genitori, deceduti a causa della malattia. Da allora, vive nel convento della Congregazione del Sacro Cuore, una comunit\u00e0 di suore cattoliche siro-malabaresi che opera nel distretto di Shimoga, nello stato del Karnataka. Essendo una hindu di casta inferiore, Sridevi non porta un cognome, ma solo un\u2019iniziale accanto al suo nome.<\/p>\n\n\n\n<p>A Shimoga, padre Abraham Areeparambil, direttore della <em>Malnad Social Service Society<\/em> dell\u2019Eparchia Cattolica Siro-Malabarese di Bhadravathi, \u00e8 da quasi vent\u2019anni impegnato nel sostegno e nella cura dei malati di H.I.V. e AIDS.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"A Global Concern\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dla_J79JbB4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Nel Karnataka meridionale, dove il tasso di infezioni da H.I.V. supera la media nazionale, la Chiesa \u00e8 in prima linea per non lasciare indietro nessuno. Attraverso centri come il Navajeevan e la Jyothir Vikasa, offre cure mediche, sostegno alle famiglie, campagne di sensibilizzazione e programmi di prevenzione e trattamento per chi convive con H.I.V. e AIDS.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cQueste persone hanno bisogno di attenzione, empatia e cure, proprio come chiunque altro\u201d, afferma padre Abraham Areeparambil. \u201cCon il giusto trattamento e supporto, possono vivere quasi normalmente. Come Ges\u00f9 ebbe compassione, cos\u00ec anche noi dobbiamo offrire loro la nostra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre in Occidente l\u2019H.I.V. ha perso lo status di emergenza sanitaria, in India resta una sfida di proporzioni epidemiche. Secondo il <em>National AIDS Control Organization<\/em> (NACO), nel 2023 circa 2,54 milioni di persone convivevano con l\u2019H.I.V., collocando l\u2019India tra i cinque paesi con il maggior numero di casi al mondo. Sempre nello stesso anno, quasi 80.000 persone sono morte per cause legate all\u2019AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello globale, l\u2019H.I.V. e l\u2019AIDS rimangono problemi sanitari rilevanti. I dati di UNAIDS indicano che alla fine del 2023 quasi 40 milioni di persone sono risultate sieropositive, con la maggioranza concentrata nei paesi del Sud del mondo. L\u2019Africa subsahariana conta il maggior numero di casi, con 25,9 milioni di persone affette, seguita dall\u2019Asia e dal Pacifico (6,7 milioni) e dall\u2019Europa occidentale e Nord America (2,3 milioni). Dall\u2019inizio dell\u2019epidemia, nel 1981, si stima che oltre 42 milioni di persone siano morte per l\u2019AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>In India, gli stati meridionali di Maharashtra, Andhra Pradesh e Karnataka sono quelli con il pi\u00f9 alto numero di infezioni. In Karnataka, uno stato prevalentemente rurale, il tasso di sieropositivit\u00e0 pro capite supera la media nazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u201cQueste persone hanno bisogno di attenzione, empatia e cure, proprio come chiunque altro\u201d<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Padre Areeparambil ricorda con preoccupazione l\u2019impennata di casi di H.I.V. registrata nel 2007 nello stato. \u201cA Shimoga sono arrivate nuove industrie, e con loro pi\u00f9 camionisti e, inevitabilmente, un aumento delle lavoratrici del sesso\u201d, racconta.<\/p>\n\n\n\n<p>Per rispondere all\u2019emergenza, nel 2009 la <em>Malnad Social Service Society<\/em> ha aperto il <em>Navajeevan Community Care Center<\/em> a Bommanakatte, una cittadina industriale del distretto di Bhadravathi, per offrire supporto ai malati di H.I.V. e AIDS. Tuttavia, a causa dello stigma sociale legato a queste malattie e alle pressioni della comunit\u00e0 locale, il centro \u00e8 stato presto rinominato <em>Navajeevan Holistic and Palliative Care Center<\/em> (Centro di Cura Olistica e Palliativa Navajeevan).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn India, lo stigma di avere l\u2019H.I.V. o l\u2019AIDS \u00e8 enorme\u201d, spiega padre Areeparambil. \u201cMolte persone vivono in famiglie allargate, e se i tuoi parenti scoprono che sei sieropositivo, vieni quasi sempre emarginato\u201d.