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Elezione nuovo patriarca caldeo: scelto Amel Shamon Nona

I vescovi hanno scelto l’Arcivescovo Amel Shamon Nona, con esperienza a Mosul, in Australia e in Nuova Zelanda, per guidare la Chiesa al posto del Cardinale Louis Sako.

L’Arcivescovo iracheno Amel Shamon Nona, fino a poco tempo fa alla guida dell’eparchia caldea di San Tommaso Apostolo in Australia e Nuova Zelanda, diventa il nuovo patriarca della Chiesa cattolica caldea. Prende il posto del Cardinale Louis Sako, 76 anni, che si è dimesso a marzo.

Il 12 aprile, durante un Sinodo dei vescovi riunito a Roma, i prelati lo hanno scelto come nuova guida. Dopo l’elezione ha preso il nome di Paolo III, come ha comunicato il patriarcato caldeo.

«Sua Beatitudine ha accettato l’elezione secondo le norme della Chiesa», ha fatto sapere il patriarcato. «Confida nella grazia di Dio e intende svolgere il suo servizio con fedeltà e senso di responsabilità. Lavorerà in comunione con i Padri del Sinodo e metterà al centro l’unità della Chiesa caldea e la sua missione, sia in patria sia nella diaspora».

Nato ad Alqosh, nella Piana di Ninive in Iraq, il 1° novembre 1967, il nuovo patriarca caldeo ha iniziato il suo ministero come sacerdote nella diocesi locale. Nel 2010, a 42 anni, ha ricevuto l’ordinazione episcopale.

Dopo quell’incarico ha guidato l’arcidiocesi di Mosul. Nel 2014 ha dovuto lasciare la città a causa dell’invasione dello Stato Islamico, come ha ricordato il patriarcato.

«Sua Beatitudine si è fatto conoscere anche per la profondità del suo pensiero teologico, la vicinanza umana al suo popolo e il coraggio con cui ha testimoniato la fede nelle difficoltà. Ha portato un messaggio di speranza nel mezzo del dolore e ha incarnato l’immagine del Buon Pastore che dona la vita per le sue pecore», ha dichiarato il patriarcato.

Papa Leone XIV ha incontrato i vescovi caldei il 10 aprile e ha indicato il profilo del futuro patriarca. Deve essere «anzitutto un padre nella fede e un segno di comunione con tutti e tra tutti».

Vivere secondo i valori del Vangelo può apparire «controcorrente e talvolta persino controproducente», ha aggiunto il Papa. Resta però l’unica strada giusta, «perché l’amore è l’unica forza che vince il male e sconfigge la morte».

Il Papa ha poi richiamato la santità quotidiana a cui è chiamato il nuovo patriarca. «Una santità quotidiana, fatta di onestà, misericordia e purezza di cuore». Ha ricordato ai vescovi che «l’autorità nella Chiesa è sempre servizio e mai egemonia».

l cardinale Sako ha accolto con favore l’elezione del nuovo patriarca caldeo e ha espresso la sua «grande gioia» per la notizia della sua elezione.

«Essere patriarca non è un titolo o una carica, ma un messaggio di fede e di servizio amorevole con coraggio e speranza», ha affermato il Cardinale iracheno.

Anche altri patriarchi della regione hanno inviato i loro auguri a Paolo. Tra loro il Cardinale maronita Bechara Rai, patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente, e il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme.

Sono arrivati messaggi di congratulazioni anche dalle autorità civili. Il presidente iracheno Nizar Amidi ha augurato al patriarca «successo e fortuna nell’adempimento della sua missione spirituale e umanitaria».

«Mentre apprezziamo molto il ruolo storico e nazionale del nostro popolo cristiano e il suo notevole contributo alla costruzione dell’Iraq e alla creazione di una cultura di diversità e fratellanza, riaffermiamo il nostro impegno a preservare i suoi diritti e ad assicurare la sua partecipazione attiva al progresso della nazione», ha scritto Amidi.

Anche il primo ministro iracheno Mohammed Shia’ al-Sudani ha espresso parole simili. Ha auspicato che il nuovo patriarca continui «sulla strada dei leader delle antiche chiese irachene al servizio della società e del rafforzamento della coesione tra i figli della stessa nazione».

Il premier ha inoltre sottolineato il ruolo fondamentale del clero nella società, che considera un «pilastro fondamentale per consolidare la stabilità e l’armonia nazionale e per presentare il discorso nazionale di fronte alle varie sfide».

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