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene il centro conti gi\u00e0 circa 200 pazienti nel suo bacino d\u2019utenza, questo accogli anche pazienti affetti da H.I.V. e AIDS provenienti da luoghi lontani che ricercano tranquillit\u00e0 e discrezione durante il trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i figli dei pazienti affetti da H.I.V. e AIDS vengono talvolta emarginati o esclusi dai loro coetanei a causa dello stigma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn certi casi riusciamo a risolvere questi problemi, altre volte falliamo\u201d, commenta padre Areeparambil parlando del lavoro del centro con le famiglie coinvolte. \u201cMa siamo qui per loro. Offriamo consulenza ai pazienti e alle loro famiglie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sacerdote sostiene che la sua fede lo incoraggia a perseverare anche quando si sente messo alla prova da circostanze difficili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-618\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_041H-1.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Padre Abraham Areeparambil assiste i pazienti con H.I.V. al Navajeevan Holistic and Palliative Care Center di Bommanakatte, India. (Foto di Sajeendran V.S.)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cLa nostra presenza come cristiani \u00e8 una testimonianza del Vangelo. E la nostra testimonianza \u00e8 preziosa per la Santa Chiesa\u201d, dice. \u201cSo che Ges\u00f9 \u00e8 con me in ogni momento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Padre Sajeesh Thrikkodanmalil, direttore del Centro Navajeevan, spiega che il centro offre assistenza sanitaria, cibo e farmaci ai pazienti affetti da H.I.V. e AIDS \u201cindipendentemente dalla loro fede\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa maggior parte dei nostri pazienti sono abbandonati dalle loro famiglie o dai loro mariti. Nel caso di pazienti pi\u00f9 anziani, sono i figli a non volersi occupare di loro\u201d, spiega. \u201cNoi li aiutiamo a curarsi e ci assicuriamo che vengano reintegrati nelle comunit\u00e0 offrendo loro opportunit\u00e0 di lavoro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il centro organizza programmi di sensibilizzazione sulla cura dell\u2019igiene, l\u2019alimentazione e il benessere generale dei pazienti con H.I.V. e AIDS. Una parte importante delle attivit\u00e0 riguarda l\u2019informazione sui rischi delle infezioni sessualmente trasmissibili, con un focus particolare sui gruppi vulnerabili, e incoraggia le persone a sottoporsi al test se manifestano sintomi influenzali o sospettano di essere a rischio di H.I.V.<\/p>\n\n\n\n<p>La dottoressa Deepa K.M. lavora al Centro Navajeevan. \u201cIn India, i gruppi emarginati, come i lavoratori del sesso, le persone transgender e le persone omosessuali, non solo sono stigmatizzati per l\u2019H.I.V., ma anche per essere parte di categorie socialmente escluse\u201d, spiega. \u201cQueste persone, infatti, subiscono discriminazioni anche all\u2019interno delle loro stesse comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche suor Rosaline Jose, della Congregazione del Sacro Cuore, lavora con i pazienti del Centro Navajeevan.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlcuni dei nostri volontari sono sieropositivi\u201d, dice. \u201cCapiscono cosa significhi vivere con questa condizione. Inoltre, si occupano dei contatti con gli ospedali governativi e portano a noi tutti i pazienti che hanno bisogno di assistenza oltre a quella farmacologica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Suor Rosaline sottolinea che stanno lavorando anche per sensibilizzare le persone sui loro diritti e doveri in relazione all\u2019H.I.V. e all\u2019AIDS, come stabilito dalla legge indiana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><em>\u201cCome Ges\u00f9 ebbe compassione, cos\u00ec anche noi dobbiamo offrire loro la nostra\u201d<\/em><\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cPer esempio, un uomo affetto da H.I.V. o da AIDS, che sposasse consapevolmente una donna e le trasmettesse l\u2019H.I.V., sarebbe ritenuto colpevole di aver diffuso un\u2019infezione potenzialmente letale. Si tratta di un reato punibile per legge che prevede una pena detentiva di due anni\u201d, spiega la dottoressa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Paese sta collaborando con l\u2019UNAIDS per implementare un rigoroso programma di intervento mirato per raggiungere l\u2019obiettivo stabilito 90-90-90: identificare il 90% delle persone affette da H.I.V., somministrare una terapia antiretrovirale al 90% delle persone diagnosticate e ottenere una soppressione virale sostenuta nel 90% dei pazienti in terapia antiretrovirale. Gli obiettivi a lungo termine sono l\u2019eliminazione della trasmissione da madre a figlio entro il 2025 e la trasmissione zero entro il 2030.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-616\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H-300x200.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H-768x512.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H-1600x1067.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_033H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Suora Rosaline Jose del Sacro Cuore assiste i pazienti con H.I.V. al Navajeevan Holistic and Palliative Care Center di Bommanakatte, in India. (Foto di Sajeendran V.S.)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Mandya, un distretto del Karnataka famoso per la sua produzione di canna da zucchero, ha visto una continua diminuzione dei casi di H.I.V. nell\u2019ultimo decennio. Nel 2014, Mandya era il secondo distretto dello stato per numero di pazienti con H.I.V.; in pochi anni \u00e8 sceso al sedicesimo posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Padre Roy Vattakunnel, direttore della <em>Jyothir Vikasa Social Service Society<\/em> dell\u2019Eparchia Cattolica Siro-Malabarese di Mandya, attribuisce questo miglioramento alle campagne di sensibilizzazione, in gran parte realizzate attraverso il teatro di comunit\u00e0, manifesti e cartelloni, che \u201cinformano le persone sui pericoli della diffusione del virus\u201d. Le campagne vengono realizzate in collaborazione con le autorit\u00e0 locali, le organizzazioni volontarie e le comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019organizzazione caritativa della Chiesa collabora anche con il governo nei programmi di prevenzione e trattamento, supportata dalle organizzazioni di volontariato, aggiunge padre Vattakunnel.<\/p>\n\n\n\n<p>Il programma <em>Asha Kirana<\/em>, pensato per supportare le persone affette da H.I.V. e AIDS, si rivolge anche ai lavoratori del sesso, un settore cresciuto a Mandya con l\u2019arrivo di lavoratori migranti nelle fabbriche di zucchero. Secondo i dati ufficiali del 2021, 92 delle 1.221 prostitute femminili e 56 dei 991 prostitute maschili registrati presso il <em>Karnataka Sex Workers Union<\/em> risultano sieropositivi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Asha Kirana<\/em> assiste oltre 350 pazienti, indirizzandoli ai centri di trattamento e offrendo supporto psicologico, pasti equilibrati e informazioni su H.I.V. e AIDS. Nel primo semestre del 2024, l\u2019organizzazione ha contribuito all\u2019identificazione di 14 nuovi casi a Mandya e ha indirizzato 55 pazienti al centro locale per i test.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"674\" src=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H-1024x674.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-617\" srcset=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H-1024x674.jpg 1024w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H-300x197.jpg 300w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H-768x505.jpg 768w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H-1536x1010.jpg 1536w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H-1600x1052.jpg 1600w, https:\/\/cnewa.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2024\/11\/sajeendran202407_026H.jpg 1800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bambini affetti da H.I.V. vengono aiutati dalla Malnad Social Service Society di Shimoga, in India, dove padre Abraham Areeparambil, in prima fila, \u00e8 direttore. (Foto di Sajeendran V.S.)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cIl governo offre servizi di trattamento per i pazienti presso l\u2019ospedale distrettuale di Mandya. Tuttavia, a causa dello stigma sociale, delle difficolt\u00e0 emotive ed economiche, molti pazienti non riescono a sfruttare questi servizi da soli\u201d, spiega padre Vattakunnel. \u201cEd \u00e8 qui che interveniamo noi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl nostro obiettivo principale \u00e8 migliorare la qualit\u00e0 e l\u2019aspettativa di vita dei pazienti, offrendo loro supporto emotivo, spirituale, nutrizionale e sociale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Meena K., una delle 11 collaboratrici dell\u2019organizzazione, osserva che la cultura patriarcale predominante in Karnataka rappresenta una grande difficolt\u00e0 nel trattare con le donne su tematiche relative alla salute, all\u2019H.I.V. e all\u2019AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe donne qui devono chiedere sempre il permesso ai mariti per qualsiasi cosa. Senza quello, non alzano neanche un dito\u201d, racconta Meena K., aggiungendo che \u00e8 altrettanto difficile parlare con gli uomini, che \u201cnon sono disposti a dialogare e pensano di sapere gi\u00e0 tutto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Racconta anche di un uomo sieropositivo che si \u00e8 sposato senza rivelare la sua condizione n\u00e9 alla moglie n\u00e9 alla sua famiglia. Durante le tre gravidanze della moglie, l\u2019uomo l\u2019ha costretta ad abortire, dicendo di non voler avere figli, piuttosto che parlare apertamente della sua malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMolti uomini non capiscono che, secondo la legge indiana, non dichiarare lo stato di sieropositivit\u00e0 prima di sposarsi \u00e8 un reato\u201d, aggiunge. \u201cIn questa parte del Karnataka, gli uomini non vogliono essere educati o informati. Non prendono i farmaci regolarmente n\u00e9 si sottopongono a regolari esami del sangue\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Asha Kirana<\/em> organizza anche incontri di supporto mensili per aiutare emotivamente e psicologicamente i pazienti con H.I.V. e AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 importante che le persone si sentano supportate e non abbandonino la speranza\u201d, afferma padre Vattakunnel.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl nostro obiettivo finale \u00e8 costruire un futuro libero da H.I.V. e AIDS, dove ogni individuo possa crescere e prosperare\u201d, conclude. \u201cDobbiamo farlo, soprattutto per i pi\u00f9 poveri e trascurati della societ\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"cnewa-connections\">\n  <div class=\"cnewa-connections-heading\">\n    <h2>L\u2019impegno di CNEWA<\/h2>\n  <\/div>\n  <div class=\"cnewa-connections-content\" style=\"background:#6B4D5E;color:#ffffff\">\n    <p>In India, che conta una delle popolazioni sieropositive pi\u00f9 numerose al mondo, la Chiesa \u00e8 in prima linea nel portare salvezza e speranza a chi vive con l\u2019H.I.V. e l\u2019AIDS. \u00abRiceviamo alcuni finanziamenti dal governo statale, ma non bastano per sostenere un ospedale come questo\u00bb, spiega padre Sajeesh Thrikkodanmalil, direttore del Navajeevan Holistic and Palliative Care Center, che pu\u00f2 continuare la propria missione grazie all\u2019aiuto dell\u2019associazione. Il supporto di CNEWA contribuisce infatti a coprire i costi dei servizi essenziali del centro e sostiene anche altre opere della Chiesa in India impegnate nello stesso campo.<\/p>\n<div>\n<p>Per fare davvero la differenza nella vita delle persone affette da H.I.V. o AIDS, visita la nostra pagina dedicata alle donazioni e al sostegno regolare: <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/it\/dona-ora\/\">Dona ora | CNEWA Italia<\/a><\/p>\n<\/div>\n  <\/div>\n<\/div>\n\n\n<p><em>Il seguente articolo \u00e8 stato tradotto dalla rivista ONE Magazine, lo puoi trovare in versione originale cliccando <a href=\"https:\/\/cnewa.org\/magazine\/a-global-concern\/\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONE Magazine \u00e8 la rivista ufficiale della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), pubblicata regolarmente dal 1974. Attualmente, i contenuti sono disponibili solo in inglese e spagnolo.<\/p>\n<p>Il seguente articolo racconta le diverse iniziative della Chiesa per assistere le persone affette da H.I.V. e AIDS.<\/p>\n","protected":false},"author":70092,"featured_media":619,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[10],"class_list":["post-661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-one-magazine"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.3 (Yoast SEO v27.3) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Una sfida globale | CNEWA Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L&#039;H.I.V. e l&#039;AIDS restano una grave sfida sanitaria, con 39,9 milioni di persone colpite nel 2023 secondo l&#039;UNAIDS.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, 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